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	<title>Lettere alla redazione Archivi - Ondanews.it</title>
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	<title>Lettere alla redazione Archivi - Ondanews.it</title>
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		<title>“L&#8217;ospedale di Agropoli va mantenuto aperto con reparti e Pronto Soccorso” – Lettera della signora Ilaria Di Florio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 09:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="" src="https://www.ondanewsfile.com/wp-content/uploads/2026/01/ospedale-agropoli-ilaria-di-florio.jpg" width="480" height="646" /></p>
<p><strong>Lettera della signora Ilaria Di Florio sulla necessità di difendere e potenziare l’ospedale di Agropoli.</strong></p>
<p>Alla cortese attenzione di chi di dovere e di chi lotta in difesa del presidio ospedaliero di Agropoli.</p>
<p>Mi chiamo Ilaria Di Florio, sono una mamma di 5 bimbi nati con taglio cesareo presso l&#8217;ospedale di Sapri in un reparto che ormai da troppo tempo lotta per restare aperto pur essendo in una zona orograficamente disagiata. Nel marzo 2024, quando nacque mio figlio Ismaele, diedi la mia testimonianza sulla necessità di mantenere aperto quel reparto e dissi a gran voce che chiuderlo sarebbe stato un delitto per il territorio cilentano. Dopo mesi di lotte, a cui ho partecipato e ancora lo faccio per scongiurarne la chiusura, oggi scrivo per esprimere la mia opinione riguardo il nosocomio di Agropoli.</p>
<p>lo vi scrivo da mamma ed esprimo con chiarezza la mia opinione. L&#8217;ospedale di Agropoli nella sua integrità <strong>va mantenuto aperto con tutti i reparti e il Pronto Soccorso</strong> compreso essendo anche quella una struttura pubblica dove il cittadino deve sentirsi tranquillo nel potersi rivolgere per qualsiasi necessità.</p>
<p>Essendo mamma, vi faccio l&#8217;esempio del parto: una donna incinta che va in travaglio all&#8217;improvviso, con tutte le preoccupazioni del caso, dove va se non trova il presidio ospedaliero aperto più vicino a lei? Non ci dimentichiamo che, in quelle zone, <strong>spostarsi da un posto all&#8217;altro non è sempre facile</strong>.</p>
<p>E’ quindi fondamentale <strong>mantenere aperti tutti i presidi ospedalieri</strong> di quel territorio.</p>
<p>La <strong>sanità pubblica va potenziata, incentivata e non tagliata</strong> a discapito dei cittadini e della loro salute. Mi rivolgo soprattutto alle istituzioni affinché tutelino noi donne per cercare di mantenere aperto anche il punto nascita dell’ospedale di Agropoli.</p>
<p><strong>&#8211; Ilaria Di Florio &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/lospedale-di-agropoli-va-mantenuto-aperto-con-reparti-e-pronto-soccorso-lettera-della-signora-ilaria-di-florio/">“L&#8217;ospedale di Agropoli va mantenuto aperto con reparti e Pronto Soccorso” – Lettera della signora Ilaria Di Florio</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>Curato all&#8217;ospedale di Polla dopo una caduta. Lettera di ringraziamento ai sanitari di Mario Fazio di Sala Consilina</title>
		<link>https://www.ondanews.it/curato-allospedale-di-polla-dopo-una-caduta-lettera-di-ringraziamento-ai-sanitari-di-mario-fazio-di-sala-consilina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 17:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-441608 aligncenter" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2023/05/ospedale-polla-esterno-maggio-2023-fb-766x400.jpg" alt="" width="766" height="400" srcset="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2023/05/ospedale-polla-esterno-maggio-2023-fb-766x400.jpg 766w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2023/05/ospedale-polla-esterno-maggio-2023-fb-383x200.jpg 383w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2023/05/ospedale-polla-esterno-maggio-2023-fb.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px" /></p>
<p><strong>Lettera aperta di Mario Fazio di Sala Consilina per ringraziare i sanitari dell’ospedale di Polla per la grande professionalità e umanità durante un ricovero d&#8217;urgenza</strong></p>
<p>È trascorso quasi un mese da quel 24 novembre che iniziava, per me, con la solita routine: la passeggiata mattutina con il mio cane e proprio allora sono <strong>caduto rovinosamente a terra faccia in giù</strong> con un forte <strong>dolore alla schiena e alla testa</strong> avendo battuto il capo su di un gradino. Ho fatto in tempo a riconoscere la voce del mio primo soccorritore <strong>Giuseppe D&#8217;Alessandro</strong>, un veterano del Pronto Soccorso per mia fortuna, che prontamente ha chiamato l&#8217;ambulanza e si è premurato di immobilizzarmi in attesa dei soccorsi.</p>
<p>Ero semi incosciente, racconto quanto mi è stato riferito in seguito dai miei familiari prontamente accorsi. Trasportato al <strong>Pronto Soccorso</strong> sono stato immediatamente introdotto nella sala medica dove sono trascorse 10 ore tra tac alla testa, al torace, alla schiena, analisi di ogni tipo previste dal protocollo ed eseguite e rispettate da quei medici e da quel personale paramedico così competente, accogliente e garbato nonostante il carico di lavoro che quel giorno era più intenso. Grazie a tutti loro e al loro <strong>encomiabile lavoro </strong>di primo soccorso sono qui a testimoniare uno scampato pericolo che tutti hanno scongiurato con abilità e professionalità.</p>
<p>Grazie al <strong>reparto di Nefrologia</strong>, dove sono stato “appoggiato&#8221; per due giorni in attesa di raggiungere la <strong>Geriatria</strong>, mio reparto di destinazione poiché ho 86 anni. In Nefrologia il medico che mi ha accolto è stato di una gentilezza e professionalità esemplari, così come tutto il personale OSS. A tutti loro va il mio grazie pieno di commozione perché si sa, noi anziani, siamo più <strong>sensibili alla gentilezza, alle attenzioni, ai modi delicati</strong>: siamo fragili e ne siamo consapevoli.</p>
<p>E un grazie altrettanto commosso e pieno di gratitudine ai medici e a tutto il personale del reparto di Geriatria, diretto dal <strong>dottor Gennaro Maddaluno.</strong> Anche qui ho ricevuto cure, attenzioni e premure che probabilmente non avrei ricevuto nemmeno in una clinica a pagamento.</p>
<p>Grazie al Pronto Soccorso, al reparto di Ortopedia, al reparto di Nefrologia e al reparto di Geriatria. Grazie perché grazie a voi, alle vostre cure, alla vostra competenza, alla vostra professionalità, alla vostra gentilezza e umanità a 86 anni posso ancora <strong>camminare e testimoniare il vostro valore</strong>. E, da anziano, mi sento di gridare che<strong> l&#8217;ospedale di Polla deve esistere e merita ogni potenziamento necessario</strong> perché sono loro i numi della nostra salute e delle nostre vite. Grazie ospedale di Polla.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/curato-allospedale-di-polla-dopo-una-caduta-lettera-di-ringraziamento-ai-sanitari-di-mario-fazio-di-sala-consilina/">Curato all&#8217;ospedale di Polla dopo una caduta. Lettera di ringraziamento ai sanitari di Mario Fazio di Sala Consilina</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>Educazione sessuale e affettiva a rischio fino alle Scuole Medie. Le riflessioni della dottoressa Claudia Colombo</title>
		<link>https://www.ondanews.it/educazione-sessuale-e-affettiva-a-rischio-fino-alle-scuole-medie-le-riflessioni-della-dottoressa-claudia-colombo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.ondanewsfile.com/wp-content/uploads/2025/10/CLAUDIA-COLOMBO.jpg" width="771" height="403" /></p>
<p>Le riflessioni della <strong>piscoterapeuta Claudia Colombo</strong> sull&#8217;<strong>emendamento della Lega,</strong> approvato in Commissione Cultura alla Camera, che introduce<strong> una stretta sull’educazione alla sessualità e all’affettività</strong> nelle scuole. Il testo prevede che sia introdotta solo alle Superiori previo consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico. Alle scuole Primarie e Medie è previsto il <strong>divieto di parlare di tematiche sessuali </strong>in aula da parte di <strong>esperti esterni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Lavoro da anni con ragazzi delle scuole medie</strong>. E so, non per teoria, ma per esperienza viva, che quella è <strong>la fascia più fragile, più confusa e più bisognosa di educazione emotiva</strong>, <strong>corporea e affettiva.</strong></em></p>
<p><em>È l’età in cui il corpo cambia, gli ormoni esplodono, e la mente inizia a costruire l’identità. È l’età in cui nasce la vergogna, lo sfottò, il bullismo sul corpo. È l’età in cui qualcuno si sviluppa prima, qualcuno dopo, e questo basta a creare un divario doloroso, che spesso si trasforma in insicurezza e auto-svalutazione.</em></p>
<p><em>Per questo,<strong> l’educazione affettiva non è un “di più”</strong>. È necessaria. Non si tratta di ideologia, ma di prevenzione, consapevolezza e rispetto.</em></p>
<p><em>A 11, 12, 13 anni <strong>non servono lezioni teoriche</strong>: servono adulti preparati che sappiano creare spazi di parola, ascolto e confronto. <strong>Luoghi dove parlare del corpo che cambia,</strong> del consenso, delle emozioni, dell’amore e del rispetto reciproco.</em></p>
<p><em>Senza questi spazi, i ragazzi restano soli. Soli davanti ai social, ai video, ai commenti crudeli, ai modelli distorti che diventano la loro unica guida. E quel vuoto lo riempiono la paura, la vergogna e, troppo spesso, la violenza.</em></p>
<p><em>Come psicoterapeuta, come madre e come essere umano, credo che <strong>parlare di emozioni, affettività e corpo sia un atto educativo e culturale altissimo</strong>. È ciò che costruisce adulti consapevoli, empatici e liberi.</em></p>
<p><em>E se un giorno tutto questo dovesse essere limitato proprio da chi dovrebbe tutelare, proteggere e promuovere la crescita sana delle nuove generazioni, sarebbe una perdita profonda, per tutti.</em></p>
<p><em>Perché<strong> l’educazione affettiva è il primo passo verso la pace interiore e la convivenza umana.</strong></em></p>
<p><strong>&#8211; Claudia Colombo &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/educazione-sessuale-e-affettiva-a-rischio-fino-alle-scuole-medie-le-riflessioni-della-dottoressa-claudia-colombo/">Educazione sessuale e affettiva a rischio fino alle Scuole Medie. Le riflessioni della dottoressa Claudia Colombo</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Cedete lo passo&#8221; &#8211; Lettera aperta della professoressa Franca Maria Cancro Cimino</title>
		<link>https://www.ondanews.it/cedete-lo-passo-lettera-aperta-della-professoressa-franca-maria-cancro-cimino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-396571 aligncenter" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2022/06/franca-cancro-cimino-fb-600x314.jpg" alt="" width="700" height="366" srcset="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2022/06/franca-cancro-cimino-fb-600x314.jpg 600w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2022/06/franca-cancro-cimino-fb-300x157.jpg 300w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2022/06/franca-cancro-cimino-fb-105x55.jpg 105w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2022/06/franca-cancro-cimino-fb.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p><em><strong>&#8211; Lettera aperta della professoressa Franca Maria Cancro Cimino &#8211;</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Cedete lo passo&#8221;, questa breve frase dal sapore manzoniano, che ci riporta a tempi in cui passare per primi segnava il censo e marcava le distanze sociali, ci rimanda, inevitabilmente, ad un&#8217;idea di arrogante affermazione di sé, di ostentazione del proprio potere che, in termini meno eleganti e più cinematografici, si condensa nel celebre <strong>&#8220;io sono io e tu… non vali niente&#8221;.</strong></p>
<p>Non credo che convinzioni siffatte abbiano indotto i competenti organi, nonché comitato festa, nonché autorità religiose a stabilire <strong>che si anticipasse a venerdì 12</strong> la tradizionale processione di popolo che accompagna la Statua della <strong>Madonna della Misericordia</strong> dalla chiesetta di campagna alla Cattedrale.</p>
<p>La ricorrenza, molto cara al sentimento religioso della comunità, si celebra la seconda domenica di settembre cadendo, così, sempre vicina al 12, giorno del nome di Maria, e prevede appunto che la Statua resti esposta in Cattedrale la notte tra il sabato e la domenica per poi ritornare alla Sua casa la domenica mattina.</p>
<p>In una delle sere della novena, il parroco Rev. don Angelo Fiasco ci ha informato del cambiamento di programma dovuto alla chiusura delle strade nel giorno 13, causa l&#8217;atteso afflusso di pubblico per lo <strong>spettacolo di Casa Surace</strong> con annessa cena in piazza, musiche e babà da Guinnes dei primati.</p>
<p>Nessuno attribuisce la concezione del mondo propria del Marchese del Grillo a chi ha stabilito tale modifica al programma religioso, scaturita chiaramente da esigenze attinenti alla mobilità sul territorio, m<strong>a ci si poteva pensare prima e proporre alla compagnia teatrale un’altra data.</strong></p>
<p>A tutti è sembrato quantomeno singolare che la Madonna “cedesse lo passo” ad una delle innumerevoli serate goderecce tutte uguali che allietano la <strong>sopravvivenza dei borghi che si spopolano.</strong></p>
<p>A nessuno la decisione è apparsa opportuna ma per quella rinuncia a dire la propria su temi dirimenti che, da tempo, investe le nostre comunità, abbiamo tenuto nel nostro cuore lo stupore, il senso di amarezza, senza parlare, senza chiedere, senza esprimere il nostro rammarico, così, forse senza una ragione, forse soltanto per non turbare l&#8217;atmosfera.</p>
<p>Ma poi, piano piano, in chi prima e in chi dopo, quell&#8217; amaro turbamento ha preso forma in parole forti e indignate che mi hanno fatto pensare: “C&#8217;è ancora in questo paese il senso di cosa è giusto e cosa non lo è”.</p>
<p>La questione è tutta qui e mi è stata ben esposta dalla immediatezza espressiva di un fedele: <strong>non è giusto che la processione della Madonna faccia spazio a uno spettacolo di comici</strong>. Comici niente di più.</p>
<p>Ma di cosa ci stupiamo? Di cosa mi stupisco io irriducibile osservatrice di fatti e costumi?</p>
<p><strong>Da decenni “cediamo lo passo” senza scomporci</strong> quando immani tragedie di popoli derubati della loro terra ci strappano un laconico “poveri bambini!&#8221;, senza mai avventurarci in un giudizio di merito; “cediamo lo passo” quando palesi interessi guerrafondai rischiano di precipitarci in un ignoto senza ritorno e ci rinchiudiamo in un “dobbiamo pur difenderci!&#8221;; “cediamo lo passo” quando nell&#8217;arco di pochissimi giorni sette operai, sette padri di famiglia salutano al mattino i loro figli ma non tornano la sera perché muoiono, sì, muoiono sul posto di lavoro per un pezzo di pane e diciamo &#8220;è  stata una disgrazia!&#8221;.</p>
<p>“Cediamo lo passo” quando col mondo in fiamme ci lasciamo ubriacare in serate di edonistico nulla o ci esaltiamo per un abito, un paio di scarpe, una foto permettendo che il senso della nostra vita, la nostra stessa vita, venga ridotta a merce.</p>
<p>SÌ, “cediamo lo passo” sempre, l&#8217;abbiamo imparato così bene!</p>
<p>Perché dunque stupirsi se in questo mondo senza Dio <strong>si chiede anche alla Madonna di “cedere lo passo”</strong> a Casa Surace a cui, ci conforti saperlo, abbiamo demandato il compito di “promuovere il territorio”?</p>
<p><strong>&#8211; Franca Maria Cancro Cimino &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/cedete-lo-passo-lettera-aperta-della-professoressa-franca-maria-cancro-cimino/">&#8220;Cedete lo passo&#8221; &#8211; Lettera aperta della professoressa Franca Maria Cancro Cimino</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>Accettare o declinare un invito può essere complesso &#8211; Lettera aperta della psicologa Maria Giovanna Tropiano</title>
		<link>https://www.ondanews.it/accettare-o-declinare-un-invito-puo-essere-complesso-lettera-aperta-della-psicologa-maria-giovanna-tropiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_519598" aria-describedby="caption-attachment-519598" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-519598 size-medium" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2025/06/invito-freepik-fb-766x400.jpg" alt="" width="700" height="366" srcset="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2025/06/invito-freepik-fb-766x400.jpg 766w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2025/06/invito-freepik-fb-383x200.jpg 383w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2025/06/invito-freepik-fb.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption id="caption-attachment-519598" class="wp-caption-text">Foto Freepik</figcaption></figure>
<p class="ai-optimize-7 ai-optimize-introduction"><strong>Accettare o declinare un invito può essere complesso &#8211; Lettera aperta della psicologa e sociologa Maria Giovanna Tropiano</strong></p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Il 2 giugno scorso si è festeggiata la Repubblica Italiana. <strong>Un progetto vive solo se ogni persona può sentirsi libera, accolta, riconosciuta</strong>. La giustizia sociale comincia dalla possibilità di essere pienamente sé stessi, anche nei momenti di fragilità. La psicologia, ogni giorno, lavora anche per questo.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction"><em>&#8220;Una società giusta è quella in cui si può essere sé stessi senza paura…&#8221;</em> (Maria Zambrano).</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">E nella libertà di espressione e senza paura condivido una lettera aperta per riflettere: accettare o declinare un invito può essere complesso.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">In occasione dell’evento del 24 maggio, inerente alla proiezione docufilm <a href="https://www.ondanews.it/atena-lucana-il-24-maggio-proiezione-del-docufilm-non-e-andato-tutto-bene-le-verita-negate-sul-covid-19/" target="_blank" rel="noopener">Non è andato tutto bene – Le verità negate sul Covid-19</a> del regista Paolo Cassina, l’<strong>assenza delle Istituzioni locali</strong> (Sindaci e Amministrazioni) e del <strong>Direttore Sanitario del presidio ospedaliero di Polla</strong> è una risposta, oltre che un segno di mancata sensibilizzazione verso una tematica che ha riguardato e riguarda l’intera collettività, il bene comune e la salute di tutti.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Uno studio (Givi &amp; Kirk 2023) mostra come le persone invitate ad un evento sovrastimano la percezione che hanno gli altri del rifiuto, attribuendo più importanza all’atto in sé che alle motivazioni che hanno portato a dire no. Ricerche hanno evidenziato che la motivazione alla base del rifiuto è significativa. È indubbiamente legittimo avere molteplici e valide ragioni per declinare un invito ad un evento sociale, tuttavia è fondamentale considerare l’importanza dell’evento proposto. <strong>È importante attribuire il giusto valore agli eventi</strong>, specialmente quando sono eventi informativi e divulgativi che riguardano la salute (diritto inviolabile e apparentemente preservato).</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Per chi è stato presente, dall’inizio alla fine, l’evento è stato apprezzato e ha suscitato non solo interesse, ma anche la curiosità a saperne di più. Gli ospiti in collegamento hanno sottolineato come la <strong>totale assenza sia un messaggio proveniente da una classe politica assente nel territorio</strong>… L’assenza dei Sindaci, delle Istituzioni non ha sorpreso gli ospiti in collegamento.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction"><em> “L’assenza colpisce perché le Istituzioni non vogliono il confronto, come anche la classe medica: i medici non vogliono il confronto (questa è la cosa che rammarica di più) perché vivono nella propria idea che non è accessibile al pensiero critico, come dovrebbe essere nella natura empirica della medicina, ossia basarsi su ragionamento e dati, confrontarsi ma anche scontrarsi in maniera civile, perché questa è la scienza vera, basata su opinioni che si basano a loro volta sui dati che devono essere riproducibili”. </em></p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Il maestro di clinica medica dell’800 Augusto Murri diceva:<em> “Non esiste nulla di più incerto di ciò che viene ritenuto certo”</em>. Una diagnosi che sembra certa in realtà non lo è a fronte di evidenti e palesi errori che sono stati effettuati e sui quali ci sarebbe la necessità e l’onestà di riflettere, se non addirittura di chiedere scusa. Purtroppo l’assenza delle Istituzioni non meraviglia più, non c’è la volontà di chiarire. La cosa che colpisce è la<strong> mancanza di coraggio</strong> da parte delle Istituzioni e della classe medica<strong> di confrontarsi con dati alla mano</strong>. Ci sono studi scientifici, ma la migliore bibliografia sono i pazienti. Evitare il confronto o addirittura arrivare alle offese senza aver dato la possibilità di replica alle persone che parlano, significa e testimonia anche una grossa bassezza dal punto di vista umano. Miseria umana dal sanscrito “Mi” che significa vuoto, assenza di contenuti e questa è la grande tristezza delle Istituzioni. L’assenza di contenuto con il quale ci possa essere un minimo di luce o speranza che si possa cambiare o migliorare e mi sembra che ci sia la<strong> volontà di non voler cambiare</strong>, di non voler migliorare, di non voler chiedere scusa e tutto deve essere modificato affinché nulla cambi e vengano rese inviolabili, e quindi protette, le Istituzioni nei loro errori che hanno portato dolore e sofferenza.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Il rammarico riguarda soprattutto la categoria medica. L’assenza di dialogo non porta a nessun tipo di soluzione, per cui auguriamoci che un giorno prevalgano il buon senso e il senso critico e che dal confronto emerga la constatazione di ciò che è stato. Lì dove le Istituzioni hanno disatteso l’invito, le persone presenti hanno rappresentato un germoglio per un cambiamento lento e graduale di mentalità, una mentalità che si apre alla conoscenza di ciò che viene tenuto nascosto e che riguarda la nostra salute: diritto inviolabile che è stato violato.</p>
<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction">Una persona anonima ha lasciato un pensiero scritto nello spazio dedicato alla consapevolezza, una considerazione che lascia trasparire la sua emozione: <em>“Un film documentario di grande interesse che denuncia i gravi crimini a cui abbiamo assistito e continuiamo ad assistere. Spero si continui a divulgare, affinché tutti possano comprendere quanto è accaduto. Grazie di cuore per il grande impegno e per l&#8217;opera umanitaria del regista e di chiunque abbia partecipato alla realizzazione di questo film documentario”.</em></p>
<p class="ai-optimize-8"><strong>&#8211; Psicologa e sociologa Maria Giovanna Tropiano &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/accettare-o-declinare-un-invito-puo-essere-complesso-lettera-aperta-della-psicologa-maria-giovanna-tropiano/">Accettare o declinare un invito può essere complesso &#8211; Lettera aperta della psicologa Maria Giovanna Tropiano</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;All&#8217;Hospice di Sant&#8217;Arsenio ho trovato sensibilità e vicinanza&#8221; &#8211; Lettera aperta di Maria Teresa Citera di Sanza</title>
		<link>https://www.ondanews.it/allhospice-di-santarsenio-ho-trovato-sensibilita-e-vicinanza-lettera-aperta-di-maria-teresa-citera-di-sanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 16:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Arsenio]]></category>
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<p><strong>Lettera aperta di Maria Teresa Citera, sorella di un paziente dell&#8217;Hospice Sant&#8217;Arsenio</strong></p>
<p>Accanto a mio fratello, insieme alla moglie, <strong>ho vissuto 40 giorni all&#8217;Hospice di Sant&#8217;Arsenio</strong>, un posto che prima di conoscerlo prensavo fosse buio e disperato. Lì, nel dolore, ho trovato un team di medici, infermieri, personale oss, addetti alle pulizie la cui <strong>sensibilità e vicinanza</strong> al prossimo sono sorprendenti.</p>
<p>Il <strong>dottore Clemente Brigante</strong> in primis ha ben chiara la missione di un medico: ha messo in pratica ogni giorno la sua <strong>umanità</strong> con parole di conforto, comunicato in modo chiaro il decorso della malattia, avuto <strong>empatia verso tutti noi familiari.</strong> Sicuramente lo hanno sollecitato la simpatia e la bontà di mio fratello, ma non è scontato trovare un clima amorevole in un posto che ti accompagna verso l&#8217;ultima ora.</p>
<p>L&#8217;Hospice è il luogo in cui ho gli ultimi ricordi di mio fratello. <strong>Non è un posto in cui &#8220;si va a morire&#8221; ma è un abbraccio che ti accoglie</strong> fin quando chi è ricoverato lì esala l&#8217;ultimo respiro. Accompagna il malato e la famiglia ad affrontare quel momento con tutte le attenzioni possibili.</p>
<p><strong>La struttura</strong> a Sant&#8217;Arsenio<strong> funziona davvero bene</strong>, è un punto di riferimento per pazienti e malati e per il bene dell&#8217;intero comprensorio bisogna che l&#8217;Hospice migliori ancora. Ad esempio, abbiamo potuto guardare la TV in camera grazie ad una donazione. Cercheremo anche noi di contribuire a rendere ancora più confortevole il soggiorno di quanti avranno bisogno di recarsi lì. Faremo del bene agli altri in nome di Mimino.</p>
<p><strong>Grazie di cuore al dottor Brigante e a tutti gli operatori sanitari che ho incontrato.</strong></p>
<p><strong>&#8211; Maria Teresa Citera &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/allhospice-di-santarsenio-ho-trovato-sensibilita-e-vicinanza-lettera-aperta-di-maria-teresa-citera-di-sanza/">&#8220;All&#8217;Hospice di Sant&#8217;Arsenio ho trovato sensibilità e vicinanza&#8221; &#8211; Lettera aperta di Maria Teresa Citera di Sanza</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>Le brutte persone esistono. E fanno pure male &#8211; Lettera aperta di Michele Albanese</title>
		<link>https://www.ondanews.it/le-brutte-persone-esistono-e-fanno-pure-male-lettera-aperta-di-michele-albanese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 15:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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<p><strong>Lettera aperta del Presidente della Fondazione Monte Pruno Michele Albanese pubblicata sul profilo LinkedIn </strong></p>
<p><strong>Le brutte persone esistono. E fanno pure male.</strong> Non parlo dell’aspetto esteriore. <strong>Parlo di chi è marcio dentro.</strong> Di chi si nutre, spesso anche senza un motivo serio, del dolore altrui come se fosse ossigeno.</p>
<p>Quelle persone che non trovano mai soddisfazione nella propria vita, se non vedendo crollare quella degli altri, soprattutto se questi ultimi sono minimamente persone in vista. Queste persone sorridono quando vedono una ferita aperta, che si sentono potenti mentre distruggono la fiducia, la serenità personale e familiare, la speranza<strong>. Se, poi, due di questa specie si incontrano, si alleano.</strong> Si spalleggiano, si legittimano, si incoraggiano a chi distrugge di più. <strong>Diventano un’arma a doppia lama,</strong> si convincono e si illudono di essere giustizieri, si vantano delle macerie che lasciano. Si vantano delle ferite che lasciano.</p>
<p>Raccontano, godendo, il dolore che provocano come se fosse una medaglia al valore. <strong>Non chiedono mai scusa. Non si sentono mai in colpa.</strong> Non cercano redenzione, cercano consensi, cercano applausi. <strong>Sono veleni travestiti da esseri umani.</strong> E il loro danno non si limita ai momenti di cattiveria: il loro veleno continua a scorrere anche quando si allontanano. Rimane nei pensieri, insinua dubbi, logora l’autostima, devasta la fiducia nel mondo e negli altri.</p>
<p>È un danno che non si vede subito, ma che cresce lentamente, consumando ogni cosa buona che avevi costruito in tanti anni. <strong>La cosa peggiore? Per loro è un piacere. Un gioco sporco.</strong> Provano un perverso godimento nel vedere qualcun altro spezzarsi. Non hanno rimorsi, non hanno colpe. Se ne lavano le mani, spesso dipingendosi persino come vittime o “incompresi”.</p>
<p>A chi ha incontrato brutte persone nella sua vita, come dico a me stesso, ribadisco: <strong>ricordati che il loro veleno non parla di te, parla di loro.</strong> Della loro miseria interiore, della loro incapacità di amare, della loro paura di guardarsi davvero allo specchio. <strong>Non rispondere. Non spiegare. Non odiare.</strong> Semplicemente, cammina oltre perché non meritano il tuo dolore.</p>
<p>Loro resteranno esattamente dove meritano: nel vuoto che si sono creati perché “<strong>chi gode del dolore altrui non punisce: si condanna.</strong>”</p>
<p><strong>&#8211; Michele Albanese &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/le-brutte-persone-esistono-e-fanno-pure-male-lettera-aperta-di-michele-albanese/">Le brutte persone esistono. E fanno pure male &#8211; Lettera aperta di Michele Albanese</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Giornata della Gentilezza ai Nuovi Nati di Polla, un silenzio che preoccupa&#8221; &#8211; Lettera aperta di Federica Mignoli</title>
		<link>https://www.ondanews.it/giornata-della-gentilezza-ai-nuovi-nati-di-polla-un-silenzio-che-preoccupa-lettera-aperta-di-federica-mignoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.ondanewsfile.com/wp-content/uploads/2025/04/federica-mignoli.jpeg" width="802" height="602" /></p>
<p><strong>Giornata della Gentilezza ai Nuovi Nati: un silenzio che preoccupa &#8211; Lettera aperta del consigliere comunale di Polla Federica Mignoli</strong></p>
<p>Mi rivolgo a voi in qualità di consigliere comunale di minoranza, ma anche come ex assessore, incarico che ho ricoperto con passione fino alla revoca da parte dell’attuale Amministrazione. Durante il mio mandato ho avuto l&#8217;onore di contribuire alla realizzazione di una delle iniziative più significative per la nostra comunità: la <strong>&#8220;Giornata della Gentilezza ai Nuovi Nati&#8221;.</strong></p>
<p>Un’iniziativa fortemente voluta dal compianto Sindaco Rocco Giuliano e sancita dalla delibera di Giunta comunale n. 00251/2019 del 14 novembre 2019, che ha visto il Comune impegnato ogni anno a <strong>celebrare i nuovi nati con un piccolo ma importante gesto di accoglienza</strong>: un dono simbolico e la <strong>piantumazione di un albero.</strong> A partire dal 2021 la giornata è stata inclusa nelle celebrazioni promosse dalla Rete degli Assessori alla Gentilezza, aggiungendo un’importante cerimonia annuale il 21 marzo, in cui venivano presentati alla comunità cittadina i bambini nati nell’anno precedente.</p>
<p>L’evento è sempre stato arricchito da momenti simbolici di grande valore, come la realizzazione dell&#8217;<strong>Albero della Vita,</strong> che ho personalmente creato e posizionato sulla parete di Piazza &#8220;A. Forte&#8221;, con i nomi di tutti i bambini nati nel corso dell’anno. Questi atti erano segni tangibili di <strong>benvenuto, speranza e appartenenza</strong>. Era un modo semplice ma profondo per dire &#8220;<em>Siamo felici che siete qui, benvenuti nel nostro mondo&#8221;</em>, un gesto di gentilezza che univa la comunità e celebrava la vita.</p>
<p><strong>Oggi, purtroppo, ci ritroviamo di fronte a un silenzio assordante.</strong> La giornata di quest’anno è passata inosservata,<strong> senza alcuna celebrazione,</strong> senza nessun gesto simbolico, senza alcun riconoscimento per i nuovi nati. Nessun dono, nessun albero piantato. <strong>È davvero possibile che i nuovi nati non meritino più nemmeno un piccolo segno di accoglienza?</strong> Che fine ha fatto quella tradizione che ci univa e che dava speranza per il futuro?</p>
<p>Come consigliere di minoranza e come cittadina preoccupata per il nostro futuro sento il dovere di chiedere una riflessione su questo tema. <strong>La comunità ha bisogno di segnali di speranza</strong>, di continuità, di cura verso il futuro che stiamo costruendo insieme. I nuovi nati sono il nostro domani e meritano di essere celebrati, non dimenticati.</p>
<p>Sindaco, non dimentichiamo i nostri bambini. Accogliere una nuova vita è un atto di Comunità, di Speranza, di Futuro.<strong> Chiedo che venga ristabilita quella tradizione di accoglienza e gentilezza</strong> che tanto ha rappresentato per la nostra città e che ogni nuovo nato possa ancora ricevere il suo benvenuto simbolico, che è un piccolo ma importante atto di amore verso il nostro futuro. Spero che questa mia lettera possa servire come un invito alla riflessione e che, nel prossimo anno, la nostra città possa tornare a celebrare come merita ogni nuovo piccolo cittadino.</p>
<p><strong>Con fiducia e speranza, Federica Mignoli</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/giornata-della-gentilezza-ai-nuovi-nati-di-polla-un-silenzio-che-preoccupa-lettera-aperta-di-federica-mignoli/">&#8220;Giornata della Gentilezza ai Nuovi Nati di Polla, un silenzio che preoccupa&#8221; &#8211; Lettera aperta di Federica Mignoli</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>“Commissariato nel Vallo di Diano? Impossibile”. Lettera dell’Ispettore Capo in quiescenza Biagio Procaccio</title>
		<link>https://www.ondanews.it/commissariato-nel-vallo-di-diano-impossibile-lettera-dellispettore-capo-in-quiescenza-biagio-procaccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 12:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://live.staticflickr.com/65535/54368633371_dd895ae378_b.jpg" width="700" /></p>
<p><strong><em>&#8211; Lettera alla redazione dell’Ispettore Capo della Polizia di Stato in quiescenza, Biagio Procaccio &#8211;</em></strong></p>
<p>Gentile redazione,</p>
<p>Vorrei approfittare della Vostra disponibilità per dare un contributo alla discussione che in questi giorni, a causa dei <strong>continui furti che si stanno verificando nel nostro territorio</strong>, sta interessando sempre di più l’opinione pubblica: l’istituzione di un Commissariato di Polizia di Stato nel Vallo di Diano.</p>
<p>Da “voce di dentro” mi permetto di esprimere tutte le mie perplessità sull&#8217;eventuale istituzione di un <strong>Commissariato di Polizia di Stato nel Vallo di Diano</strong>. Una struttura “elefantiaca” come quella rappresentata da un Commissariato di Polizia, lo dico senza indugio alcuno, <strong>non sarà mai istituita nel Vallo di Diano,</strong> perché occorrerebbero un Vice Questore Aggiunto &#8211; Dirigente di Commissariato distaccato di Pubblica Sicurezza, un Commissario Capo &#8211; Vice Dirigente di Commissariato distaccato di Pubblica Sicurezza e 45 unità, di cui: 4 all’Ufficio Amministrazione; 4 all’Ordine Pubblico; 4 alla Polizia Giudiziaria; 3 alla Scientifica; 4 all’Ufficio Servizi; 2 all’Ufficio archivio; 24 all’Ufficio Volanti e denunce che provvede al controllo del territorio 24 ore su 24, con una sola pattuglia.</p>
<p>Il funzionario reggente i Commissariati distaccati, inoltre, assume le funzioni di autorità di pubblica sicurezza locale (funzioni altrimenti esercitate dal sindaco nelle città ove non è presente un ufficio di Polizia di Stato). Si comprenderà bene che, pertanto, un Commissariato di Polizia di Stato così come viene “pomposamente” richiesto è un inutile dispendio di energie e, se me lo posso consentire, mera propaganda, perché non ha quei compiti che molti, invece, pensano che abbia. Dal mio punto di vista, pertanto, per far fronte alle maggiori esigenze di prevenzione e di controllo del territorio, bisognerebbe<strong> impegnare tutte le energie</strong> possibili per<strong> richiedere la creazione di un Posto di Polizia distaccato</strong> all’interno della Sottosezione Polizia Stradale di Sala Consilina (o all’interno di un altro sito istituzionale ritenuto opportunamente strategico, offerto dal Comune) alle dirette dipendenze della Questura di Salerno, con 16 dipendenti provenienti dalle Volanti e dalla Polizia Stradale, <strong>deputato prevalentemente all’attività  di controllo del territorio</strong>. Successivamente, se dovesse essere sentito il bisogno di un più capillare controllo, potrebbe essere elevato il posto fisso di Polizia a rango di Commissariato distaccato di Pubblica Sicurezza.</p>
<p>L’art. 44 del D.P.R. 28 ottobre 1982, n. 782, sancisce che il trasferimento del personale, nell’ambito degli uffici della Questura, compresi i Commissariati e i posti di Polizia distaccati della provincia, vengono effettuati dal Questore per esigenza di servizio ai sensi dell&#8217;articolo 7, lettera h), del D.P.R. 30 giugno 1972, n.748. I trasferimenti di personale, tra le ripartizioni degli uffici periferici di Polizia Stradale, nonché degli altri uffici, reparti o istituti previsti dall’ordinamento periferico dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, vengono effettuati, in ambito provinciale dai relativi dirigenti, per esigenze di servizio, ai sensi degli articoli 8, lettera h), e 9, lettera h), del D.P.R. 30 giugno 1972, n. 748. L’articolo 21 del Decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre 1985, n. 782 (Regolamento di servizio dell&#8217;Amministrazione della pubblica sicurezza), sancisce che ove per esigenze di ordine e sicurezza pubblica si renda necessario l&#8217;intervento di personale appartenente agli uffici di Polizia Stradale, Ferroviaria, di Frontiera e Postale il Prefetto, d&#8217;intesa con il Questore della provincia interessata, ne richiede il concorso al Dirigente dell&#8217;Ufficio di Compartimento di zona o equiparato della specialità, il quale provvede utilizzando eventualmente anche personale appartenente a più uffici provinciali da lui dipendenti e ne dà notizia al Dipartimento della pubblica sicurezza. Nel caso, invece, in cui si prevede che debbano essere impegnate aliquote di personale in misura tale da comportare pregiudizio all&#8217;esecuzione dei normali servizi delle specialità, il concorso dovrà essere richiesto dal Prefetto al Dipartimento della pubblica sicurezza.  La forza resa disponibile è messa a disposizione del Questore per il tempo necessario a soddisfare le esigenze di servizio.</p>
<p>Secondo la mia esperienza, per poter contrastare il crimine che si è diffuso nel Vallo di Diano basterebbe l’istituzione di un Posto di Polizia distaccato deputato prevalentemente all’attività di controllo del territorio, preferibilmente<strong> all’interno della Sottosezione Polizia Stradale di Sala Consilina</strong> dove è attivo, per il coordinamento operativo delle pattuglie della Polizia Stradale operanti sull’autostrada A2 del Mediterraneo, il Centro Operativo Autostradale diretto da un funzionario appartenente al ruolo dei Commissari, istituito in funzione del “Programma Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” per il controllo del territorio in aree sensibili e, in particolare, lungo l’arteria autostradale della Salerno-Reggio Calabria.</p>
<p><strong>&#8211; Ispettore Capo in quiescenza Biagio Procaccio &#8211;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://live.staticflickr.com/65535/54369037310_ae5656f148_o.jpg" width="700" /></p>
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		<title>Consorzio di Bonifica. I chiarimenti del Presidente Beniamino Curcio sul progetto irriguo di Pertosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 17:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
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<p><strong>Lettera del presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano &#8211; Tanagro, Beniamino Curcio</strong></p>
<p>Per chi come me è stato per anni testimone e protagonista attivo della grandezza della politica della Prima Repubblica diventa davvero difficile concepire certi modi di agire nell’attuale fase della cosiddetta politica moderna, soprattutto quando questa si lascia rappresentare da avventurieri o politicanti da strapazzo, capaci solo di demonizzare chi non sta dalla loro parte. Con questo non voglio dire che prima non c’erano scontri politici. Anzi, tutt’altro. Per anni nel Vallo di Diano i due principali partiti, Socialista e Democrazia cristiana, si sono combattuti, a volte anche duramente. Ma alla fine prevaleva sempre il profilo alto della politica, quella politica che aveva una visione d’insieme e che era capace finanche, sia pure in un clima di forte contrapposizione, di fare quadrato quando in ballo vi erano interessi superiori che riguardavano il nostro territorio e le nostre comunità locali. Profilo alto della politica anche perché interpretata da persone che, nel loro agire quotidiano, non perdevano mai di vista i valori essenziali, quali il valore delle istituzioni, il <strong>rispetto degli avversari,</strong> la responsabilità di onorare i propri mandati e di dare conto del proprio operato.</p>
<p>Oggi, purtroppo, è cambiato tutto e molto spesso <strong>l’ossessione di apparire a tutti i costi </strong>porta a radicalizzare il conflitto politico anche con <strong>offese, allusioni e sparate</strong> di ogni tipo. Francamente in tutti questi anni non mi è mai capitato che uno si dovesse sentire quasi in colpa per essersi adoperato per far finanziare un progetto. La mia cultura politica mi ha fatto sempre pensare che <strong>ottenere un finanziamento</strong> importante per un’opera importante fosse <strong>un merito.</strong> Ma, con rammarico, mi devo ricredere perché <strong>c’è anche chi ritiene che questo è un demerito.</strong></p>
<p>Intanto diciamo che<strong> il Consorzio di Bonifica non ha &#8220;carpito&#8221; alcun finanziamento.</strong> Bisognerebbe sciacquarsi la bocca prima di pronunciare questa parola. Abbiamo, come Consorzio, partecipato a dei <strong>bandi pubblici del Ministero dell’Agricoltura</strong> con dei progetti sulle infrastrutture irrigue che servono al nostro territorio, soprattutto in questa epoca di grandi mutamenti climatici ove la siccità ci sta portando il conto di stagioni sempre più siccitose e calde, che di fatto impediscono di poter fare agricoltura senza acqua. I progetti presentati dal Consorzio sono stati tutti approvati e 3 su 5 sono stati anche finanziati. L’ultimo finanziamento in ordine di arrivo riguarda il <strong>progetto irriguo dell’Area del Carciofo Bianco di Pertosa</strong>, così denominato per esaltare una specificità locale, ma che certamente ci è stato finanziato non sulla base della superficie investita a carciofo bianco ma sulla base di specifici criteri fissati dallo stesso Ministero.</p>
<p>Quindi è bene fare subito chiarezza su questo punto e dire anche che <strong>nulla è stato tolto al territorio del Vallo di Diano,</strong> ove già stiamo attuando il primo progetto finanziato di oltre 6 milioni di euro e che riguarda l’ammodernamento degli impianti irrigui consortili e con riferimento al quale sono stati approvati gli altri due progetti sull’efficientamento, ammodernamento ed estendimento della rete irrigua consortile per oltre <strong>19 milioni di euro,</strong> con lo stesso decreto ministeriale di approvazione del progetto di Pertosa. Va anche detto che lo stesso progetto di Pertosa contempla un intervento nel Vallo di Diano in località Fonti del Comune di Sala Consilina.</p>
<p><strong>Come Consorzio abbiamo dunque fatto solo il nostro dovere.</strong> Quello che avrebbe dovuto fare chi oggi lo mette sotto accusa, pur avendolo amministrato per anni. Era nostro dovere rivolgere un’attenzione progettuale anche all’Area del Tanagro, perché aggiunta dalla Regione all’originario comprensorio di bonifica del Vallo di Diano e l’abbiamo fatto con un progetto di rilievo e con una visione strategica. Un progetto articolato, non circoscritto solo alle aree coltivate a carciofo bianco, ma che serve per <strong>attrezzare con reti in pressione e gruppi di consegna un’area di ben 86 ettari di terreno</strong>. Un progetto concepito già in questa fase per poter estendere la rete anche nelle aree circostanti, compresi i terreni nel Comune di Auletta.</p>
<p>L’obiettivo è quello di fare <strong>un investimento innovativo e strategico,</strong> finalizzato al sostegno dell’agricoltura dei piccoli campi che, alla pari di quella della nostra piana, assume particolare valenza, non solo produttiva ma anche di cura e tutela del paesaggio. Un progetto che può servire per <strong>contrastare l’abbandono di questi territori agricoli</strong> più marginali, ma straordinari dal punto di vista ambientale e della biodiversità agricola, perciò meritevoli di essere recuperati e valorizzati, anche fornendo acqua di qualità, presupposto imprescindibile per ottenere produzioni distintive e identitarie, di marcata tipicità e qualità e delle quali lo stesso carciofo bianco ne rappresenta un’eccellenza. Un progetto che guarda al futuro e non al campanilismo.</p>
<p>Ovviamente siamo nella fase di gara e se qualcuno ritiene che questo progetto vada messo in dubbio è libero di farlo, ma questo non autorizza nessuno a dire che non abbiamo fatto le cose per bene o che stiamo trascurando il Vallo nel quale non credo si siano mai visti tanti lavori sui canali e nei corsi d’acqua e tanti progetti infrastrutturali di prospettiva, come negli ultimi anni.</p>
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		<title>Nessun posto sul pulmino e mio figlio disabile non può raggiungere il Centro sociale &#8211; Lettera aperta di una mamma di Sant&#8217;Arsenio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 12:20:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Arsenio]]></category>
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<p><em><strong>&#8211; Lettera aperta alla redazione da una madre di Sant’Arsenio &#8211;</strong></em></p>
<p>E’ con rammarico, ed anche con un po’ di amaro in bocca, che devo dar voce ad uno spiacevole episodio che ha riguardato la mia famiglia ed in particolare il mio primo figlio, Giuseppe.</p>
<p>Giuseppe ha 44 anni ed è affetto da sclerosi tuberosa, una <strong>malattia genetica rara</strong> che colpisce diversi organi, con un&#8217;estrema variabilità di manifestazioni cliniche. È dovuta a un difetto nel controllo della proliferazione e differenziazione cellulare che porta alla formazione di <strong>tumori benigni multipli</strong> localizzati prevalentemente a livello cerebrale, renale, cardiaco, polmonare e cutaneo.</p>
<p>Dunque, <strong>da circa 20 anni Giuseppe frequenta per via della sua disabilità un Centro sociale</strong> multifunzionale per disabili a Caggiano, frequentazione quotidiana che si è interrotta nel periodo del Covid essendo comunque un paziente a rischio. Quest’anno, dopo tutti gli accertamenti e le accortezze del caso, mio figlio sarebbe dovuto ritornare a scuola.</p>
<p>Abbiamo avuto un incontro a Polla con due assistenti sociali, con la psicologa e con la coordinatrice del Centro, che chi hanno spiegato e richiesto tutte le pratiche necessarie affinché mio figlio potesse ritornare a frequentare l’istituto regolarmente. Abbiamo risposto a tutti i questionari, elencato tutti i farmaci necessari. E fin qui tutto bene. Lo scorso venerdì mi sono recata al Centro per portare il certificato medico in cui sono indicati i dosaggi dei farmaci da somministrare a mio figlio, concordando anche che sarebbe stato preso e riportato e casa dal pulmino, come più volte richiesto, e l’incontro si è concluso nel migliore dei modi con Giuseppe che <strong>avrebbe dovuto iniziare a frequentare la struttura lunedì 4 novembre.</strong></p>
<p>Sono tornata a Sant’Arsenio per firmare gli ultimi documenti e appena uscita dal Municipio mi ha richiamata la responsabile del Centro dicendomi che <strong>a causa di un imprevisto mio figlio non avrebbe potuto prendere più il pulmino</strong> come negli anni precedenti perché un altro ragazzo era venuto meno, dunque non avrebbero potuto prendere un mezzo di trasporto più grande e di conseguenza il posto per mio figlio non c’era più.</p>
<p>Dunque mi chiedo, se negli anni scorsi è sempre stata trovata una soluzione, perché quest’anno sono stata liquidata con una scusa del genere? Perché non mi è stato detto in fase di colloquio ma soltanto al termine di tutti gli accertamenti? Sarà perché sul pulmino non c’è l’assistenza adeguata di cui mio figlio, come anche gli altri disabili (per legge), avrebbe bisogno? Ho chiesto l’assistenza nell’accompagnamento sin dal primo incontro. Sarà che avranno voluto escluderlo dal Centro per mancanza di adeguata assistenza professionale?</p>
<p>Come soluzione, inoltre, la coordinatrice mi aveva proposto di portare personalmente mio figlio così avrei anche risparmiato sui costi di trasporto. Costi, tra l’altro, che non sarebbero stati per nulla abbattuti perché dovremmo percorrere il tragitto 4 volte al giorno.<strong> E’ questa l’assistenza che si offre ad una famiglia con una persona disabile in casa?</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/nessun-posto-sul-pulmino-e-mio-figlio-disabile-non-puo-raggiungere-il-centro-sociale-lettera-aperta-di-una-mamma-di-santarsenio/">Nessun posto sul pulmino e mio figlio disabile non può raggiungere il Centro sociale &#8211; Lettera aperta di una mamma di Sant&#8217;Arsenio</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>E se ci domandassimo cosa resterà di noi dopo di noi? &#8211; Lettera aperta di Franco Iorio</title>
		<link>https://www.ondanews.it/e-se-ci-domandassimo-cosa-restera-di-noi-dopo-di-noi-lettera-aperta-di-franco-iorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 10:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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<p class="ai-optimize-6 ai-optimize-introduction"><strong>Lettera aperta alla redazione di Franco Iorio</strong></p>
<p class="ai-optimize-7">Sarà il logorio di un altro anno consumato a ore, saranno queste giornate cariche di pioggia, saranno le date dei ricordi di chi ha chiuso i suoi conti con la vita, sarà il peso di qualche acciacco che si avverte ai primi freddi serali, ma la domanda si affaccia assillante: <strong>cosa resterà di noi dopo di noi? </strong></p>
<p class="ai-optimize-8">Chiarisco subito: non è la domanda di un credente che confida in un posto nel cielo. E’ solo chiedersi un esame sul futuro degli affetti, sugli obblighi e sui doveri della propria esistenza.</p>
<p class="ai-optimize-9">Insomma è domandarsi se di noi resterà qualcosa anche nei sentimenti dei propri legami, se ci sarà <strong>chi conserverà la memoria delle nostre parole</strong>. Il pensiero di dover consegnare una società migliore a chi ci succede dovrebbe essere sufficiente a farci sentire il peso enorme degli obblighi e delle responsabilità che teniamo addosso nel tempo che ci è concesso di lottare. Magari anche per inventare parole nuove, che altri facciano proprie e ne trovino altre ancora, ma pregne di passato affetto, di scambio di colloquio tra chi resta e chi è andato via.</p>
<p class="ai-optimize-10">Dunque, possiamo aver paura di chiederci cosa resterà di noi? Se la risposta fosse negativa, dovremmo reinventarla la vita, viverla di nuovo, impegnarci a cambiarla per adempiere ai compiti e alle responsabilità che la società esige da noi.</p>
<p class="ai-optimize-11">Si diventa adulti un giorno, con la forza dei <strong>valori che caratterizzano l’essere e l’agire</strong>. Ma è per questo che insorge il desiderio di condividerli, di trasmetterli come patrimonio di testimonianza. <strong>Trapassare è nella natura, essere dimenticati è cosa peggiore.</strong> Certo, anche per la propria nullità si può essere ricordato, per la malvagità, per la cattiveria, per la grettezza. Essere indicati a modelli di nullità per gli aspetti negativi del vissuto.</p>
<p class="ai-optimize-12">Non sarà l’ultimo respiro a stabilire la fine, perché una vita priva di valori, priva di affetti da condividere, è già morta. E <strong>non sarà una lapide a ricordarci</strong>, quanto piuttosto ciò che ci è appartenuto in termini di lavoro, di responsabilità, di impegno, di scrupolo. Allora è pensabile, questo sì, che qualcuno dopo prenderà in prestito qualche esempio e anche qualche parola per farli suoi.</p>
<p class="ai-optimize-13"><strong>&#8211; Franco Iorio &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/e-se-ci-domandassimo-cosa-restera-di-noi-dopo-di-noi-lettera-aperta-di-franco-iorio/">E se ci domandassimo cosa resterà di noi dopo di noi? &#8211; Lettera aperta di Franco Iorio</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>RITORNO A SCUOLA &#8211; Lettera aperta della professoressa Franca Cancro Cimino</title>
		<link>https://www.ondanews.it/ritorno-a-scuola-lettera-aperta-della-professoressa-franca-cancro-cimino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 06:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-317715" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2020/11/scuolabanchi-600x335.jpg" alt="" width="700" height="391" srcset="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2020/11/scuolabanchi-600x335.jpg 600w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2020/11/scuolabanchi-99x55.jpg 99w, https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2020/11/scuolabanchi.jpg 860w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p><em><strong>RITORNO A SCUOLA &#8211; Lettera aperta della professoressa Franca Cancro Cimino</strong></em></p>
<p>Dedico questi pensieri ai ragazzi che amano lo studio serio, che sperano di vivere il proprio percorso educativo in una scuola che sappia coniugare rigore di intenti formativi e amabilità; li dedico a quei genitori che ancora ripongono fiducia e speranza nel ruolo dell&#8217;istruzione e non inviano ai docenti una mail di contestazione un attimo dopo aver consultato il registro elettronico; li dedico a quei docenti che non aspirano ad essere &#8220;amici&#8221; dei propri studenti e che non abbiano abdicato al loro primario ruolo che è quello di istruire ed educare, a quegli onesti professionisti della scuola, fermamente persuasi che l&#8217;empatia, dote indispensabile nel rapporto con gli adolescenti, non possa sostituire contenuti e discipline.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tornavamo a scuola in ottobre</strong>, dopo aver festeggiato San Francesco Patrono d&#8217;Italia, con cappelli e sciarpe nel vento già freddo, con cartelle pesanti che non destavano preoccupazione alcuna e non costituivano materia di interviste agli ingressi delle scuole.</p>
<p>Alle Elementari ci accoglieva sulla porta una suora dallo sguardo severo, di per sé educante, in istituti che avevano una storia, in aule fredde, senza colori, senza musiche accattivanti, striscioni o bandierine, senza gli immancabili &#8220;BACK TO SCHOOL&#8221; che, oggi, insegnanti di lingua italiana non disdegnano di esporre in aule e cortili.</p>
<p>Queste forme di accoglienza erano assenti perché nessuno ci riteneva UTENTI da conquistare ma solo BAMBINI DA EDUCARE quali consapevoli futuri cittadini.</p>
<p>Nessuno sfoderava trattati di psicologia per indulgere ai nostri errori, nessun genitore contestava giudizi severi, a volte anche ingiusti, accettati da noi, bambini e adolescenti di allora, con un po&#8217; di amarezza, è vero, ma con una maturità oggi non riscontrabile nei comportamenti di molti adulti.</p>
<p><strong>Da noi si esigeva una sola cosa: STUDIARE</strong>, senza pause o giustificazioni di sorta, senza domande dal posto, senza interrogazioni programmate.</p>
<p>Era, insomma, una scuola senza coccole, senza zainetti a rotelle, senza sentimentalismi e, soprattutto, nella maggior parte dei casi senza SCORCIATOIE.</p>
<p>Al mattino mio padre mi salutava con un abbraccio carico d&#8217;amore, ma con lo sguardo di chi ti sta mettendo alla prova; mia madre mi stringeva a sé, mi aggiustava il fiocco e, come tutte le madri di un tempo, non doveva far sapere agli amici di Facebook quanto, come e perché ti amava.</p>
<p>Un mondo diverso, una scuola diversa e, forse, è giusto così. Ma a quella scuola senza fronzoli, che privilegiava sempre e comunque l'&#8221;ordinario&#8221; rispetto allo &#8221; straordinario&#8221;, a quella scuola che era un quadro e non una elegante cornice, <strong>bisognerebbe dire &#8220;Grazie!&#8221;</strong>.</p>
<p>Grazie davvero per quei programmi così corposi, per quelle inderogabili regole, per quei contenuti così spesso combattuti e denigrati da quaranta e più anni di propaganda culturale che ha scambiato i contenuti per nozioni, l&#8217;autorità per autoritarismo, lo studio serio delle discipline per un esercizio di discriminazione classista, con il risultato che oggi ci ritroviamo, il livello culturale medio degli Italiani è il più basso di sempre, considerate, naturalmente, le rilevanti opportunità educative e culturali di cui tutti godiamo.</p>
<p>Quella scuola ci ha insegnato ad accogliere i buoni voti con umiltà in tempi in cui i genitori non postavano le pagelle dei figli e bambini e ragazzi non si fotografavano col segno V anche per un voto, magari generoso.</p>
<p>Ci ha insegnato ad accettare un voto basso o un insuccesso come stimoli per un maggiore impegno a capire  che la vita non sempre distribuisce plausi e premi in base al merito che, non di rado, demeriti e mezzucci trionfano ma resta impagabile l&#8217;orgoglio di aver fatto del proprio meglio, di aver sgobbato, sudato ed elaborato quanto appreso in sensibilità e capacità di comprensione del reale.</p>
<p>A quella scuola severa dal volto un po&#8217; arcigno, non immune da ingiustizie, ma con in cattedra docenti all&#8217;altezza voglio dire &#8220;Grazie!&#8221;</p>
<p>Grazie a mia madre per la fiducia a prescindere, grazie a mio padre che ha elargito a noi figli cultura, saggezza, immenso amore mai scevro da un estremo rigore intellettuale che gli impediva di fornirci per una versione di greco o latino un aiuto che andasse oltre tre parole: <em>&#8220;Forza, guarda bene&#8221;.</em></p>
<p><strong>Grazie a mio padre che salutava i successi dei suoi figli</strong>, l&#8217;esame di quinto ginnasio, la laurea, un concorso vinto con un sorriso timido che non tradiva l&#8217;intima soddisfazione ben celata da poche, misurate e volutamente scherzose parole: <em>&#8220;Hai fatto la metà del tuo dovere!&#8221;</em></p>
<p>Grazie, Papà!</p>
<p><strong>&#8211; Franca Cancro Cimino &#8211;</strong></p>
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		<title>Autonomia Differenziata voluta dalla Lega, al via la campagna referendaria &#8211; Lettera aperta di Franco Iorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 17:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
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<p><strong>Lettera aperta alla redazione di Franco Iorio</strong></p>
<p>La <strong>raccolta delle firme</strong> <strong>per il referendum abrogativo</strong> promosso da un vasto schieramento di forze politiche, sociali, associative e società civile è partita al motto di <strong>“Sì all’Italia unita, libera e giusta. Una firma contro l’Autonomia Differenziata”</strong>.</p>
<p><strong>Ecco le ragioni del “NO”</strong>. In verità ho già scritto ma approfondisco. “<em>La legge sulla Autonomia Differenziata va abrogata perché: <strong>spaccherà l’Italia</strong> in tante piccole patrie, condannando il Paese all’irrilevanza politica ed economica anche a livello europeo; <strong>aumenterà i divari territoriali</strong>; peggiorerà le già insopportabili <strong>disuguaglianze sociali</strong> a danno di tutta la collettività e, in particolare, di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e donne; <strong>moltiplicherà la burocrazia,</strong> complicando la vita alle imprese</em>”.</p>
<p>Per questi motivi un arco così ampio del corpo sociale propone alla cittadinanza di sottoscrivere il referendum, il cui quesito recita: “<em>Volete voi che sia abrogata la legge 26 giugno 2024, n.86, Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione?</em>”.</p>
<p>Allora <strong>non si può non essere contro l’Autonomia Differenziata</strong>, per proclamare “<em>sì all’Italia unita, libera, giusta</em>”. La legge Calderoli è un tributo pagato alla Lega riconducibile a una connivenza tra i partiti di governo, ma va abrogata perché:</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li><strong> PRIVATIZZA LA SALUTE</strong> perché compromette definitivamente il Servizio Sanitario Nazionale: il diritto alla salute sarà riservato a chi potrà permetterselo e le Regioni saranno ancor più libere di accelerare il processo di privatizzazione in atto;</li>
<li><strong>SMANTELLA L’ISTRUZIONE PUBBLICA</strong> regionalizzando la scuola e infliggendo un colpo mortale alla stessa identità culturale dell’Italia;</li>
<li><strong>DEMOLISCE IL WELFARE UNIVERSALISTICO</strong> lasciando il “residuo fiscale” alle Regioni più ricche e privando il welfare pubblico di risorse fondamentali per garantire i diritti sociali a tutti i cittadini;</li>
<li><strong>IMPOVERISCE IL LAVORO</strong> mettendo in discussione il contratto collettivo nazionale, che rappresenta un pilastro dell’unità e della coesione del Paese;</li>
<li><strong>COLPISCE LA SICUREZZA</strong> regionalizzando e frammentando la legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, alimentando una competizione territoriale al ribasso sulla pelle di lavoratrici e lavoratori;</li>
<li><strong>FRAMMENTA LE POLITICHE AMBIENTALI</strong> rendendo impossibile un efficace contrasto al cambiamento climatico e la conversione ecologica del nostro sistema produttivo;</li>
<li><strong> FRENA LO SVILUPPO</strong> sottraendo totalmente allo Stato la competenza su materie strategiche (politiche energetiche; reti e infrastrutture; telecomunicazioni; porti e aeroporti; trasporti; ricerca scientifica; ambiente; cultura; rapporti con l’Ue; commercio con l’estero; protezione civile; etc.) e pregiudicando le prospettive dell’intero sistema economico nazionale;</li>
<li><strong> MA SOPRATTUTTO PERCHE’ DIVIDE IL PAESE</strong>: l’Autonomia Differenziata spacca l’Italia in tanti piccoli Stati, condanna il Paese all’irrilevanza politica ed economica, anche a livello europeo.</li>
</ul>
<p>E questo non è un problema solo del Mezzogiorno, ma anche di tutto il sistema produttivo del Centro-Nord. E’ per tutto questo che la presenza alla campagna referendaria è d’obbligo e perché l’Italia deve continuare ad essere libera, unita e giusta.</p>
<p><strong>&#8211; Franco Iorio &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/autonomia-differenziata-voluta-dalla-lega-al-via-la-campagna-referendaria-lettera-aperta-di-franco-iorio/">Autonomia Differenziata voluta dalla Lega, al via la campagna referendaria &#8211; Lettera aperta di Franco Iorio</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;Ai giovani svantaggiati dico di non arrendersi&#8221; &#8211; Lettera aperta di uno studente tetraplegico di Sapri</title>
		<link>https://www.ondanews.it/ai-giovani-svantaggiati-dico-di-non-arrendersi-lettera-aperta-di-uno-studente-tetraplegico-di-sapri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 11:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[- Attualità / Politica]]></category>
		<category><![CDATA[- Ultime Notizie -]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere alla redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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<p><strong>Lettera aperta del giovane Mauro Pio Salzano, studente di Sapri</strong></p>
<p>Mi chiamo <strong>Mauro Pio Salzano</strong>, ho quasi 20 anni e <strong>abito a Sapri</strong>. Sono un ragazzo <strong>tetraplegico</strong>, affetto da una patologia che mi porta ad avere dei ritardi psicomotori. Trascorro le mie giornate quasi sempre a casa, anche se d&#8217;estate riesco ad uscire grazie all&#8217;aiuto di una persona che mi assiste.</p>
<p>Ho frequentato <strong>l&#8217;Istituto Tecnico &#8220;Leonardo da Vinci&#8221;</strong> ed ho conseguito il diploma quest&#8217;anno come perito informatico con voto di 82 su 100.</p>
<p>La storia che voglio raccontare verte proprio sulla Scuola Secondaria di secondo grado: il primo anno delle Superiori ho avuto come insegnante una donna, dal primo giorno ha detto a me e alla mia famiglia che non avrei mai potuto conseguire il diploma poiché le mie competenze per lei erano insufficienti. Ovviamente sia io che la mia famiglia siamo rimasti in disaccordo poiché lei non ha mai provato ad adottare delle strategie didattiche ed inclusive per potermi aiutare.<strong> Al terzo anno</strong> di Superiori<strong> la svolta</strong>, un <strong>angelo di professore</strong> che da subito ha creduto in me.</p>
<p>Ovviamente le difficoltà c&#8217;erano e ci sono ma <strong>lui non ha mai visto la mia disabilità</strong> <strong>come un ostacolo</strong> ma come un punto da cui partire. Mi ha sempre spronato a <strong>reagire sulle difficoltà</strong> e anche quando io volevo mollare lui mi telefonava affinché ripetessi le lezioni con lui.</p>
<p>Anche la mia famiglia ha fatto la sua parte, per esempio mio cugino mi ha accompagnato ogni giorno a scuola. Le difficoltà sono state tante, anche perché io ho molte fobie dovute alla malattia che mi fanno agitare.</p>
<p><strong>Devo anche ringraziare i miei compagni</strong> che a turno mi imboccavano la merenda e <strong>i professori</strong> che mi hanno fatto sentire parte della classe. Il giorno dell&#8217;Esame di Stato ero emozionatissimo, ma anche preparato, il professore mi aveva fatto ripetere tutto all&#8217;infinito ma io avevo ugualmente paura di non ricordare. È stata l&#8217;esperienza più emozionante della mia vita, grazie al mio professore e alla mia famiglia che hanno sempre creduto in me.</p>
<p>Ai ragazzi con svantaggi dico: &#8220;<strong><em>Non arrendetevi perché si può sempre trovare una soluzione</em></strong><em>&#8220;</em>.</p>
<p>Un abbraccio forte a tutti e auguri a tutti i futuri diplomandi.</p>
<p><strong>&#8211; Mauro Pio Salzano &#8211;</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.ondanews.it/wp-content/uploads/2021/05/ondanews-icona-512-D.jpg" alt="" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="" class="vcard author"  rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">redazione</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"></div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.ondanews.it/ai-giovani-svantaggiati-dico-di-non-arrendersi-lettera-aperta-di-uno-studente-tetraplegico-di-sapri/">&#8220;Ai giovani svantaggiati dico di non arrendersi&#8221; &#8211; Lettera aperta di uno studente tetraplegico di Sapri</a> proviene da <a href="https://www.ondanews.it">Ondanews.it</a>.</p>
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