
Dalle prime ore di questa mattina nelle province di Salerno, Napoli, Avellino e Potenza la Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di diverse persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di usura e di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Tra i destinatari della misura anche un uomo di Salerno che stava scontando una pena a Potenza.
L’attività d’indagine, che ha avuto inizio nel mese di luglio, ha consentito di disvelare l’esistenza di una articolata rete criminale composta da persone interne o vicine a tre sodalizi camorristici, operanti nelle province di Salerno, Avellino e nella provincia di Napoli.
Questi ultimi, avvalendosi del metodo mafioso, hanno estorto a due giovani imprenditori conciari dell’avellinese in gravi difficoltà economiche ingenti somme di denaro, profitto di prestiti usurari precedentemente concessi.
Il provvedimento d’urgenza si è reso necessario, oltre che per interrompere le attività delittuose, anche per scongiurare pericoli per l’incolumità delle parti offese, fatte oggetto, nel corso delle ultime settimane, di sempre più incessanti richieste di pagamento con esplicite minacce.
In totale, per l’esecuzione delle misure cautelari, sono stati impiegati 120 operatori (tra i quali quattro unità piloti-droni dell’Ufficio Supporto Indagini Tecniche della DIA). In supporto alla DIA, per la sola fase esecutiva, sono stati impiegati agenti appartenenti alle Questure di Avellino e Salerno, militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Napoli, Salerno, Avellino e Potenza e dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Avellino e di Salerno. Conseguentemente, sono state attivate le Procure di Avellino, Nocera Inferiore, Torre Annunziata e Potenza per le successive richieste di convalida ai competenti Uffici GIP.
Il provvedimento eseguito non comporta alcun giudizio di responsabilità definitivo, essendo sottoposto al vaglio dei giudici competenti nelle fasi ulteriori del procedimento penale e comunque è sempre impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame.



