
Dopo l’ordinanza del sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica che ha vietato il gioco del calcio e di altre attività che provocano schiamazzi in alcune zone centrali del paese, è intervenuto Enrico D’Amato, in qualità di cittadino e genitore, che ha chiesto all’Ente accesso agli atti in merito agli spazi destinati all’attività ludico-sportiva per i minori e alla gestione delle strutture sportive comunali.
Le zone interessate dall’ordinanza sindacale sono: Piazza Padri Domenicani nell’area Fiordelisi, Piazza Monsignor A. Pica, Vico Quercia, Piazzetta via Palco.
“Tale misura, pur mossa da finalità comprensibili di tutela della convivenza civile, incide significativamente sulle opportunità di gioco spontaneo e di aggregazione per i bambini e i ragazzi residenti, limitando di fatto l’uso di spazi pubblici che tradizionalmente assolvono anche a una fondamentale funzione sociale e ludica – si legge nella nota protocollata – Il diritto al gioco e all’attività sportiva rappresenta un elemento cruciale per la crescita, lo sviluppo e il benessere psicofisico dei minori, un valore peraltro riconosciuto a livello costituzionale (art. 33 Cost.) che la Repubblica si impegna a promuovere in tutte le sue forme. A fronte di una scelta amministrativa che limita la fruibilità di alcuni spazi, appare pertanto necessario e urgente, nell’interesse dei minori e della comunità tutta, comprendere quali siano le alternative che l’Amministrazione Comunale ha previsto o intende predisporre per garantire ai più giovani la possibilità di esercitare il loro diritto al gioco e allo sport in contesti adeguati e sicuri, sia attraverso spazi liberi sia attraverso le strutture sportive organizzate”.
Oltre a conoscere le alternative, D’Amato chiede di ricevere informazioni dettagliate circa i programmi, i progetti e le iniziative che l’Amministrazione Pica intende porre in essere per la creazione, la riqualificazione o la destinazione di nuovi spazi (attrezzati e non) a favore delle attività sportive e ricreative e di prendere visione degli atti di concessione o affidamento in gestione (delibere, determine dirigenziali), delle convenzioni e dei contratti stipulati tra il Comune e i soggetti gestori, dei regolamenti d’uso delle strutture e dei piani tariffari approvati, con particolare evidenza di eventuali agevolazioni per minori, residenti o fasce deboli e dei bandi di gara o degli avvisi pubblici esperiti per l’affidamento della gestione.
“Se da un lato comprendo la necessità di tutelare la quiete e il decoro, dall’altro, come padre, mi chiedo: dove possono giocare ora i nostri figli? – è quanto scrive ai cittadini spiegando le motivazioni che lo hanno spinto ad inviare la richiesta al Comune – Il mio obiettivo è semplice: avviare un dialogo trasparente per trovare un equilibrio tra le esigenze di tutti. La tranquillità dei residenti è sacrosanta, ma lo è anche il diritto al gioco dei più piccoli. La crescita dei nostri figli è una responsabilità di tutta la comunità”.
Dal canto suo il sindaco Pica chiarisce che “l’ordinanza non si riferisce assolutamente ai bambini ed ai ragazzi che infatti giocano e potranno continuare a giocare in tranquillità nelle Ville Comunali e nelle aree limitrofe, come pure negli altri spazi attrezzati. Il provvedimento riguarda invece i gruppi di giovani più grandi che a volte, a tarda sera e di notte, determinano schiamazzi e disturbi ad alta voce con varie segnalazioni che ci pervengono e che sono facilmente consultabili. Pertanto vanno tranquillizzate le famiglie in quanto le limitazioni ipotizzate non trovano riscontro negli atti e nei fatti. In ogni caso come sempre siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento ed anche per possibili miglioramenti“.


