Sta facendo molto discutere la statua della Spigolatrice di Sapri presentata al pubblico sul Lungomare cittadino sabato scorso alla presenza, tra gli altri, dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La scultura bronzea realizzata dall’artista cilentano Emanuele Stifano è al centro di una polemica che si è sollevata nelle ultime ore dopo un articolo a firma dell’ex senatrice Manuela Repetti sull’Huffington Post. Quest’ultima si è detta esterrefatta dopo aver visto la foto della statua che rievoca la figura della giovane addetta alla spigolatura del grano protagonista della nota poesia di Luigi Mercantini ispirata alla fallita “Spedizione di Sapri” di Pisacane.

Sessismo è l’accusa da più fronti rivolta all’opera, colpevole di mostrare forme troppo procaci e di essere poco corrispondente alle reali fattezze della contadina ottocentesca. La statua, ricordiamo, è stata voluta e finanziata dalla Fondazione Grande Lucania, dal Comune di Sapri e dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che l’hanno commissionata all’artista Stifano.

Ed è proprio lo scultore cilentano che interviene sulla vicenda, dicendosi “allibito e sconfortato” per il polverone che è stato sollevato da sabato e che ha tenuto banco anche sulle pagine dei quotidiani nazionali.

Mi sono state rivolte accuse di ogni genere che nulla hanno a che vedere con la mia persona e la mia storia – spiega lo scultore -. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho ‘approfittato’ della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos. Aggiungo che il bozzetto preparatorio è stato visionato e approvato dalla committenza“.

Prima di quelle di Stifano erano già giunte le osservazioni del sindaco Antonio Gentile e la risposta alla ex senatrice Repetti da parte del senatore Francesco Castiello, alla guida della Fondazione Grande Lucania.

A chi non mi conosce personalmente – conclude Stifano – dico che metto in discussione continuamente il mio operato, lavorando con umiltà e provando sempre a migliorarmi, lungi da me accostarmi ai grandi Maestri del passato che rappresentano un faro che mi guida e mi ispira“.

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2 Commenti

  1. Qui non si tratta di bigottismo, quanto di contesto. Ridurre ad un bel sedere una figura che stando alle parole dello scultore dovrebbe rappresentare “un ideale di donna” e “il risveglio di una coscienza” è minimizzare la rappresentazione storica e culturale della Spigolatrice. Questa scultura semplicemente non ha iconografia, a differenza di altri esempi che vengono costantemente tirati in ballo come le statue greco-romane o La Libertà che guida il popolo.

    (e ps: il sessismo lo si vede perché le donne sono stanche di essere ridotte a figure esteticamente piacenti, ma senza sostanza)

  2. Antonio (con la "O") says:

    I corpi nudi li troviamo fin dai greci e romani, per passare da Michelangelo a Canova.
    La Repetti dimostra ignoranza e scarsa sensibilità artistica e rappresenta a pieno titolo quella nuova ideologia liberticida, ottusa e bigotta che vede sessismo dappertutto (…e non dimentichiamo la recente follia della Murgia che al posto dei sostantivi maschili e femminili vorrebbe imporre il suono “ə”, la quale però, per nostra fortuna e sollievo, è stata debitamente rintuzzata dall’Accademia della Crusca).

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