
Nella notte un devastante terremoto ha colpito il Venezuela, lasciando i suoi strascichi di dolore e preoccupazione non solo tra la popolazione residente ma anche tra i tantissimi italiani che negli anni hanno vissuto e lavorato lì costruendo le loro abitazioni.
Sono numerosi i valdianesi che tra il 1950 e il 1960 emigrarono in una terra capace di accoglierli e fornirgli risorse, lavoro e futuro. Lì hanno realizzato sogni, cresciuto figli e nipoti, avviato attività e costruito immobili. Dopo questa notte molti di questi sono stati rasi al suolo da due scosse ravvicinate (a circa 39 secondi di distanza l’una dall’altra) con magnitudo di 7.2 e 7.5. Il sisma, localizzato nello Stato di Yaracuy, ha avuto un ipocentro molto superficiale, che ha aumentato notevolmente l’energia sprigionata e l’impatto distruttivo in superficie. L’evento è considerato il più forte in Venezuela negli ultimi 126 anni. Tra le zone più colpite Falcón, Miranda e La Guaira, oltre alle città di Caracas, Maracay e Valencia. Drammatico il bilancio con numerose vittime accertate e feriti.
A rilasciarci la sua testimonianza a distanza, preoccupato per le notizie che giungono dalla notte, è Walter Anzisi di Polla, che è cresciuto in Venezuela e la cui famiglia proprio a La Guaira era proprietaria di un appartamento nell’edificio Punta Brisas che purtroppo è crollato insieme ad altri palazzi vicino al mare.
“La Guaira è una delle zone più colpite dal sisma e lì negli anni ’50 mio nonno, emigrato in Venezuela con tanti altri italiani, aveva costruito in quel settore della regione. Nell’edificio Punta Brisas, di 14 piani, c’era anche il nostro appartamento che purtroppo oggi è crollato. Abbiamo appena avuto la notizia con la lista dei 25 palazzi rasi al suolo, tra questi anche il nostro” racconta Walter, addolorato per quanto sta apprendendo dai conoscenti che vivono in Venezuela.
“Quegli immobili erano stati realizzati da italiani, spagnoli e portoghesi che avevano scelto il Venezuela per lavoro e per costruire un futuro migliore” aggiunge, ricordando gli anni dell’emigrazione italiana in un Paese che successivamente ha subito diverse ferite economiche e sociali fino al dramma del sisma.
“Il terremoto si è verificato quando in Venezuela erano le 19 e qui l’una di notte. E’ stato difficile avere subito contatti ma proprio in queste ore abbiamo sentito alcuni residenti de La Guaira che ci aggiornano non solo sui danni ma anche sui soccorsi. Ci raccontano che sono diverse le persone senza vita o ferite che vengono tirate fuori dalle macerie di quegli edifici, tra cui il Punta Brisas” conclude Walter.

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