
Una vasta operazione contro la pedopornografia online è stata condotta dagli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli – IV Sezione “Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione”.
L’indagine, denominata Operazione Ganymede e avviata a febbraio, ha consentito di smantellare una rete dedita allo scambio e alla diffusione di materiale pedopornografico attraverso piattaforme digitali particolarmente riservate e caratterizzate da elevati sistemi di anonimizzazione. Gli investigatori, operando sotto copertura negli ambienti virtuali frequentati dagli utenti coinvolti, hanno svolto un lungo e complesso lavoro di infiltrazione online, monitorando diversi canali utilizzati per il caricamento, la conservazione e la condivisione di contenuti illeciti.
Attraverso sofisticate attività di digital forensics e analisi informatiche è stato possibile ricostruire le identità digitali degli utilizzatori e risalire alle persone coinvolte. Gli elementi raccolti hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere 11 decreti di perquisizione eseguiti nelle province di Napoli, Avellino, Salerno, Benevento, Caserta e Potenza, con il coinvolgimento di circa 50 operatori specializzati della Polizia Postale. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi informatici e individuate le applicazioni utilizzate per la gestione e la condivisione del materiale illecito. L’analisi tecnica del materiale rinvenuto ha permesso di recuperare un ingente quantitativo di immagini e video pedopornografici, compresi contenuti raffiguranti gravissimi abusi ai danni di minori anche in tenerissima età.
L’attività investigativa ha portato all’arresto in flagranza di 8 persone, tra cui una a Salerno. Gli arrestati, di età compresa tra i 47 e i 70 anni, risultano residenti anche nelle province di Napoli, Avellino e Caserta. Altre due persone, tra cui una a Potenza, sono state denunciate.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità. Per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

