Avrebbe compiuto abusi sessuali su una sua dipendente, all’epoca dei fatti 23enne. Per questo motivo, il Tribunale di Potenza ha condannato un uomo di Potenza, un parrucchiere oggi 60enne, alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione. La decisione è stata resa nota dal Collegio penale presieduto dal giudice Rosario Baglioni.

I fatti nel 2019, quando la dipendente del parrucchiere decise di denunciare l’accaduto alla Polizia dopo un secondo episodio di abuso nei suoi confronti. Qualche mese dopo la denuncia, l’uomo, a novembre 2019, venne arrestato su disposizione del Gip di Potenza dagli agenti della Squadra Mobile del Reparto reati contro la persona, minori e violenza sessuale, a seguito dell’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, portata avanti grazie al lavoro degli investigatori specializzati per i reati di violenza domestica e del cosiddetto “codice rosso”.

E’ seguito poi un procedimento penale, dove l’uomo è stato difeso dagli avvocati Daniele De Angelis e Donatello Cimadomo. Questi ultimi avevano chiesto l’assoluzione del loro assistito, evidenziando la circostanza che vi fosse il consenso della presunta vittima all’approccio. La ragazza, oggi 25enne, si è costituita parte civile ed è stata difesa dall’avvocato Valeria D’Addezio.

Il pubblico ministero Giuseppe Borriello aveva chiesto tre anni di reclusione, ma il Collegio ha rivisto al rialzo la condanna, inasprendola di otto mesi rispetto alla richiesta. Secondo i giudici, solo uno dei due episodi contestati sarebbe punibile. Secondo la denuncia della sua dipendente, il parrucchiere l’avrebbe toccata con le mani nelle parti intime, la stessa sarebbe rimasta bloccata e sotto shock nella circostanza. L’uomo a seguito dell’arresto di novembre 2019 venne posto ai domiciliari, ma al momento resta sottoposto solamente al divieto di avvicinamento alla vittima. E’ stato condannato anche al pagamento di una serie di pene accessorie, mentre è stata respinta in questa fase la richiesta di risarcimento danni di 100mila euro da parte della ragazza. Dopo le motivazioni della sentenza, i legali dell’uomo valuteranno un eventuale ricorso in Appello.

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