Condannato in primo grado con l’accusa di aver violentato otto anni fa la figlia di tre anni, a Potenza un uomo è stato assolto in Appello perché il fatto non sussiste.

Protagonista della vicenda è un 45enne potentino difeso dall‘avvocato Antonio Tisci del Foro di Potenza e denunciato dalla madre della piccola di tre anni.

Una denuncia fatta durante una fase calda della separazione tra i due coniugi dopo che la donna avrebbe scoperto di una relazione tra una cugina di lei e suo marito.

Nella denuncia, con i fatti risalenti al 2011, la donna ha raccontato agli investigatori di aver notato una strana macchia bianca sulla biancheria della piccola accorgendosi poi poco dopo che si sarebbe trattato di liquido seminale. Una sorta di ricostruzione che ha convinto la donna, seppur con qualche settimana di ritardo rispetto al fatto, a presentare denuncia.

Per la Procura è stato impossibile fare accurati accertamenti scientifici sugli indumenti intimi della bambina dato che dal fatto denunciato alla denuncia presentata gli stessi erano stati lavati più volte.

Su disposizione del giudice, dopo la denuncia, la bambina era stata sentita con l’assistenza di una psicologa.

Durante il dialogo e le domande, la piccola aveva escluso che i fatti fossero andati come denunciati dalla madre. In primo grado le negazioni della piccola sono state attribuite al senso di pudore ma anche ad un tentativo di rimozione di quanto accaduto.

L’uomo così è stato prima condannato a tre anni e mezzo di reclusione con l’accusa di aver violentato la figlia minorenne e poi qualche giorno fa è stato assolto dalla Corte di Appello di Potenza presieduta da Pasquale Materi che renderà note le motivazioni entro 90 giorni.

– Claudio Buono –

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