In Basilicata, come in altre regioni italiane, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs promuovono lo sciopero generale, in programma domani, indetto a sostegno delle richieste dei lavoratori del settore della vigilanza che protestano per il mancato rinnovo del contratto nazionale atteso, ormai, da quasi cinque anni.

Questi – spiegano Michele Sannazzaro, segretario Filcams Cgil Potenza, e Rocco Della Luna, segretario Uiltucs – sono lavoratori che operano per aziende private e che garantiscono la sicurezza anche in enti pubblici. In questo difficile momento di emergenza sanitaria sono stati tra i più esposti al pericolo del contagio e non hanno fatto mai mancare impegno e dedizione nello svolgimento delle loro mansioni, nonostante un aumento del carico di lavoro per garantire tutte le procedure di sicurezza anti-Covid. In proporzione a maggiori rischi e compiti a loro assegnati, però, non gli sono stati riconosciuti aumenti salariali o migliori condizioni di lavoro mentre la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale si trascina da cinque anni senza passi in avanti. Le aziende private che operano nel settore non hanno raggiunto alcun accordo con le organizzazioni sindacali di categoria nonostante sia evidente la necessità di adeguare salari e condizioni di lavoro, negli ultimi anni peggiorate anche in conseguenza ad appalti al ribasso”.

L’ultimo tavolo di confronto si è svolto lo scorso 11 dicembre ma “anche questa volta –hanno continuato Sannazzaro e Della Luna- le associazioni datoriali hanno dimostrato di non voler riconoscere i necessari miglioramenti per questi lavoratori a cui va riconosciuto il merito di aver sopportato con coraggio e senso del dovere, soprattutto durante l’emergenza sanitaria, tutte le difficoltà ed i timori sul loro futuro”.

Domani non sarà possibile organizzare manifestazioni di piazza, nel rispetto del nuovo decreto, ma lo sciopero si terrà ugualmente. “Per i lavoratori impegnati nella vigilanza e che sciopereranno restando a casa – hanno continuato i segretari di Filcams Cgil Potenza e Uiltucs – questa sarà una vigilia di Natale di rabbia e di speranza ma l’auspicio è che il messaggio e le istanze della categoria arrivino con forza al Governo a cui si chiede un incontro per avere risposte chiare e risolutive”.

– Chiara Di Miele –

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