“In una fase così drammatica per il Paese chiedere una deroga per l’attività venatoria nelle zone rosse è un’azione scriteriata che favorisce i rischi di contagio e diffusione del Covid-19”.

Lo afferma in una nota Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape).

“Ricordiamo all’on. Edmondo Cirielli – spiega – che le braccate al cinghiale non sono una passeggiata in solitaria, come ha affermato in una nota. Si tratta piuttosto di un’attività che coinvolge decine di cacciatori che entrano in stretto contatto anche per la macellazione dei capi abbattuti e nelle fasi successive. Non si può chiedere ai cittadini senso di responsabilità e sacrificio se poi si autorizzano delle iniziative che non rientrano nello ‘stato di necessità’. Pertanto sosteniamo con ferma convinzione la posizione del Presidente della Commissione Agricoltura nel Consiglio Regionale della Campania, Francesco Emilio Borrelli, che si è opposto a questa richiesta illegittima in quanto in palese violazione del DPCM del 3 novembre. Troviamo inaccettabili gli attacchi e le offese rivolte al consigliere regionale Borrelli sui social a cui va la nostra totale solidarietà. Un rappresentante delle Istituzioni deve tutelare gli interessi di tutti i cittadini e non quelli di una piccola minoranza privilegiata”.

“Una Regione che ha 2.188 posti letto di degenza occupati su 3.160 – aggiunge Sidoli – non può approvare una pratica che favorisce il ferimento e la morte. Le strutture sanitarie sono già provate dalla pandemia. Il diritto alla salute va difeso con scelte coraggiose e ponderate”.

– Claudia Monaco –


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