E’ stato assolto perché il fatto non sussiste un 33enne di Agropoli arrestato nel dicembre dello scorso anno con l’accusa di abusi sessuali aggravati sulla nipote minorenne.

Come si legge sul quotidiano “Il Mattino“, la sentenza è giunta ieri al termine del rito abbreviato di primo grado. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna a 7 anni e 6 mesi di reclusione.

L’uomo in questi mesi è stato detenuto presso il carcere di Vallo della Lucania ed è tornato in libertà soltanto nei giorni scorsi. Seconda l’accusa le violenze sarebbero iniziate quando la nipote, oggi 20enne, aveva 13 anni. La difesa, però, ha dimostrato che le accuse mosse dalla giovane sono inattendibili.

Tra le prove anche una lettera in cui la ragazza confessa a se stessa che il bambino concepito nel 2016 non era dello zio accusato ma di un altro ragazzo che non aveva voluto riconoscerlo.

Inoltre è stato dimostrato in aula che i luoghi indicati dalla giovane come scenario delle violenze sono tutti aperti al pubblico e quindi sarebbe impossibile consumarvi questo genere di reato.

– Chiara Di Miele –

Un commento

  1. annamaria says:

    Allora la ragazzina non aveva proprio la testa di assumersi le sue responsabilità e ha accusato lo zio per i suoi errori. Errori che tutti possiamo commettere ma …accusare la persona sbagliata del reato … non è da persone oneste piuttosto da bambine. Poteva essere l’accusa una ripicca verso lo zio? Chi lo libererà dalla finta accusa che lo ha marchiato e gli ha rovinato la vita, per la bugia della nipote?

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