“Il Venezuela è per gli italiani una nazione nella quale si può ancora vivere discretamente, seppure la criminalità abbia raggiunto livelli altissimi. I sequestri di persona fanno sempre più paura”.

A dichiararlo è Michele Vertuccio, imprenditore 74enne residente nel paese sud americano, in questi giorni in vacanza a Teggiano, suo paese natìo.

Il riferimento è alla recente scomparsa, in territorio venezuelano, del valdianese Franco Cancro che, seppure la notizia non sia stata confermata, sarebbe stato ucciso a seguito di un rapimento da parte dei guerriglieri. Lo stesso Vertuccio, come si ricorderà, qualche anno fa ha vissuto la terribile esperienza del sequestro. Fu, infatti, prelevato il 21 agosto del 2008 da un gruppo armato a Barinas, grossa città al confine con la Colombia.

“Sono tanti gli italiani e i valdianesi che vivono e lavorano in Venezuela – racconta il teggianese – Il lavoro c’è e la situazione economica è dignitosa. Il dramma è rappresentato dai fenomeni criminali. Le principali responsabilità – sottolinea – sono da attribuire al governo del presidente Hugo Chavez ed alle sue politiche populistico-dittatoriali.
Sono stati troppi negli anni colombiani ai quali è stato permesso di ottenere anche la nazionalità venezuela ed ora dobbiamo fare i conti con la guerriglia. Per quel che riguarda i sequestri di persona – spiega il 74enne – vi sono due tipologie, ovvero quello lampo che può implicare anche l’uccisione, nel caso non si accontentino subito le richieste dei sequestratori e quello classico, come nel mio caso”.

Vertuccio fu tenuto prigioniero per quattro lunghi mesi e rilasciato solo dopo il pagamento del riscatto da parte dei familiari.

“Sono stato prelevato e condotto in una località sconosciuta – afferma – I rapitori sono molto ben organizzati e sanno come muoversi anche perché non trovano grossi ostacoli davanti a sé. Le autorità – continua Vertuccio – non sono, infatti, fornite di mezzi e non possono fare molto per contrastare tale fenomeno. Negli anni sono stati tanti gli italiani rapiti, alcuni dei quali, purtroppo, uccisi. La cosa inquietante è che, negli ultimi tempi, sono arrivati a sequestrare anche i bambini”.

Il 74enne teggianese chiude la chiacchierata, con un riferimento alla risorsa petrolio, abbondante in Venezuela ed alle elezioni presidenziali del prossimo 7 ottobre. Che potrebbero voler dire per Chavez, alla guida del paese da 13 anni, un rinnovo del mandato per ulteriori sei anni.

“A livello economico si sta bene, c’è il petrolio che, stando a quanto dichiarato, non dovrebbe esaurirsi prima di 100 anni.
Per quel che riguarda l’appuntamento con le urne…speriamo possa cambiare qualcosa”.

– Cono D’Elia –

 

 

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