Vaccini. Maddalena Casale, pediatra e ricercatrice di Teggiano:”Non vaccinandoci siamo pericolosi”









































Da sempre quando si parla di vaccini l’opinione pubblica si divide in due fazioni contrapposte: chi è a favore e chi, al contrario, dubita della loro efficacia o sicurezza. Eppure da quando sono stati scoperti i vaccini hanno salvato milioni di vite e contribuito a far sparire malattie gravi. Negli ultimi anni, però, in Italia si è assistito ad un calo delle vaccinazioni in pediatria e l’obbligatorietà dei vaccini per l’iscrizione a scuola ha scatenato l’ira dei genitori “No vax” facendo sorgere delle perplessità. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maddalena Casale, pediatra di Teggiano e ricercatrice presso la Divisione di Ematologia e Oncologia Pediatrica – Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

  • Dottoressa Casale, come agisce, nella pratica, il vaccino?

Vi sono diversi tipi di vaccini, prodotti con tecniche differenti. Tuttavia nella pratica ciò che si vuole ottenere con qualunque tipo di vaccinazione è la produzione di anticorpi protettivi contro un determinato germe senza sviluppare la malattia e soprattutto senza sviluppare le complicanze legate alla malattia. Dunque la vaccinazione stimola le nostre difese immunitarie, affinché, quando entriamo in contatto con quel germe, i nostri anticorpi, prodotti in precedenza grazie al vaccino, ci proteggano dallo sviluppo della malattia e soprattutto delle sue complicanze più gravi. E’ come se il vaccino ci fornisse le armi specifiche verso una determinata malattia, la malattia viene prevenuta e noi non ci ammaliamo affatto, evitando di prendere medicine, eseguire terapie o ricoveri. E’ un vantaggio in termini personali, sociali e sanitari. Vi sono alcuni germi che non hanno una cura specifica o che possono causare malattie molto gravi, come quelli che causano le meningiti, le encefaliti, le setticemie o le polmoniti con il rischio di disabilità e complicanze a lungo termine. In alcuni casi l’unica possibilità è prevenire. In pratica i vaccini prevengono quelle malattie che causano complicanze molto gravi e potenzialmente mortali o malattie per le quali non esiste una cura efficace o infezioni che sono molto contagiose e si diffondono rapidamente, colpendo in breve tempo un alto numero di soggetti. Le campagne vaccinali rappresentano il più efficace intervento in campo medico dopo la potabilizzazione dell’acqua. I vaccini agiscono come uno dei maggiori investimenti dei sistemi sanitari per la promozione della salute e solo sistemi sanitari veramente efficienti garantiscono ai propri cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, dal reddito e dal livello socio-culturale, l’equo accesso alle vaccinazioni intese come strumento di protezione individuale e collettiva“.

  • Cosa succede all’organismo se si decide di non effettuare una vaccinazione?

Cosa succede ad un ragazzo che va in moto senza casco? Cosa succede ad un bambino che viene trasportato in auto senza cintura di sicurezza? Cosa succede quando beviamo acqua non potabile? Cosa succede quando mangiamo cibo avariato? Ci esponiamo ad un rischio prevenibile. Cioè, rischiamo di contrarre una malattia che potevamo evitare attraverso strumenti efficaci e sicuri. Questo accade all’organismo in assenza di vaccinazione, lo esponiamo deliberatamente al rischio di una malattia che avremmo potuto evitare. Sembra una cosa illogica, eppure è quello che accade. I costi legati alla perdita di vite umane, delle capacità lavorative e della qualità di vita per disabilità a lungo termine, di risorse economiche per ricoveri e cure dovute a malattie prevenibili con la vaccinazione non sono mai giustificabili in alcun modo. La Costituzione nell’art. 32 sancisce che la promozione della salute è un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. I vaccini rappresentano uno dei principali interventi di tutela dello stato di salute dei cittadini e quando si decide deliberatamente di non vaccinarsi o di non far vaccinare il proprio figlio si lede un diritto fondamentale dell’individuo e della collettività. Non ci verrebbe mai in mente di dire a nostro figlio:’Non mettere il casco quando vai in motorino! Mi raccomando non allacciare le cinture! Bevi acqua inquinata e mangia cibo avariato!’. Sembra uno scherzo ma in realtà facciamo una cosa molto simile quando decidiamo deliberatamente di non vaccinarci e di non vaccinare i nostri bambini. Non vaccinandoci, siamo pericolosi non solo per noi stessi ma anche per le altre persone che non possono vaccinarsi perché hanno una patologia che controindica la vaccinazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che affinché la circolazione di un germe possa essere bloccata e si possa raggiungere l’eliminazione dell’infezione è necessario che il 95% della popolazione sia vaccinato. Questa si chiama immunità di popolazione o di gregge, che significa che quando si raggiunge e mantiene una soglia alta di copertura vaccinale, anche chi non può vaccinarsi per una malattia risulta protetto perché il germe non circola più. Per tale ragione, ogni individuo che non ha una controindicazione alla vaccinazione ha la responsabilità di vaccinarsi per proteggere se stesso e anche gli altri, meno fortunati, che convivono con una malattia che non permette loro di potersi proteggere con i vaccini“.










  • Tiriamo le somme della situazione. Ad oggi cosa dice la normativa riguardo alla vaccinazione obbligatoria?

Il Decreto Vaccini ha stabilito che le vaccinazioni obbligatorie sono 10, per proteggere i nostri bambini da difterite, tetano, pertosse, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Sono, inoltre, indicate ad offerta attiva e gratuita ma senza obbligo vaccinale, le vaccinazioni contro vari ceppi di meningococco, pneumococco e rotavirus. Le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite e devono tutte essere somministrate ai nati dal 2017. Per i nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale vigente nell’anno di nascita, cioè tutte tranne il vaccino contro la varicella. Per i bambini da 0 a 6 anni, per essere ammessi all’asilo nido e nelle scuole di infanzia, è necessario aver eseguito le vaccinazioni obbligatorie, mentre l’accesso alle scuole primarie è garantito a tutti i bambini, anche non vaccinati, ma viene attivato un percorso di recupero e possibili sanzioni per la mancata vaccinazione. Sono esonerati dall’obbligo i bambini e i ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale e i bambini con malattie di base che rappresentano una controindicazione permanente o temporanea alle vaccinazioni. Senza voler entrare nello specifico, i nonni sicuramente ricorderanno che le malattie prevenute dai vaccini obbligatori alla loro epoca erano mortali o causavano gravi danni e disabilità a lungo termine. Noi ci siamo disabituati all’idea della gravità di queste malattie proprio perché grazie ai vaccini non ci ammaliamo più e non dobbiamo più curarle. Per questo è stato necessario introdurre l’obbligo, perché i genitori e i cittadini non comprendono più il senso reale della vaccinazione, avendo quasi dimenticato la gravità che queste malattie avevano in epoca pre-vaccino. Questo ha generato un crollo delle coperture vaccinali e il ritorno di alcune epidemie. Nel 2014 in Italia è stato registrato il numero più alto in Europa di segnalazioni di morbillo, con alcuni casi mortali. Indipendentemente dall’obbligo, il vero obiettivo è creare una cultura vaccinale in cui è il cittadino a richiedere la vaccinazione per proteggersi e non lo Stato ad obbligarlo per garantire la sua salute. Credo che dovremmo fare un mea culpa generale, noi operatori sanitari, che probabilmente abbiamo abbassato la guardia su questo argomento, gli operatori della comunicazione e dell’informazione che qualche volta hanno veicolato un messaggio sbagliato, i genitori ed i cittadini che si affidano a fonti di informazioni non accreditate mentre i maggiori organi medico-scientifici italiani mettono a disposizione informazioni chiare e sicure proprio per i genitori, come il sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità“.      

  • Quali sono le motivazioni più spesso addotte dai genitori che sono contrari ai vaccini per i propri figli?

Coordino da anni un progetto nazionale che coinvolge più di 40 centri in Italia su un gruppo di pazienti che non ha più la milza e che necessita di alcune vaccinazioni perché è ad alto rischio di sviluppare complicanze infettive molto gravi ed anche mortali. Vengo continuamente in contatto con genitori o anche adulti che, seppure sanno di avere una condizione di rischio, non fanno le vaccinazioni necessarie. La prima causa di mancata vaccinazione che ho riscontrato nella mia pratica clinica è la paura che il vaccino possa causare danni a chi lo riceve. Mi hanno raccontato storie incredibili, lette su blog scritti da persone sconosciute, con le quali non hanno mai avuto alcun rapporto. La mia risposta a questi genitori è che la conoscenza, quella fondata sui dati scientifici certi, è l’unica forza che deve muovere le nostre decisioni. Io non potrei mai prendere una decisione importante per la mia salute o quella di mia figlia affidandomi alle storie sentite raccontare. Nessun genitore penserebbe di curare il proprio figlio leggendo la terapia e i dosaggi su blog di persone sconosciute, almeno spero! Allora invito tutti ad andare sul sito del Ministero del Salute o dell’Istituto Superiore di Sanità e leggere le pagine che vengono dedicate proprio all’informazione corretta dei cittadini. Bisogna dare credito agli organi che lavorano in questo settore e che sono garanti della nostra salute. Inoltre una cosa che consiglio sempre è scaricare gratuitamente il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 dal sito del Ministero della Salute. E’ un documento lungo e corposo ma spiega passo dopo passo come nasce una strategia vaccinale, quali sono gli obiettivi e soprattutto quali sono i vantaggi di un’adesione piena e consapevole ai programmi vaccinali stabiliti. Sono certa che ogni genitore voglia il meglio per il proprio figlio e anche quando prende una decisione evidentemente sbagliata alla luce delle evidenze scientifiche, lo fa perché è convinto che sia la cosa più giusta da fare. Allora dobbiamo lavorare per fornire ai genitori le informazioni giuste perché sono sicura che, correttamente informati, tutti sceglierebbero di vaccinare e non ci sarebbero genitori no vax“.

  • Esiste una correlazione tra vaccino e autismo, così come molti sostengono?

La correlazione tra autismo e vaccinazioni è un grande falso della storia della medicina. Il medico inglese che pubblicò lo studio negli anni 90 su una rivista molto prestigiosa in medicina aveva falsificato i dati per un suo personale conflitto di interesse legato alla commercializzazione del vaccino. Quei dati erano falsi e la rivista dopo poco ha disconosciuto e ritirato il lavoro e il medico è stato radiato dall’Ordine. Insomma, a parte questa grande frode, non sono mai stati prodotti dati scientifici sulla correlazione tra autismo e vaccino. Nonostante questo, persiste una grossa diffidenza nei confronti dei vaccini e di chi li produce. Sempre leggendo sui siti degli organi ufficiali, si trovano i dati di sicurezza ed efficacia dei vaccini, che sono tra i prodotti più sicuri sul mercato farmaceutico. Invito tutti a leggere nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 i dati di confronto tra effetti legati alle malattie quando contratte in assenza di vaccinazioni, in cui si registra sempre una percentuale di mortalità, e gli eventi lievi e transitori legati alla vaccinazione. Bisogna informarsi correttamente per prendere la decisione giusta ma lo si deve fare attraverso i canali ufficiali ed accreditati. Proprio qualche giorno fa ho vaccinato mia figlia contro l’influenza ed ho ricevuto per l’intera giornata la stessa domanda: ‘Ma perché hai vaccinato la bambina?’. Ho risposto che il mio obiettivo è proteggerla dalle malattie che possono essere prevenute, è semplice, quale genitore non lo farebbe con il proprio figlio? Ma quando ho ribaltato la domanda:’Scusa, ma perché no? Perché non avrei dovuto vaccinarla?’ nessuno è riuscito a darmi una risposta!“.

– Chiara Di Miele –





































2 Commenti

  1. Se i vaccini sono così sicuri perché c’è la legge sull’indennizzo dei danni da vaccino? Cosa ne pensa la dottoressa sulla relazione della commissione parlamentare sui danni da vaccino ai militari? Due delle tante domande che leggendo l’intervista mi affollano la mente!!!

  2. E con le reazioni avverse dei vari componenti dei vaccini come tra l’altro tutti i medicinali hanno come la mettiamo???

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