C’era una volta Sala Consilina, centro capofila del Vallo di Diano





































Per definizione non soltanto giornalistica, fino a qualche anno fa, Sala Consilina era “centro capofila del Vallo di Diano”.

A Sala Consilina, infatti, era concentrato il “cuore” dei servizi di tutto il Vallo di Diano. A Sala Consilina c’era la SIP (poi diventata Telecom); a Sala Consilina c’era l’Enel, a Sala Consilina c’erano il Tribunale, il carcere, il Corpo forestale dello Stato, la sede dell’Ordine dei Commercialisti, i supermercati presso cui si recavano cittadini provenienti da ogni parte del Vallo di Diano, nonché  dalla vicina Basilicata e dai territori del Cilento e degli Alburni.

Sala Consilina era la sede naturale della “Città Vallo di Diano”. In questa città, fino alle soglie del 2000, le cose andavano bene, le prospettive erano vive, le strade e le piazze erano popolate da giovani. Sala Consilina era l’unica città che, per un lungo periodo di tempo, ha ospitato ben due sale cinematografiche. Di questa “grandezza”, purtroppo, ora non resta che un pallido ricordo. Negozi chiusi, Tribunale trasferito a Lagonegro, carcere chiuso, servizi ridotti al lumicino.











In verità, non è che gli altri centri del Vallo di Diano stiano meglio, ma è Sala Consilina ad aver perso maggior quantità di smalto. Colpa sicuramente del cambiamento dei tempi e dello spopolamento inarrestabile dell’intero meridione d’Italia, ma vedere Piazza Umberto I completamente desolata di giorno e di notte, tutte le altre strade principali della città desolatamente vuote e case e negozi chiusi in pieno centro, provoca sconforto non soltanto alla vista.

Ma se è vero che “il passato ci salverà”, non resta che sperare in un futuro migliore. Sala Consilina può e deve ritornare a giocare il suo ruolo che la storia le ha assegnato, per generosità dei suoi cittadini, per storia della sua classe dirigente, per la bellezza dei suoi siti, per la straordinaria capacità di sapersi reinventare e di dare spazio ai suoi sogni. Qualche segnale chiaro in questa direzione già si affaccia all’orizzonte. Saranno i giovani a ridare speranze a progetti ormai sbiaditi? Probabilmente è l’unica chance.

– Rocco Colombo –



































7 Commenti

  1. Niccolo' says:

    Fa male,ma hai ragione:i giovani capaci devono andare via e non farsi fregare dal sentimentalismo .

  2. Michelepuntinadenaropetrocelli says:

    Purtroppo Sala Consilina se e diventata così e colpa della politica non ci sono spiegazioni ,xké prima la popolazione cera le attività funzionavano nn e possibile che nel giro di 10 anni non c’è rimasto niente,ma speriamo in bene.

  3. Pietro Cava says:

    Vi siete dimenticati ci citare la fiorente agricoltura visto la perfetta esposizione dei terreni salesi ricchi di sorgenti e unici per la loro fertilità che hanno trainato l’economia del territorio producendo soldi a costo zero
    Oggi l’albero della cuccagna è sempre lì, ma nessuno vuole più raccogliere i suoi frutti!!!

  4. Sala ha perso i servizi semplicemente perchè li aveva,lasciando stare per colpa di chi li ha persi,comunque la gente poi ha perso il vizio di uscire e popolare le strade per tanti motivi,vuoi la crisi,vuoi i social,vuoi lo svuotamento demografico.Inoltre è un declino che come dice l’autore riguarda non solo il meridione ma soprattutto i piccoli centri e le zone interne.

  5. Giuseppe da Polla says:

    Chi educa i giovani? Chi sono questi educatori? Gli stessi che non sono capaci di cambiare…..quindi…..? Aspettiamo altri 50 anni prima di pensare a qualcosa di diverso. Nel frattempo preghiamo!

  6. l’unica, per i giovani (del vallo di diano) è andare via, non vi è nulla per cui valga la pena restare.

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