Nei giorni scorsi un gruppo di 8 volontari della rete G.O.P.I. ha raggiunto il campo degli sfollati di Amatrice gestito dall’ANPAS, per consegnare generi alimentari raccolti nei comuni del Vallo di Diano e della Valle del Sele – Tanagro.

Mentre ci avvicinavamo ad Amatrice provavo delle emozioni contrastanti. Ho avuto già una prima esperienza durante il sisma dell’Aquila, quindi immaginavo lo scenario in cui mi addentravo, ma al tempo stesso è difficile incrociare gli occhi interrogativi e terrorizzati della gente – racconta Andrea Grippo, rete G.O.P.I Caggiano – Ho conosciuto una signora che raggiungeva il campo ogni sera, cenava con il marito, ma non si addentrava né pernottava. Il suo era un gesto dettato dalla paura, ma anche dalla volontà di reagire e non sentire i racconti degli altri sfollati. Il campo era quasi vuoto, solo in 11 vi hanno pernottato quella notte.”

“La sera che siamo giunti al campo di Amatrice, ci siamo incamminati lungo il corso principale del piccolo paese, dove regnava un silenzio che incuteva paura – dice Antonio Adesso, rete G.O.P.I. Caggiano – intorno a noi solo cumuli di pietre e nel buio si notava imponente il campanile con l’orologio fermo alle 3:36, l’ora del sisma.”

Altri 10 volontari hanno raggiunto quelli presenti per montare, ad Arquata del Tronto, la tendostruttura del comune di Caggiano usata come mensa per sfollati e volontari.

“Le persone hanno perso tutto, alcuni anche amici e parenti, non è semplice confrontarsi con i loro occhi pieni di paura e smarrimento – racconta Antonio Cafaro, rete G.O.P.I. di Pertosa – Ma ho avuto la consapevolezza che la macchina dei soccorsi per loro rappresenta una certezza in cui credere e aggrapparsi per proseguire la vita.”

– Rosanna Raimondo –


 

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