
Il Tribunale di Lagonegro potrebbe chiudere.
L’allarme è stato lanciato dall’Associazione Nazionale Magistrati, secondo cui la sede rientrerebbe tra gli 87 tribunali italiani su 139 considerati privi di numeri sufficienti per continuare a operare.
Sulla vicenda vige grande attenzione ed è intervenuto anche il Presidio Libera che parla di “una decisione con conseguenze pesantissime per il territorio”.
“La scomparsa di un presidio di legalità così importante non rappresenta solo un problema logistico ma un grave indebolimento della presenza dello Stato in un’area già fragile. Il timore è che la chiusura del tribunale possa avere ripercussioni dirette anche sulla lotta alla criminalità organizzata, in un contesto territoriale strategico e delicato”.
Libera contesta anche il principio degli accorpamenti, ritenuti inefficaci: “Anziché migliorare il servizio, rischierebbero di allontanare la giustizia dai cittadini, aumentando i costi e allungando i tempi dei procedimenti. La presenza dello Stato non si misura solo con numeri ma con la vicinanza concreta ai cittadini. La legalità ha bisogno di presìdi di prossimità”.
Anche l’Unione Lucana del Lagonegrese segue con particolare attenzione il dibattito in corso sulla revisione della geografia giudiziaria, anche alla luce delle ipotesi di riforma avanzate dall’Associazione Nazionale Magistrati, che rischiano di incidere in modo significativo su un’area territoriale ampia, articolata e interregionale, già caratterizzata da condizioni di fragilità infrastrutturale e sociale.
“Il Tribunale di Lagonegro rappresenta un presidio fondamentale per un’area che coinvolge comunità appartenenti a più regioni. In questo contesto, la presenza di servizi giudiziari prossimi ai cittadini assume un valore essenziale sotto il profilo dell’accesso alla giustizia e della coesione istituzionale – afferma – L’Unione prende atto delle posizioni espresse in queste settimane dall’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e, più in generale, dalle rappresentanze professionali e dagli operatori del settore, che testimoniano l’attenzione e la sensibilità diffuse su un tema di così rilevante interesse pubblico. Riteniamo che il confronto debba svilupparsi in modo costruttivo, tenendo insieme due esigenze fondamentali: la necessità di garantire efficienza e funzionalità al sistema giudiziario e la tutela della presenza dello Stato nei territori, unitamente all’effettivo accesso dei cittadini ai servizi. Riteniamo, inoltre, che la specificità del bacino di utenza interregionale servito dal Tribunale di Lagonegro non possa essere ricondotta a una mera applicazione di parametri numerici o standard organizzativi, quali il numero dei magistrati o i carichi di lavoro, ma debba essere valutata tenendo conto delle caratteristiche territoriali, della complessità dell’area di riferimento e delle effettive esigenze delle comunità coinvolte. Alla luce di tali considerazioni, l’Unione dei Comuni del Lagonegrese esprime una posizione di netta contrarietà rispetto a ipotesi di riorganizzazione che possano determinare la soppressione o il ridimensionamento del presidio giudiziario ritenendo tali soluzioni non coerenti con le esigenze del territorio e con la tutela effettiva dei diritti dei cittadini.
Per queste ragioni, l’Unione dei Comuni del Lagonegrese ritiene utile promuovere un momento di confronto istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati, al fine di approfondire le possibili soluzioni e valutare ogni opzione utile a salvaguardare il ruolo del presidio giudiziario di Lagonegro. L’obiettivo è contribuire, in modo responsabile e unitario, a un percorso condiviso che tenga conto delle esigenze dei cittadini e delle caratteristiche del territorio.
L’Unione conferma la propria disponibilità a svolgere un ruolo di raccordo istituzionale, nella consapevolezza che temi di questa rilevanza richiedono equilibrio, collaborazione e senso di responsabilità da parte di tutti.



