A pochi giorni dall’attivazione del nuovo centro vaccinale anti-Covid 19 allestito a Sassano arrivano le prime segnalazioni dei disagi, in alcuni casi anche notevoli, registrati.

Dopo ore di attesa la maggior parte degli ultra settantenni, convocati per la somministrazione del vaccino, è stata costretta a tornare a casa senza ricevere la dose”. A denunciarlo è una cittadina, figlia e accompagnatrice di una signora over 70, che si è recata al centro vaccinale nella mattinata di ieri.

Mia madre è stata convocata dall’Ente regionale tra gli ultra settantenni, ma solo una volta effettuato il colloquio con i sanitari presso il centro abbiamo appreso che le vaccinazioni sarebbero state effettuate esclusivamente sui ‘soggetti fragili’ – afferma -. A questo si è poi aggiunto l’atteggiamento piuttosto irruente e poco educato con il quale alcuni dei responsabili si sono rivolti ai nostri genitori”.

La situazione è delicata, difficile, e questo viene ovviamente compreso dagli utenti che però non tollerano il trattamento riservato alla categoria.

Persone di una certa età sono già sottoposte alla pressione psicologica generata dall’ansia generale – continua la cittadina -, inoltre hanno dovuto attendere oltre 5 ore per poi non poter concretizzare il proprio impegno civile e personale. In più, molti accompagnatori sono stati costretti a perdere il giorno di lavoro”.

– Paola Federico –

Un commento

  1. Le convocazioni erano state fatte in modo regolare nei confronti di persone comprese tra i 70 e gli 80 anni, cittadini
    dei comuni di Casalbuono e, pare, Monte S. Giacomo .
    In relazione a tanto, alcune centinaia di persone aventi diritto si sono presentate al neo centro vaccinale di Sassano il 24
    c.m., secondo gli orari di convocazione : uno scaglione alle ore 9.00, un altro alle 10.00, alle 11.00, ecc.
    L’inizio delle vaccinazioni sarebbe dovuto cominciare alle ore 9.00, in realta’, le operazioni sono iniziate alle 11.30 circa. E’ immaginabile e non e’ il caso di descrivere il consistente assembramento creato dalla mancanza di rispetto
    degli orari : i vari scaglioni, ingrossati dagli accompagnatori, si sono inevitabilmente sommati. Persone di eta’ avanzata e soggetti fragili sono stati abbandonati per ore in un piazzale al freddo e sotto la pioggia. Una volta iniziate le operazioni di vaccinazione, l’intera vicenda ha presentato il suo lato peggiore. In tanti, per mancanza di requisiti (patologie/fragilita’), si sono sentiti affermare l’impossibilita’ di procedere alla vaccinazione.
    L’unico vaccino presente, il pfizer, secondo le direttive ministeriali sventolate dai medici, non era destinato a soggetti diversi dai fragili.
    Non mi pare risponda a verita’, quindi, la tesi di una seduta dedicata solo ai fragili, pare, piuttosto, che abbiano vaccinato solo i fragili per mancanza di altro vaccino (astra zeneca). In pratica, per preservare qualche centinaio di dosi di vaccino pfizer, hanno creato un notevole disservizio ai cittadini, costretti a ulteriori disagi e spese.
    Nella mattinata dei fatti, il responsabile del centro ha avvisato la asl e, data la pesante situazione, ha chiesto l’autorizzazione di procedere alla vaccinazione col pfizer di tutti i presenti aventi diritto ? Chi risarcisce i cittadini dei danni subiti ? Quali iniziative, hanno preso i Sindaci dei comuni interessati a difesa dei propri cittadini ?
    Sia pure indicati per i soggetti fragili, i vaccini possono essere negati a tutti gli altri cittadini, specie in situazioni di emergenza ?
    Il responsabile del centro ed i medici coinvolti hanno commesso degli abusi ?
    L’Autorita’ giudiziaria e’ stata informata ?

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