
Si è concluso al Tribunale di Vallo della Lucania il procedimento giudiziario sulla gestione del sistema fognario e dei depuratori di Camerota, nato da un’inchiesta su presunti scarichi non trattati in mare e nei corsi d’acqua.
Il sindaco Mario Salvatore Scarpitta è stato condannato a un anno e otto mesi per omissione di atti d’ufficio, l’ex sindaco Antonio Romano a un anno e sei mesi, così come il Responsabile dell’Area Tecnica.
Assolta, invece, una tecnica del Comune per non aver commesso il fatto, mentre alcuni capi d’imputazione si sono prescritti.
Il processo ha riguardato la gestione degli scarichi fognari di Marina di Camerota, Lentiscosa e Licusati, relativamente soprattutto al funzionamento degli impianti di pretrattamento e alle condotte sottomarine. Per l’accusa vi sarebbero stati degli sversamenti non adeguatamente depurati nei valloni delle Fornaci e Marabisi, coinvolgendo le acque di Cala Bianca.
L’Arpac attraverso le sue analisi avrebbe evidenziato varie volte il superamento dei limiti previsti dalla legge sugli scarichi idrici. Inoltre è stato contestato dall’accusa il cattivo funzionamento delle vasche di pretrattamento e delle stazioni di sollevamento, rilevando condotte e omissioni che sarebbero andate avanti per alcuni anni nel corso di diverse Amministrazioni comunali.
Nel procedimento risultano quali parti offese il Ministero dell’Ambiente e il Comune. Si attende ora il deposito delle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale.

