Sono circa 67mila i matrimoni rinviati solo tra i mesi di marzo e giugno 2020 a causa dell’emergenza Covid-19. Il settore è in ginocchio ed è urgente e necessario un intervento del Governo per non abbandonare al proprio destino 80mila aziende e 1 milione di lavoratori (tra l’indotto di abiti, arredi, bomboniere, fioristi, catering, location, fotografi, musicisti, wedding planners e tanti altri). La perdita stimata è di 26 miliardi“. Lo afferma l’onorevole Gigi Casciello, deputato di Forza Italia e tra i fondatori dell’Associazione Voce Libera, presentando un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Economia e delle Finanze.

La situazione è terribilmente seria – prosegue l’onorevole Casciello –. Qualcuno che doveva sposarsi tra maggio e giugno sta provando a spostare la data a settembre o a ottobre ma, allo stato, poter fare un matrimonio tradizionale è sicuramente un’utopia, perché un banchetto con centinaia di persone costituisce certamente un assembramento. Nel frattempo però è tutto fermo, molte aziende rischiano di finire sul lastrico e molti professionisti del settore non potendo reggere per un così lungo periodo stanno chiudendo la partita IVA e non sanno se la riapriranno. In molti casi, inoltre, gli sposi rischiano di perdere i soldi anticipati“.

È stato ipotizzato anche un anno bianco, cioè di sospensione di ogni tipo di tassazione e il prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti fino alla fine dell’anno – conclude Casciello -. È stato anche chiesto, per non restare fermi troppo a lungo, di permettere l’apertura immediata di attività di eventi e di ristorazione che si possano svolgere all’aperto nel pieno rispetto delle distanze e dispositivi di sicurezza. Gli imprenditori del comparto non pretendono certamente che le ragioni del mercato prevalgano sulla salute e la vita umana, ma di tenere in considerazione le loro istanze e gli effetti devastanti che determinate scelte possono comportare per il settore“.

– Chiara Di Miele –

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