Abbiamo il piacere di fare qualche domanda su “Resto al Sud” al dottor Salvatore Caliò, socio e responsabile tecnico della Themis Consulting s.r.l., che da oltre venti anni si occupa di agevolazioni e contributi alle imprese.

  • Dott. Caliò cos’è “Resto al Sud”?

“E’ la più grande opportunità che oggi hanno gli aspiranti imprenditori del Sud Italia, e non solo, per trasformare la propria idea in attività d’impresa”.

  • Come funziona?

“Occorre partire dal presupposto che è imprenditore colui che rischia il proprio capitale. E soprattutto alla base dell’idea dobbiamo trovare la motivazione, le competenze, l’esperienza degli aspiranti imprenditori”.

  • Quindi non è tutto “rose e fiori” come spesso si sente in giro?

“Fare impresa è difficile. Nel nostro Paese, forse più che in altri. Resto al Sud, al pari di altri strumenti di finanza agevolata per gli aspiranti imprenditori quali Selfiemployment, Smart & Start, Cultura Crea, è solo un aiuto, un contributo per l’avvio di attività”.

  • Entriamo nel merito, a chi si rivolge?

“A tutte le persone di età compresa tra i 18 ed i 55 anni. In merito all’età massima viste le tante difficoltà che stiamo affrontando nel corso degli anni si è portato il limite dagli originari 35 anni della Legge 123 del 2017 agli attuali 55 della Legge di Bilancio 2021”.

  • Cosa significa di età compresa tra i 18 ed i 55 anni?

“Significa che alla data di presentazione delle domande occorre aver già compiuto 18 anni e non ancora 56 anni”.

  • Lo strumento è valido solo nelle regioni del Sud Italia?

“Possono presentare la domanda di finanziamento non solo i residenti nelle regioni del sud Italia, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, ma anche nella Regioni Abruzzo, Molise e Sardegna. Inoltre sono agevolabili anche i 116 comuni che rientrano nel cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria con un’estensione di Resto al Sud chiamata Resto Qui”.

  • Chi non risiede in questi territori non può quindi accedere al contributo?

“Anche chi non risiede nei territori sopra citati può presentare la domanda e successivamente alla comunicazione di esito positivo, spostare entro 60 giorni o 120 giorni se residente all’estero la residenza in uno dei territori agevolati”.

  • Devo essere disoccupato o inoccupato alla data di presentazione della domanda?

“Prima del 2017 era così. Ad oggi anche chi ha già un lavoro a tempo indeterminato può presentare la domanda salvo dimettersi nel caso in cui il progetto venga approvato”.

  • Quali sono le attività finanziabili?

“Tutte quelle attività rientranti nei settori dell’industria, dell’artigianato, e della trasformazione dei prodotti agricoli e della pesca. Inoltre sono finanziati i settori del turismo, della fornitura dei servizi alla persona ed alle imprese ed i liberi professionisti”.

  • Sbaglio, oppure non ha citato il commercio?

“Non sbaglia. Il commercio non è finanziato con Resto a Sud. In presenza di particolari condizioni, giovani under 29 N.E.E.T. e le donne, è possibile rivolgersi ad altri tipi di strumenti quali Selfiemployment oppure ad un prestito garantito dall’ente Microcredito”.

  • Che tipo di spese sono ammesse?

“E’ opportuno premettere che tutti i beni acquistati devono essere nuovi e che l’I.v.a. non è finanziata. Sono ammessi impianti, macchinari, attrezzature, mobili, arredi, automezzi ma solo se strettamente funzionali all’attività. Sono inoltre ammesse le spese per opere edili, nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo. Per dare maggiore sostegno alle imprese nascenti sono ammissibili anche le spese di gestione quali ad esempio canoni di locazione, utenze, materie prime eccetera, nel limite massimo del 20% del programma di spesa complessivo”.

  • Che importi devono avere i programmi di investimento e che tipo di contributo è riconosciuto?

“In caso di ditte individuali 60.000 euro mentre in presenza di società  200.000 euro con compagine sociale composta da 4 soci. Il contributo riconosciuto è pari al 50% in conto capitale ed il 50% con finanziamento bancario. Viene riconosciuto inoltre un ulteriore contributo a  fondo perduto per il circolante di 15.000 euro per le ditte individuali e i professionisti e fino ad un massimo di  40.000 euro per le società”.

  • Come vengono erogati i fondi?

“Il finanziamento bancario viene erogato subito dopo l’ammissione alle agevolazioni, mentre il contributo a fondo perduto per stati di avanzamento lavoro. Realizzando almeno il 50% del progetto è possibile richiedere il primo acconto anche presentando fatture non quietanzate”.

– redazione –

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