
Cittadini nuovamente in piazza ad Agropoli per chiedere la riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino.
“Siamo disperati ma non rassegnati. I morti urlano giustizia” con questo slogan il corteo pro ospedale è partito da Piazza della Repubblica e ha attraversato tutta la città per poi giungere davanti al nosocomio. Alla manifestazione hanno preso parte anche diversi sindaci, associazioni e sindacati.
“In tanti e di ogni fascia d’età hanno sfilato al corteo pro ospedale. Anche noi sindaci e amministratori di diverse aree del comprensorio cilentano, insieme a rappresentanti del Parlamento, del Consiglio regionale, al presidente dell’Ente Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ci siamo uniti ai cittadini ribadendo che Agropoli e tutti i Comuni limitrofi vogliono vedere tutelato il legittimo diritto alla salute – commenta il sindaco Roberto Mutalipassi – È necessario un Pronto Soccorso attivo che possa fornire risposte in tempi limitati in caso di emergenza. Così come per il corteo dell’8 agosto scorso, la richiesta è chiara e semplice: il Presidio Ospedaliero di Agropoli vuole risposte concrete e immediate! Confidiamo che arrivino il prima possibile dalla Regione Campania e dal presidente Roberto Fico”.
“È stata una giornata bellissima – scrive il Comitato 8 agosto – Pro Ospedale di Agropoli – Vogliamo ringraziare tutti i presenti, nessuno escluso. Grazie alle istituzioni che non possiamo citare perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Loro hanno dato un valore in più aggiunto. Grazie ai cilentani, la forza del popolo è anche questo: un momento pacifico di condivisione. La gente è stato il fulcro di tutto. Grazie, poi, a Gisella Botticchio, Nicola Botti e Francesco Voso, rigorosamente in ordine alfabetico, per l’impegno profuso in questi ultimi giorni. Hanno messo il cuore e l’anima, ma anche tanto sudore e fatica, per la ottima riuscita della manifestazione. Ora, andiamo avanti, continuiamo a combattere per il nostro diritto”.
Già sabato sera Antonio Corrado Mancino si è seduto con le catene ai polsi davanti al presidio ospedaliero chiedendo la riapertura del Pronto Soccorso.




