“Siamo ostacolate in maniera molto ambigua nell’applicazione dei diritti”. Con questa affermazione, l’imprenditrice Laura Manzolillo ha centrato uno dei problemi principali delle donne oggi: quella differenza, netta, tra la teoria e la pratica, tra le “belle parole” e la realtà dei fatti.

E’ un’analisi precisa e lucida quella che emerge dalle parole di una donna determinata come Laura, tra i titolari della “Manzolillo Cono Giuseppe Prodotti Siderurgici” situata a Silla di Sassano. Parole che invitano a fermarci, a riflettere e a porci qualche domanda in più su come sia davvero la situazione del mondo femminile oggi.

 

  • Cosa significa essere una donna imprenditrice nel 2021?

Purtroppo già la domanda, giusta, mi fa pensare che siamo ancora un caso e non la normalità. Sostanzialmente il nostro lavoro non dipende dal genere di appartenenza, ma dalle capacità, dall’intuito e dalle competenze e peculiarità che caratterizzano chi svolge questo lavoro.

  • Pensi ci siano maggiori difficoltà nel fare impresa essendo donna?

Oggi il mondo femminile sta vivendo una discriminazione più pericolosa di quella che ha visto le donne protagoniste di numerose battaglie in passato. Oggi ci vengono riconosciuti diritti importanti, ma siamo ostacolate in maniera molto ambigua nella loro applicazione. Penso all’aborto (in ospedale trovi medici obiettori), al lavoro (non sono sufficienti i nido), alle madri separate (che lottano per separazioni interminabili), alla politica (sono ancora necessarie quote rosa): per ognuna di queste aree in teoria saremmo “tutelate”, ma la realtà è che oggi per una donna è dura competere, è dura lavorare, è illusorio affermare la piena uguaglianza nel rispetto delle caratteristiche intrinseche di donna. Quindi, in sintesi, dico che purtroppo fare impresa per una donna è difficilissimo e in molti casi richiede scelte molto sacrificanti a causa del contesto sociale e giuridico.

  • Avere un’impresa nel Vallo di Diano costituisce un vantaggio o uno svantaggio? E perché?

Di impeto direi un vantaggio, se non altro per essere ottimisti, per sperare che i nostri figli restino nel territorio, investendo e facendo sviluppare il nostro amato Vallo. Tuttavia, siamo al Sud dell’Italia, non possiamo ignorare che le infrastrutture sono pressoché inesistenti, che abbiamo un’economia che punta in maniera ostinata, direi, al turismo ed all’agricoltura in un retaggio che ostruisce lo sviluppo di un’impresa più innovativa che parta da idee nuove ed originali. 

  • Quali sono i valori più importanti per te che hai portato nella tua azienda?

Innanzi tutto sono necessarie le competenze e il desiderio di accrescerle. Penso, poi, di aver applicato tutti i valori che ho appreso dalla mia famiglia d’origine in cui più che la moralità è contata l’etica. Per cui coraggio, sacrificio, fierezza e gratitudine alla vita sono i valori che mi caratterizzano oltre quelli basilari dell’onestà e quelli che derivano dall’intelligenza emotiva.

  • Descrivi la Laura imprenditrice con 3 aggettivi.

Intuitiva, determinata e ……. donna (e questo è il valore aggiunto!)

  • Hai avuto difficoltà a conciliare la carriera professionale con l’aspetto familiare?

Sono una madre e non è stata una passeggiata, ma sono stata molto fortunata perché lavoro con i miei fratelli che mi hanno sempre sostenuto sia negli aspetti privati della mia vita che nella crescita professionale. Tuttavia, ripeto, è un privilegio rarissimo. Spesso le donne devono rinunciare a qualcosa.

  • Ogni azienda può presentare dei periodi di difficoltà dovuti a svariati fattori. Come hai reagito in questi momenti?

Ho attinto a tutte le risorse disponibili, quindi ricorrendo alle mie competenze, a quelle dei miei fratelli, abbiamo individuato le figure professionali idonee a cercare delle soluzioni. Ho razionalizzato il problema e ho sempre creduto che avremmo superato il momento di crisi.

  • In conclusione, cosa ti senti di consigliare alle donne per realizzarsi in ambito lavorativo?

Lungi da me l’idea di poter dare consigli. Posso esprimere il desiderio che i miei figli trovino un mondo in cui non vi siano ricette particolari per essere buoni imprenditori a seconda del genere di appartenenza e, soprattutto,  in cui le peculiarità di donne ed uomini siano viste come risorse essenziali e non come elementi discriminatori.


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