L’inchiesta sul probabile sversamento di rifiuti tossici nel Vallo di Diano parte sul finire degli anni ’90.
  • Il giornale on line “Casertasette.com”, in un articolo del 1999 titolava Rifiuti, inchiesta “Cassiopea”: c’e’ anche Cardiello “Re Mida”

“Tra gli indagati dell’inchiesta «Cassiopea» figura anche un cittadino originario del Vallo di Diano. Il suo nome è Luigi Cardiello. Dovrà comparire davanti al gup del Tribunale di S. Maria Capua Vetere per rispondere di associazione per delinquere, disastro ambientale, avvelenamento di acque, realizzazione e gestione di discariche abusive, getto pericoloso di cose, truffa ed abuso di ufficio. Si tratta di un’inchiesta mastodontica riguardante il percorso di circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi smaltiti illecitamente per anni da un’organizzazione criminale ramificata in tutta Italia.
A reggere le fila del traffico, un circuito criminale sostenuto da legami e connivenze fra ditte di trasporto rifiuti, agenzie di intermediazioni, centri di stoccaggio, attività di recupero rifiuti e impianti di smaltimento.
L’attività illecita è stata possibile grazie ad operazioni di falsificazioni di documentazione amministrativa, certificati di analisi dei rifiuti, formulari di identificazione dei rifiuti, documenti di trasporto e fatture, che hanno consentito di simulare il recupero dei rifiuti speciali in fatiscenti ed a volte inesistenti impianti di recupero, mentre in realtà venivano smaltiti illegalmente in cave dismesse, terreni e capannoni”.

  • Il 25 Novembre del 2003 è il quotidiano “Repubblica” a titolare “Giugliano crocevia dei rifiuti illegali, 19 arresti”

“Al telefono uno degli indagati si vantava di saper trasformare la spazzatura in oro. Non sapeva che quella frase, intercettata dai carabinieri, avrebbe fornito lo spunto per chiamare in codice «Re Mida» l’indagine su un traffico illecito di rifiuti condotta dalla procura di Napoli e sfociata ieri nell’arresto di 19 persone, oltre al sequestro di una ventina di impianti e di un laboratorio d’analisi. In Campania veniva sversata, illegalmente secondo gli inquirenti, immondizia proveniente da altre regioni d’Italia.
Questo materiale sarebbe stato fittiziamente lavorato presso impianti ritenuti nella disponibilità degli indagati e poi sversato in cave e terreni controllati sempre dalle stesse persone. Oppure venivano “tombati” in ampie buche realizzate in terreni agricoli e ricoperti con terreno vegetale, con la conseguenza, rilevano i giudici, che tutte le sostanze inquinanti venivano direttamente assorbite dal terreno e poi rilasciate ai prodotti coltivati. Sul territorio una rete di pastori veniva pagata per avvisare in caso di controlli delle forze dell’ordine.”

  • Il 22 Dicembre del 2005 , un articolo pubblicato su “Il Manifesto” dal titolo “Rifiuti, Blitz a Viterbo”, riferiva testualmente:

“Giro d’Italia”, arrestato un imprenditore: trovava gli impianti per gli smaltimenti illeciti. Aveva gestito 10.000 tonnellate di monnezza proveniente dal nord. Era stato coinvolto in “Re Mida” e “Cassiopea”. Il giro d’affari era di centinaia di migliaia di euro
Ancora una persona in manette: Luigi Cardiello, 62 anni residente a Lucca, gestore di importanti società di intermediazione e recupero rifiuti. L’uomo era già stato sottoposto a misura cautelare nel novembre 2003, su richiesta della Procura di Napoli, nell’ambito dell’operazione “Re Mida” Secondo gli inquirenti, Cardiello costituiva uno dei principali tasselli dell’organizzazione dedita allo smaltimento di rifiuti pericolosi e non in siti non autorizzati.
Si tratta di fanghi industriali, terre provenienti da bonifiche, scorie e ceneri di acciaieria e termo distruttori contenenti rifiuti sanitari a rischio infettivo. L’uomo avrebbe avuto il compito di procacciare impianti per il trattamento dei rifiuti che effettuassero la declassificazione fittizia dei rifiuti.  rifiuti erano trasformati solo sulla carta.
I carabinieri hanno scoperto che Cardiello ha gestito circa 10milioni di kg di rifiuti solidi urbani e fanghi provenienti da società del nord e centro Italia, per un guadagno illecito di oltre centinaia di migliaia di euro”.

Rifiuti e Vallo di Diano. E la storia continua...

Cono D’Elia – ondanews –

 

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