Il primo tampone il 6 marzo, risultato positivo il giorno dopo, ancora positivo per due volte dopo altri quindici e trenta giorni, la doppia negatività dopo 42 giorni e il rientro al lavoro. E’ la storia di Deborah Pignataro, 25enne di Bella, infermiera che lavora a Milano presso un istituto clinico scientifico che ospita numerosi pazienti positivi al Covid-19.

E’ una delle tante operatrici sanitarie in trincea. Tra le pazienti più giovani in Italia, in particolare tra gli operatori sanitari, ad aver contratto il virus e ad averlo battuto. Vinta la guerra contro il nemico invisibile, è già rientrata al lavoro.

Ci proteggevamo – ha dichiarato – con tutti i DPI previsti. Probabilmente ho contratto il virus sul posto di lavoro. Ad inizio marzo tutti noi operatori siamo stati sottoposti al tampone, io il 6 marzo, ricordo che smontavo dalla notte. Tornata a casa la mattina, mi sono addormentata e risvegliata dopo qualche ora. Ero tutta indolenzita e non riuscivo ad alzarmi dal letto, la febbre era salita quasi a 38. Il giorno dopo stavo bene, la domenica sono tornata a lavoro e mi hanno comunicato la positività al tampone”.

Da qui, oltre un mese di paura, ansie, ma anche la forza di battere il virus: “E’ iniziato così il mio isolamento, sola a casa. Nei primi 15 giorni ho avuto tosse e dispnea, soprattutto notturna, perdita di gusto e olfatto. Dopo 15 giorni, il tampone ha dato ancora esito positivo. Poi nessun sintomo, solo la temperatura a 37. Trascorsi altri 15 giorni, mi fanno altri due tamponi, uno negativo, l’altro, due giorni più tardi, debole positivo”.

Il virus sembrava proprio volersi impossessare della giovane infermiera di Bella. Ma poi la buona notizia: “Passa un’altra settimana senza tosse e in forma, ripeto i due tamponi e finalmente sono negativi e la guarigione”.

Non ha perso tempo ed è subito tornata al lavoro, con tutti i rischi del caso. Ma ammette: “Ho avuto paura, il virus sembrava che non volesse abbandonarmi. Ora per fortuna tutto è passato, sono finalmente guarita e torno a lavorare”.

– Claudio Buono –

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