Ha destato l’indignazione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, la notizia del rinvio a giudizio per Alessio Feniello, papà di Stefano, il 28enne di Valva che perse la vita dopo una valanga di neve che distrusse l’Hotel Rigopiano di Farindola, in Abruzzo, nel gennaio del 2017.

Il Gip del Tribunale di Pescara, Elio Bongrazio, ha infatti disposto il decreto di giudizio immediato per l’uomo dopo l’opposizione al decreto penale di condanna. Alessio è accusato di aver violato i sigilli apposti dall’Autorità Giudiziaria per delimitare l’area in cui si verificò la tragedia, sottoposta a sequestro.

Pazzesco, andrò al processo con lui” ha esclamato Salvini attraverso la sua pagina Facebook, strumento particolarmente utilizzato dal ministro per comunicare con il resto del Paese. Dal canto suo il padre di Stefano ha commentato:”Se un ministro si schiera dalla mia parte vuol dire che alla Procura di Pescara qualcosa non va“.

Sembrerebbe che Feniello si sia introdotto nell’area sequestrata, nonostante la diffida, per portare dei fiori sul posto dove il figlio ha perso la vita. Il Tribunale di Pescara nel novembre scorso lo ha condannato a pagare una multa di 4550 euro. Alessio non ha ottemperato a quest’obbligo. “Ho sempre sostenuto che avrei affrontato il processo” ha commentato su Facebook. L’udienza è fissata per il prossimo 26 settembre.

Oggi l’esternazione da parte di Salvini che, in questo modo, dimostra la sua solidarietà all’uomo colpito dalla tragica scomparsa del giovane figlio.

– Chiara Di Miele –


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