“Fermo! Un Pokémon è vicino a te”. Sono state queste le parole che due giorni fa mentre ero per strada mi ha rivolto un ragazzino poco più che adolescente mentre mi “puntava” con il suo cellulare.

In un primo momento ho pensato “o io o lui o tutti e due siamo impazziti”. Quando poi gli ho chiesto cosa stesse accadendo mi ha detto “sono a caccia di Pokemon” e si è allontanato. Da quel momento grazie ad una ricerca su Google mi si è aperto il mondo “parareale” creato dall’app Pokémon Go grazie alla quale anche il Vallo di Diano dallo scorso 15 luglio, ossia da quando l’applicazione è arrivata in Italia, si è popolato di cacciatori di Pokémon e da un paio di giorni è nato su Facebook il gruppo “Pokémon go – Community Vallo di Diano” dedicato ai cacciatori armati di smartphone.

Sia chiaro: non è mia intenzione criticare chi si diverte in questo modo, però un appunto va fatto a chi aggiunge al divertimento l’incoscienza e rischia di fare del male a se stesso e agli altri.

A chi mi riferisco? A chi per velocizzare la caccia decide di mettersi in macchina e mentre con una mano tiene il volante, con l’altra tiene il cellulare, guardando nel display invece di guardare la strada, con la speranza che si materializzi il Pikachu di turno per poi, in modo intelligente, fermarsi di colpo per catturare la preda, come ha fatto nel centro di Sala Consilina un giovane cacciatore che per poco non è stato tamponato da un’auto.

Divertirsi in modo incosciente potrebbe poi far sì che i cacciatori finiscano per diventare a loro volta prede, ma di Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani.

– Erminio Cioffi –


 

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