Un episodio eclatante, forse soprannaturale, forse fin troppo terreno, tuttavia contraddistinto da aspetti ancora poco chiari, poco approfonditi o quantomeno non portati a conoscenza della collettività.
Stiamo parlando della lacrimazione della statua di Sant’Antonio, fenomeno verificatosi nel 2010 presso il convento francescano di Polla.
Il 12 giugno di 2 anni fa, vigilia della festività del santo, uno dei frati presenti (padre Ippolito), nell’avvicinarsi alla statua lignea ‘600esca, avrebbe visto l’occhio sinistro della scultura inumidito e due gocce di liquido sulle guance.
E avrebbe immediatamente informato l’allora Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Angelo Spinillo.
Appena diffusasi la notizia, troupe televisive e curiosi si precipitarono sul posto, vogliosi di saperne di più. Singolare, al riguardo, quanto raccontato da un cronista. Giunto davanti al complesso, approfittò dell’uscita di uno dei frati per chiedergli se fosse vero quanto si andava dicendo e se effettivamente la statua avesse lacrimato. Al che il frate dichiarò che non era accaduto nulla e che il Vescovo era accorso sul posto a causa di un infortunio subito da padre Tommaso.
Il giorno seguente all’accaduto Mons. Spinillo si recò presso il complesso conventuale, disponendo la secretazione della statua. Ci fu anche un summit con i Carabinieri.
All’interno del verbale si riportarono le testimonianze dei monaci e le foto della scultura. Si procedette, poi, a prelevare circa 10 cc di liquido dal volto della statua da inviare ai Carabinieri del Racis di Roma che avrebbero provveduto ad analizzarlo e a verificare se contenesse tracce di Dna. Mentre si affacciava all’orizzonte la notizia di un presunto miracolo.
Una bimba di tre anni, affetta da una grave forma di leucemia, sarebbe guarita per intercessione di S. Antonio di Padova a cui la famiglia si era rivolta, pregando proprio nel convento dei frati minori di Polla. Il Vescovo Spinillo incontrò i genitori della piccola, per poi, qualche giorno dopo, istituire la Commissione d’indagine storico, teologico e scientifica. Commissione composta da tecnici, storici ed esperti del settore e demandata, al termine di apposite verifiche ed indagini, ad esprimersi in merito al fenomeno della lacrimazione.
Intanto si attendevano i risultati delle analisi del Ris in merito al liquido prelevato dalla statua del santo.
Iniziò a diffondersi la voce, poi confermata dal Vescovo, che la quantità di fluido estratto fosse troppo ridotta e non sufficiente al fine di fare chiarezza sulla sua natura.
Nel 2011, delle analisi relative alla radiografia della statua sembrarono non escludere l’evento soprannaturale. Nello stesso anno il convento di Polla ospitò le reliquie del Santo patavino.
Alla luce di ciò c’è chi non la ritiene del tutto credibile la versione della Chiesa e chi, invesant'antonioce, alla luce di tale indefinito scenario, propende per l’evento miracoloso.
Fatto sta che, a distanza di due anni, ognuno è rimasto della propria idea. Riscontri oggettivi non ce ne sono stati. Nel frattempo si è creato il partito di chi crede fermamente nel miracolo e quello di chi è scettico a prescindere, ma tra i due ha, fisiologicamente, preso corpo anche un terzo partito.
Quello, cioè, di coloro che, senza preconcetti, né sovrastrutture mentali, si interessano, osservano, seguono e vogliono sapere come sono andate le cose.
Da più parti si ha, infatti, la sensazione che la vicenda sia stata archiviata. E’ stato davvero detto tutto?
– Cono D’Elia – ondanews –

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