
Prosegue il processo a carico di Franco Alfieri, della sorella, del membro dello staff Andrea Campanile, del funzionario comunale Carmine Greco e di Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, rispettivamente titolare e procuratore speciale della Dervit.
L’accusa è quella di turbativa d’asta e libertà degli incanti per garantire alla Dervit l’aggiudicazione di lavori pubblici.
Ieri al Tribunale di Vallo della Lucania è stato ascoltato quello che per l’accusa è il testimone chiave, Nino Pagano.
In aula ha riferito le stesse argomentazioni rilasciate nei primi interrogatori, quindi del suo rapporto personale e di lavoro con Franco Alfieri. Per la difesa degli imputati la testimonianza non è stata degna di nota poiché ritengono si tratti “di suggestione, non di fatti storici”.
Nell’udienza prevista per il 4 dicembre saranno ascoltati altri otto testimoni.
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