
Si è concluso con un’assoluzione piena il processo a carico di cinque carabinieri imputati per lesioni personali aggravate in relazione a un fermo.
Una notizia ben accolta dal Nuovo Sindacato Carabinieri, che per l’occasione ha deciso di commentare l’evento con la stampa, soprattutto per lanciare una battaglia di tutela a chi quotidianamente indossa la divisa per proteggere la comunità.
I fatti risalgono al 28 marzo 2020, in piena emergenza pandemica, quando i cinque militari dell’Arma, all’epoca in servizio presso il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Salerno, erano intervenuti a seguito di un posto di blocco forzato da un uomo di 50 anni, nei pressi della zona dell’uscita ospedaliera in tangenziale.
Il conducente, infatti, stando alla ricostruzione dei fatti si era messo alla guida dell’auto che aveva uno pneumatico forato. La sua corsa si è poi conclusa con lo schianto e con la vettura che ha preso fuoco.
I Carabinieri, dopo un pericoloso inseguimento, arrestarono il 50enne che era in stato di alterazione psicofisica e che aveva opposto una violenta resistenza. Nonostante avessero operato per garantire la sicurezza pubblica in condizioni di estremo rischio sanitario e operativo, i militari sono stati sottoposti a un lungo iter giudiziario, conclusosi con la piena formula assolutoria che restituisce loro dignità e onore.
Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha quindi presentato stamattina per l’occasione, a Salerno, un’importante proposta di legge di iniziativa popolare. “L’obiettivo è raccogliere 50mila firme per avviare l’iter per la legge che è volta a superare il meccanismo del cosiddetto ‘atto dovuto’: una prassi che troppo spesso trasforma i servitori dello Stato in indagati automatici per il solo fatto di aver adempiuto al proprio dovere, con gravissime ripercussioni psicologiche, economiche e di carriera. Hanno partecipato all’iniziativa i vertici Nazionali e Regionali di NSC e i legali che hanno curato la difesa dei militari”.



