Con un Decreto del Ministro della Giustizia del 30 settembre scorso è stata confermata la soppressione della Casa Circondariale di Sala Consilina, decretata con provvedimento ministeriale del 27 ottobre 2015. Il decreto conferma le motivazioni contenute in quello di soppressione basate su una presunta antieconomicità, in termini di costi/benefici, del mantenimento del Carcere, attesa la modesta ricettività, nonché, sulla “grave inadeguatezza della stessa sotto il profilo strutturale, della sicurezza trattamentale“.

Il provvedimento di soppressione del 2015, a seguito del ricorso proposto dal Comune di Sala Consilina è stato censurato dal TAR della Campania e dal Consiglio di Stato. In particolare il TAR accolse il ricorso attribuendo valenza dirimente alla violazione del principio della territorialità della pena che, nonostante la sua centralità sia a livello legislativo che nella prassi attuativa del Ministero della Giustizia, era stato del tutto obliterato dal Ministero procedente a vantaggio di una valutazione di mera opportunità economica. Numerose sono state le istanze del Comune di Sala Consilina, di parlamentari appartenenti a tutti gli schieramenti, dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, del Presidente del Tribunale di Lagonegro, oltre a provvedimenti e azioni poste in essere nell’ultimo periodo per il mantenimento della Casa Circondariale.

Questa Amministrazione – fanno sapere dalla Giunta guidata dal sindaco Francesco Cavallonenon ha mai condiviso la chiusura dell’Istituto penitenziario, essendo di vitale importanza dal punto di vista operativo per l’assistenza alle traduzioni di detenuti da e per la Calabria, nonché per il centro-nord, ed anche in ragione della proposta dell’Amministrazione comunale, formalizzata con la delibera di Giunta comunale, di provvedere con onere a proprio carico all’esecuzione degli interventi di manutenzione necessari per il mantenimento in esercizio della struttura. Nonostante il detto impegno economico da parte dell’Amministrazione comunale il Provveditorato regionale della Campania ha proposto comunque la soppressione dell’Istituto, fondata sull’asserita antieconomicità in termini di costi/benefici, che seppure formalmente legittima si reputa del tutto inadeguata e non rispettosa del sistema delle autonomie locali ancora una volta sottomesso alla logica della centralismo statale“.

Per gli amministratori salesi “occorre continuare ad insistere affinché siano accolte le istanze per una soluzione possibile al fine di mantenere la struttura nella città evitando un’ulteriore spoliazione del territorio dopo la già sofferta soppressione del Tribunale“. Per questo motivo il Comune di Sala Consilina proporrà ricorso dinanzi al TAR Campania Sezione di Salerno, avverso e per l’annullamento, previa sospensione, del Decreto del Ministro della Giustizia del 30 settembre scorso e di tutti gli atti presupposti e conseguenti con cui è stata confermata la soppressione della Casa Circondariale.

– Chiara Di Miele –

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