
È una comunità in lutto quella di Sala Consilina che questo pomeriggio si è fermata per dare il suo ultimo saluto a Pasquale Morello, il 31enne che ha perso la vita in seguito ad un incidente stradale sulla Provinciale tra Silla di Sassano e Trinità di Sala Consilina.
Mandingo, come da tutti era conosciuto, si trovava in sella alla sua moto sul Ponte Cappuccini quando ne ha perso il controllo. Il violento impatto non gli ha lasciato scampo ed è morto sul colpo.
Una folla silenziosa e visibilmente commossa ha affollato la chiesa della Santissima Trinità per dire addio al giovane e per dare conforto al papà Tonino, alla mamma Michela, alla sorella Dominga e a tutti i familiari. Non solo Sala Consilina ma l’intero Vallo di Diano si è stretto nel dolore per l’ennesima giovane vita recisa nel fiore dei suoi anni da un inaccettabile incidente stradale.
Momenti di forte commozione hanno segnato la Santa Messa officiata dal parroco don Gabriele Petroccelli insieme a don Domenico Santangelo, don Luciano Leperuta, don Giovanni Calandriello, don Salvatore Sanseverino e il diacono Tonino Oliviero.
“Veniamo da Dio e a Dio ritorniamo. Questa vita che è in cammino non di rado si interrompe troppo presto e non per cause naturali e quando accade questo la morte diventa tragedia – sono le parole del parroco durante l’omelia – La morte di un ragazzo così giovane spezza qualcosa in tutti noi, ci fa arrabbiare e ci fa chiedere perché. Davanti a un dolore così serve la verità e la verità è che la morte non doveva esserci. Pasquale non doveva lasciarci e non doveva lasciare la sua casa, i suoi genitori, sua sorella e gli amici. La notizia dell’accaduto ha paralizzato tutto e tutti, anche San Michele si è fermato ed è rimasto ancora un giorno con noi per ascoltare le preghiere e asciugare le nostre lacrime. Oggi Dio piange con noi. Carissima Michela, in questa interminabile settimana abbiamo sentito il dolore soffocato dalle lacrime e strozzato dalla disperazione. Non siete soli, Pasquale non è solo, non può esserlo un ragazzo amante della compagnia ma è con il Dio della vita. Un ragazzo non si ricorda per quanti giorni ha vissuto ma per come ha fatto sentire vivi gli altri. La strada non finisce qui, un incidente interrompe la strada fisica ma la sua ha preso altre vie. Cari amici di Pasquale amate e custodite la vita”.

Don Gabriele si è lasciato andare ad un ricordo personale ed intimo: “Quando lo incontravo lo prendevo in giro per la sua voce e lui sorridendo diceva: ‘Don Gabriele, visto che voce di uomo maturo?’. Lui giocava ad essere un uomo maturo, apparentemente sicuro, ha rischiato di crescere troppo in fretta. Aveva la voce dura e un cuore tenero. Era riuscito con forte caparbietà a recuperare la sua giovinezza”.
Rivolgendosi ai genitori ha aggiunto: “Avete perso Pasquale ma lui non si è perso, non si è smarrito. Purtroppo è tornato a casa prima di noi. Ciao Pasquale, la tua simpatia, la tua solarità, la tua energia continueranno a fare rumore nei nostri cuori”.
“Porta il tuo caos gioioso tra gli angeli”, “La tua risata risuonerà per sempre in noi” sono alcuni degli striscioni preparati dagli amici che increduli ricordano i momenti felici vissuti insieme così come i colleghi, omaggiandolo con i camion che ogni giorno guidava.
All’uscita dalla chiesa il feretro è stato accolto da un lunghissimo applauso, dal volo di centinaia di palloncini bianchi e dal suono delle trombe dei camion.



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