“Non vogliamo profughi”, “Portateveli dentro casa”, “Attenti”.

Sono queste le parole riportate su alcuni fogli ritrovati lungo una strada di campagna nella frazione Perolla a Savoia di Lucania. Si tratta di una strada utilizzata dai residenti che porta anche alla sede di “Progetto InConTra”, un’associazione che ha inaugurato i suoi spazi nella frazione lo scorso 27 settembre, nata per portare un’idea nuova e un modo nuovo di fare politica locale.

Forse solo una casualità il rinvenimento a pochi metri dalla sede dato che l’associazione non si occupa in particolare di migranti. Un gesto dagli sfondi di odio e razzismo, che suona come un campanello d’allarme per una piccola realtà.

A Savoia di Lucania, in particolare nelle frazioni di Castellaro e Fossati, da diversi anni esistono due centri di accoglienza dove vivono in totale una quindicina di migranti. Negli ultimi giorni si è sparsa la voce di un possibile arrivo di ulteriori migranti in un’altra struttura. Voce non confermata al momento. Da qui, l’idea di ignoti di affiggere questi avvisi, in prossimità di una struttura dismessa.

“Anzichè scrivere sui fogli diamo l’opportunità – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Gianluca Potenzadi fare un dibattito pubblico nella nostra sede. Chi ha compiuto questo gesto deve metterci la faccia. Premesso che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, mi chiedo cosa spinge una persona a fare certe cose”.

– Claudio Buono –

 

 

2 Commenti

  1. Gli extracomunitari che lavorano in Val d’Agri e nel metapontino. per 15/20 euro al giorno,mentre i nostri giovani vitelloni si compiacciono del reddito di fannullanza, sono i benvenuti,vero?

  2. fatto strabene

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