Allarmano i dati dell’INAIL relativi agli infortuni mortali sul lavoro che nel secondo trimestre del 2021 sono stati pari a 231, ovvero 68 in più rispetto al secondo trimestre del 2020. Nel complesso gli infortuni sul lavoro denunciati all’INAIL sono stati 119mila, quasi 25 mila denunce in più (+26,5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri impressionanti che fotografano un quadro drammatico per i lavoratori”.

E’ quanto dichiarato da Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati dell’INAIL relativi agli infortuni sul lavoro nel secondo trimestre del 2021.

La mancanza della sicurezza nei luoghi di lavoro – continua –  è una vera e propria piaga nazionale che non può essere tollerata, come peraltro il tentativo di ricondurre tali incidenti ad una mera fatalità. Siamo in presenza di un fenomeno in costante crescita che deve indurre ad una profonda riflessione rispetto alle reali priorità per il Paese in vista della ripartenza”.

Come sottolineato, la necessità di sostenere una ripresa economica e una robusta crescita del Pil non può in alcun modo giustificare un allentamento delle garanzie e un risparmio di risorse a tutela dei lavoratori.

Occorre pertanto rafforzare l’attuale sistema dei controlli e migliorare l’efficacia degli interventi attraverso il Coordinamento Regionale delle Banche Dati – conclude Capone -. Al contempo, è fondamentale implementare i fondi attualmente disponibili investendo di più sulla formazione e sulla cultura della sicurezza a cominciare dalle scuole, per spezzare questa inaccettabile catena di morti. In tal senso, come sindacato UGL, portiamo avanti la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni e ribadire ancora una volta: basta stragi sul lavoro!”.

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