
La Soprintendenza di Salerno e Avellino è venuta a conoscenza di un episodio vandalico ai danni dell’Acquedotto medioevale di Salerno dove si sarebbe verificato il tentativo di vendita di blocchi lapidei sottratti dai “Ponti del Diavolo”.
L’antico manufatto nel centro cittadino rappresenta uno dei simboli identitari più iconici di Salerno. Oltre alla sua funzione architettonica di redistribuzione delle acque alle strutture monastiche della zona occidentale, l’acquedotto è intriso di valore storico e simbolico: è il luogo dove, secondo la leggenda, si incontrarono i quattro fondatori della celebre Scuola Medica Salernitana.
La Soprintendenza si è attivata per verificare lo stato di conservazione del bene, programmando insieme al Comune sopralluoghi tecnici urgenti per accertare le criticità conservative e verificare eventuali distacchi di materiale.
“L’episodio di vandalismo riportato può servire da monito: il furto e il danneggiamento di beni culturali sono reati gravi, puniti dalla legge. Il rispetto del patrimonio culturale non è solo un obbligo normativo, ma un impegno morale per rinsaldare il legame profondo tra la comunità e le proprie radici storiche e identitarie” fanno sapere dalla Soprintendenza.

