Condanna bis per l’imprenditore battipagliese Antonio Campione e la moglie Maria Coppola. I giudici della Corte d’Appello di Salerno hanno confermato la sentenza di primo grado, 4 anni e 2 mesi per lui, 2 anni e 8 mesi per lei, per una tentata estorsione ai danni di un ristoratore e dei suoi familiari.

Come si legge su “Il Mattino”, nelle motivazioni della sentenza si fa riferimento anche ai timori della vittima sia “a causa dell’insistenza delle minacce formulate da Campione che per la sua fama criminale”.

La vicenda nasce quando alcuni locali, in via Gramsci a Battipaglia, di proprietà di Coppola, vennero confiscati previo sequestro dal Tribunale di Salerno. A quel punto Campione convocò il gestore del ristorante di via Gramsci chiedendogli 4mila euro mensili, per il locale che era in fisso ad una cifra inferiore. Il ristoratore non accettò, in quanto già pagava un canone di 1890 euro pattuito direttamente con il custode giudiziario e non voleva corrispondere altri 2mila euro in nero.

Campione si sarebbe rivolto all’affittuario più volte in tono minaccioso affermando che “il custode non contava nulla” e i soldi avrebbe dovuto consegnarli a lui.

Il ristoratore fu molto intimorito dalle minacce ricevute, tanto da cedere la gestione del locale al figlio, ma le richieste del pagamento in nero non si arrestarono.

Alla fine le parti lese denunciarono tutti i fatti e la vicenda si è ora finalmente conclusa.

– Paola Federico –

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