E’ stata dimessa questa mattina dall’ospedale “Luigi Curto” di Polla Michela Di Giore, insegnante di Atena Lucana contagiata dal Coronavirus e seguita da tantissimi sui social grazie alla sua idea, “Vita da Covid“, un reportage quotidiano dal reparto con foto, pensieri, video ed emozioni che hanno contrassegnato il periodo di ricovero.

Michela risponde a telefono mentre attende il foglio delle dimissioni, emozionata per il rientro a casa, dove ad attenderla ci sono il marito e le figlie.

  • Siamo giunti alle dimissioni, Michela. Adesso puoi tracciare un bilancio di questa esperienza.

Non è stata un’esperienza positiva, ma di crescita. Mi ritengo fortunata, per me è stata una vacanza in cui ho appreso tante cose. La prima settimana abbiamo toccato il dolore, ero frastornata. Ricordo il distacco con la mia compagna di camera, ci osservavamo da lontano. Però ascoltavo i lamenti di chi non ce l’ha fatta ed è stata la cosa più difficile. Nonostante ciò ho sempre avuto una parola di conforto per tutti, anche solo uno sguardo o un buongiorno. Quando ho scoperto che il nostro vicino di camera non ce l’aveva fatta, perchè non ho sentito il fischio dell’ossigeno, ho pianto tanto. Il giorno prima avevamo fatto una preghiera per lui, non pensavo alla sua morte.

  • In questi giorni hai avuto paura per te?

Non ho mai avuto paura. Dal momento in cui mi è stato comunicato che ero contagiata il mio primo pensiero è stato quello di lasciare casa e andare in ospedale. Non ero in condizioni gravissime, ero solo preoccupata che potesse cambiare qualcosa. Nell’ospedale di Polla mi sono sentita protetta.

  • Sembra quasi che tu lasci l’ospedale con un pizzico di malinconia.

Sì, è vero. Perchè con gli amici che ho conosciuto abbiamo vissuto all’ennesima potenza, nel bene e nel male. Ti accorgi che puoi vivere il dolore e in quel dolore ritrovi la forza per poter vivere. Il dolore si tramuta in una sorta di positività. Le cose che mi circondano le vedo da un altro punto di vista, a 360 gradi.

  • Sai che grazie al tuo report “Vita da Covid” hai dato coraggio a tante persone?

Non me l’aspettavo. Per me è stata una forma di liberazione, perchè il tempo in ospedale non passa. Ho iniziato a raccontare e poi la gente ha iniziato a scrivermi e darmi coraggio. Io non mi sento speciale, volevo solo esprimere il mio dolore. Se ciò è servito ad aiutare gli altri a me fa molto piacere. In tanti mi stanno chiedendo di continuare a scrivere anche dopo. Ci penso, perchè ho scoperto che è molto bello poter esprimere i sentimenti scrivendo e trasmettendo un messaggio anche ad altri.

– Chiara Di Miele –

Un commento

  1. Niglio marco says:

    Grande

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