Divertimento, solidarietà e integrazione. Il “Sassano Beer Fest” sa coniugare queste importanti azioni e i ragazzi dell’associazione “Sassano…arte, cultura e spettacolo”, organizzatori della manifestazione che si svolgerà dal 20 al 24 luglio nella Tenuta Romanelli tra Sassano e Monte San Giacomo, hanno realmente volto lo sguardo verso una realtà valdianese che quotidianamente è impegnata nel sociale.

Si tratta de “La Bottega dell’Orefice”, centro polifunzionale diurno nato nel 2005 da un’idea di don Vincenzo Federico, che si prende cura di ragazzi affetti da disabilità mentale operando su tutto il Vallo di Diano. Gli ospiti che ogni giorno frequentano il centro, circa 15, si mettono alla prova lavorando ad una serie di attività, tra cui il piccolo laboratorio di falegnameria da cui prendono forma e vita oggetti in legno e bomboniere.

E’ dalle mani dei ragazzi della grande famiglia de “La Bottega dell’Orefice” che sono stati realizzati in questi giorni i tavoli e le panche in legno che serviranno ad arredare, dal 20 al 24 luglio, l’Area Privè del “Sassano Beer Fest”. Una novità di questa terza edizione del festival di birre internazionali consistente in una zona speciale della Tenuta Romanelli dove ogni sera, su prenotazione, si potrà sedere al proprio tavolo con cameriere e spillatore per birra personale.

La nostra associazione non si limita soltanto a mettere in piedi la festa della birra – spiega Antonio Romanelli, tra gli organizzatori del “Sassano Beer Fest” – ma cerca di impegnarsi anche nel sociale e per questo motivo un piccolo ricavato della festa sarà devoluto al centro che, gratuitamente, ha creato per noi panche e tavoli. E’ un’associazione che ha una sensibilità a 360° e ci fa piacere che chi nelle cinque serate si recherà nell’Area Privè possa pensare che quelle panche e quei tavoli sono stati realizzati da persone affette da disabilità”.

– Chiara Di Miele –


 

Un commento

  1. antonietta romanelli says:

    E’ solo pensando e realizzando a 360° che si hanno buoni “frutti”. Stimo tanto la vostra associazione e credo che poche agiscano come voi…nel senso che nel nostro territorio, ahimè siamo abituati e limitati a vivere le sagre tra abbuffate e abbuffate…senza considerare gli aspetti socio-ricreativi…senza considerare la parte culturale e artistica, con troppi “senza” e pochi “con”.
    Con tutta la mia stima…buon lavoro ragazzi

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