Biagio Tomasco, segretario territoriale del sindacato NurSind Salerno, scrive al Commissario Straordinario dell’Asl Salerno in merito alla revoca della convenzione all’Associazione Croce Azzurra di Capaccio dopo il corteo delle ambulanze effettuato in occasione della vittoria elettorale del sindaco Franco Alfieri a Capaccio.
“Mi chiedo come sia stato possibile che l’associazione Croce Azzurra di Agropoli abbia potuto aggiudicarsi la postazione del Presidio Ospedaliero San Luca di Vallo della Lucania – scrive Tomasco – così come si evince dal verbale pubblicato all’Albo Pretorio dell’Asl Salerno atteso che, per come dichiarato in sede di audizione ministeriale dal senatore Castiello, ‘le ambulanze appartengono a tal Roberto Squecco, imprenditore funerario condannato con sentenza definitiva per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto dalla Cassazione in organico al clan camorristico Marandino’. Eppure dall’attenta lettura del capitolato speciale di gara, ai Requisiti di Ammissione si legge chiaramente che sono previste ‘assenza di condanne penali passate in giudicato, relativamente a tutti i soggetti titolari della rappresentanza legale e/o titolari della capacità di impegnare l’Ente di volontariato verso terzi’. Chi non ha provveduto ad acquisire ogni utile informazione rispetto a quanto previsto?”.
“Riguardo alla postazione di Vallo della Lucania – scrive ancora Tomasco – mi risulta che è stata sottratta alla Croce Azzura di Agropoli e sia stata resa nuovamente al personale del nosocomio che garantirà il servizio STI con lo stesso mezzo automobilistico che utilizzavano in precedenza. Ma se nel bando di gara era chiaramente richiesta la fornitura di una autoambulanza che avesse un’anzianità massima di 5 anni dalla prima immatricolazione e con kilometraggio non superiore ai 150.000 Km, ci spiegate come mai si sia potuta riutilizzare l’ambulanza del Presidio Ospedaliero di Vallo della Lucania che supera abbondantemente tali requisiti? Inoltre, atteso che la manifestazione d’interesse sia partita proprio dalla vetustà delle ambulanze di Nocera, Eboli e Vallo, ci spiegate che necessità c’era di esternalizzare il servizio di trasporto secondario se poi, immancabilmente, si è dovuti ritornare sui propri passi reintegrando l’ambulanza che era stata definita inidonea al servizio?”.
“Tutta questa vicenda – conclude Tomasco – altro non ha fatto che gettare ombre sull’operato dei dirigenti aziendali che si sono occupati della manifestazione d’interesse e bene ha fatto la Direzione Strategica a revocare tale atto, dimostrando ancora una volta di essere attenta e vigile. Si auspica che la stessa determinazione venga adottata anche nei confronti dei richiamati dirigenti che hanno permesso tutto ciò”.
– Claudia Monaco –
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