
Il Venezuela vive ore di devastazione e dolore per il violento sisma che si è verificato ieri, quando lì era ancora sera e l’Italia ormai dormiva. Sono tanti gli italovenezuelani che hanno contribuito in oltre mezzo secolo al progresso di quella terra e tra loro molti emigrati dal Vallo di Diano.
Gino Fileri, originario di Padula, è Vicepresidente di Consecomercio Venezuela e Presidente della Camara Nacional Talleres Mecanicos. Vive a Caracas, dove ha sede anche la sua attività. È una figura di riferimento per tantissimi lavoratori del Paese e, come tutti i figli di emigranti italiani, ha gettato nella Capitale solide radici professionali e umane.
“Quando si è verificata la prima scossa ero seduto sul divano a guardare la partita del Brasile – ci racconta – e tutto ha iniziato a tremare accompagnato da un boato assordante. Per fortuna la mia villa non ha subito danni, è caduto soltanto uno specchio. Oggi si sono replicate altre scosse a distanza di circa 35 minuti e di magnitudo che supera 3. Non trema più, ma si sente sempre lo stesso rumore”.
Mentre parliamo a telefono con lui si registra un’altra scossa di assestamento e Gino ci racconta ciò che stanno vivendo e la forte ansia provocata dal sisma.
“Martedì sera ero a La Guaira per lavoro in uno degli hotel che stanotte sono crollati – continua -. Guardavamo la partita lì e leggendo le notizie ho saputo che è stato raso al suolo dalle scosse”.
Sono ore di disperazione e di preoccupazione per gli italiani in Venezuela, che da Caracas attendono notizie dei loro conoscenti che vivono nelle zone maggiormente colpite, tra cui La Guaira.
“Leggiamo di circa 164 morti e 1000 feriti, ma credo si riferiscano solo ad una zona, perché è difficile fare adesso la reale conta delle vittime. La Protezione Civile è riuscita a raggiungere solo alcuni luoghi e ci vorrà ancora tempo prima di capire i veri danni del terremoto – spiega ancora-. Per tutta la notte non abbiamo avuto servizi e solo ora stanno ritornando. Ci sono persone di cui non abbiamo avuto notizie per ore, siamo riusciti a sentire un ragazzo solo questa mattina intorno alle 10. Conosco gente che ha perso casa e negozi, un uomo che è riuscito a salvarsi soltanto perché è corso su per le scale invece di scendere mentre tutto crollava”.
“A La Guaira avevo una barca che è finita alla deriva perché l’ormeggio è andato distrutto, ma non mi preoccupano i danni materiali bensì il numero delle vittime e le sorti dei dispersi” conclude prima di salutarci con l’augurio che non si verifichino altre scosse violente.


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