Oggi partirà uno screening per la ricerca del Covid-19 su tutto il personale in servizio presso la Casa Circondariale “A. Santoro” di Potenza. Il Segretario regionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) Saverio Brienza, attraverso una nota sindacale a propria firma, ha espresso viva gratitudine al Dott. Sergio Maria Molinari, Direttore U.O.C. del Distretto della Salute presso l’ASP di Potenza, per la sensibilità dimostrata nei confronti degli operatori penitenziari ed in particolare nei confronti della Polizia Penitenziaria e con ha ringraziato anche la Direzione della Casa Circondariale di Potenza per aver sapientemente avviato fattivamente le procedure di intesa con l’ASP.

La Polizia Penitenziaria è un importante presidio di sicurezza al Servizio dello Stato e opera in situazioni con gravi rischi per la salute – afferma Brienza –, ancor più gravose dato il particolare contesto emergenziale dovuto alla pandemia Covid-19, pertanto un programma di screening non può che sortire un importante effetto di serenità lavorativa tra tutto il personale e di monitoraggio anche nell’ambito del sistema penitenziario”.

Il Sappe ritiene che procedere sistematicamente ad un programma di screening di tale portata, organizzato periodicamente per tutti gli operatori penitenziari, non può che essere uno strumento di garanzia per la salute non soltanto per gli stessi operatori, ma anche nei confronti della popolazione detenuta e della società esterna con la quale il personale intrattiene la propria vita personale e professionale.

Sarebbe auspicabile – scrive Brienza nella nota indirizzata al Dott. Molinari –, che tale programma venisse ampliato con urgenza anche al personale in servizio presso tutti gli istituti penitenziari lucani, in particolare a quello di Melfi e all’Istituto Penale per Minorenni di Potenza, in quanto, da quando è nata l’emergenza, sono stati sottoposti ad un unico test, risalente al mese di maggio scorso”.

Un altro passo fondamentale in merito all’emergenza sanitaria – evidenzia Brienza – sarebbe quello di poter attivare nel più breve tempo possibile la campagna vaccinale anti-Covid a tutto il personale e a tutti i detenuti, poiché il Carcere è un luogo che certamente non può permettersi contagi che potrebbero rivelarsi disastrosi, pertanto auspichiamo che le Autorità preposte possano immediatamente procedere alla totale vaccinazione anche nell’ambito penitenziario così come si sta procedendo per altre categorie di lavoratori ad alto rischio”.

– Paola Federico –

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