La parità di genere è stato sempre un argomento tanto importante quanto delicato da affrontare. Il mondo femminile è un mondo potente e delicato, fatto di insidie, di doti nascoste, di forza e sensibilità. E’ un mondo da toccare con rispetto, senza eccedere con le pretese a tutti i costi delle quote rosa per avere il “contentino” di uno spazio in politica, al programma televisivo o in un’azienda. Perchè la vera parità di genere si raggiunge solamente quando saremo capaci di vedere davvero uguali, dal punto di vista dei diritti, gli uomini e le donne, giudicandoli solamente per le competenze e non per il sesso.

Ondanews sta analizzando da qualche mese l’universo femminile, cercando di raccontare le miriadi di sfumature che lo compongono, lasciando che il lettore tragga le conclusioni o gli insegnamenti che ritiene più opportuni in base alla propria esperienza di vita. Uno dei modi per continuare questo approfondimento è entrare nel mondo del lavoro, in cui purtroppo le donne ancora riscontrano notevoli difficoltà, e lo faremo ascoltando le imprenditrici del Vallo di Diano facendoci raccontare la loro esperienza.

L’intervista che segue è a una delle donne simbolo del nostro territorio: la dottoressa Maria Consiglia Viglione, commercialista e revisore dei conti, dello Studio Viglione Libretti.

 

  • Cosa significa essere una donna imprenditrice nel 2021?

Più che una imprenditrice sono una libera professionista che ha però da sempre gestito la propria attività professionale come una vera e propria impresa, non tralasciando quelle che sono o dovrebbero essere le peculiarità tipiche dei liberi professionisti e cioè l’etica e la deontologia dettate dai nostri codici di comportamento. Come un’impresa perché ho sempre guardato i risultati e gestito le previsioni cercando di migliorare le performance individuali e quelle dei miei collaboratori, sempre attenta alla formazione dei più giovani. Professionista/imprenditrice nel 2021? Oggi più che mai, in un periodo così strano e particolare, l’unica cosa che mi sento dire è che bisogna adeguarsi ai nuovi scenari che si sono venuti a creare anche per effetto della pandemia mondiale. Saranno le donne che con la loro tenacia ed il loro coraggio a guidarci verso una auspicata ripresa.

  • Pensi ci siano difficoltà maggiori nel fare impresa essendo donna?

Non ho mai incontrato grandi difficoltà durante il mio cammino professionale per il solo fatto di essere donna, forse perché lavorare in piena autonomia mi ha reso esente da altri tipi di rapporti di sudditanza e ho sempre svolto la mia attività confrontandomi con colleghe e colleghi in piena parità di genere. Sarò stata fortunata?

  • Avere un’impresa nel Vallo di Diano costituisce un vantaggio o uno svantaggio?

Per me ha costituito un vantaggio avendo deciso di lavorare ed essere nello stesso tempo moglie e madre. Ho potuto fare entrambe le cose perché non ho dovuto affrontare i disagi della città. Vivere in piccoli centri, supportata e sopportata da una fitta rete familiare ed amicale, mi ha permesso di lavorare in serenità e far crescere la mia famiglia. La tecnologia e l’informatica hanno fatto il resto. Anche la clientela più distante è sempre stata raggiunta per cui non ho trovato grandi difficoltà a lavorare nel Vallo e non me ne sono mai pentita.

  • Quali sono i valori più importanti per te e che hai portato nella tua azienda?

Lavorare in équipe. Ho sempre creduto che da soli non si va da nessuna parte e che bisogna trasferire le conoscenze senza la paura che altri ti possano un giorno rubare le idee o sostituirti. Non funziona così: il ricambio è necessario e se non formi la squadra sei perdente.

  • Descrivi la Maria Consiglia imprenditrice con 3 aggettivi.

 Determinata, testarda, empatica.

  • Hai avuto difficoltà a conciliare la carriera professionale con l’aspetto familiare?

Certamente quando crei una famiglia l’arrivo dei figli ti sconvolge la vita. Basta però organizzarsi, rimboccarsi le maniche e cercare di coniugare le cose. Poi i figli crescono, fortunatamente ti riempiono di soddisfazioni e non ricordi più i sacrifici e la stanchezza che pure ho sofferto e sopportato nel periodo in cui erano piccoli. Sono stata fortunata perché ho condiviso con mio marito tutto il carico familiare, aiutata tantissimo da mia madre anche Lei donna impegnata ed infaticabile.

  • Ogni azienda può presentare dei periodi di difficoltà dovuti a svariati fattori. Come hai reagito in questi momenti?

Riconvertendomi ed adeguandomi ai cambiamenti. Ho da sempre studiato e controllato i punti di forza e i punti di debolezza potenziando i primi e cercando di capire ed analizzare i secondi per correre ai ripari.

  • In conclusione, cosa ti senti di consigliare alle donne per realizzarsi in ambito lavorativo?

Prima di tutto bisogna fare quello che ci piace e ci appassiona. Mai rinunciare a questo. Ormai si passa più tempo a lavoro che a casa per cui guai a fare un lavoro che si odia. Non ci si inventa però: è necessario formarsi in tutti gli ambiti, da quelli che potrebbero sembrare facili a quelli più complessi. Una dose di umiltà non guasta mai. Ricordiamoci un po’ tutte che non si finisce mai di imparare e che una vecchia nonnina ultra centenaria  un giorno esclamò “Vorrei vivere ancora un po’ per continuare ad imparare”.


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