
Il Governo sta valutando un intervento normativo molto atteso dai contribuenti in regime forfettario, un meccanismo di “ravvedimento” dedicato agli errori non dipendenti dal professionista, in particolare quelli che generano un superamento solo apparente della soglia di 85.000 euro.
La misura, se approvata, porterebbe maggiore equità e coerenza applicativa, evitando uscite forzate dal regime agevolato a causa di comportamenti o certificazioni errate da parte di terzi.
L’ipotesi di un nuovo strumento correttivo
L’idea nasce dalla necessità di tutelare i contribuenti che, pur rispettando i requisiti del regime forfettario, risultano formalmente oltre la soglia dei ricavi/compensi per errori non imputabili a loro.
La risoluzione presentata dal Senatore Massimo Garavaglia (atto n. 7-00036) riprende infatti casi concreti in cui il contribuente si è trovato costretto a uscire dal regime per certificazioni errate, nonostante la successiva rettifica dei compensi.
L’obiettivo è introdurre un rimedio strutturato che consenta di “ravvedere” tali situazioni, evitando conseguenze fiscali sproporzionate.
Il caso emblematico dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
La questione è stata recentemente al centro di due risposte a interpello dell’Agenzia delle Entrate, la n. 26/2026 e la successiva n. 68/2026.
Il caso riguardava un medico che, nel 2024, aveva ricevuto compensi maggiorati per un errore dell’Azienda sanitaria. Nonostante la restituzione delle somme, la CU riportava un importo superiore alla soglia, imponendo l’uscita dal regime nel 2025.
La prima risposta dell’Agenzia confermava questa interpretazione rigida; la seconda, invece, ha corretto il tiro, affermando che occorre considerare i compensi effettivamente spettanti e valorizzare gli errori e i comportamenti correttivi adottati. Una posizione più equilibrata, che apre la strada a un intervento normativo.
Il richiamo alla normativa vigente
La risoluzione parlamentare sottolinea inoltre che il comma 55 della legge 190/2014 già prevede l’esclusione dal computo dei ricavi dei componenti positivi dichiarati per migliorare gli ISA.
Un precedente che dimostra come la collaborazione del contribuente debba essere premiata, non penalizzata. L’introduzione di un ravvedimento ad hoc sarebbe quindi coerente con lo spirito della norma.
Verso un chiarimento atteso da tempo
Il tema è in evoluzione e il Governo sta valutando un provvedimento che potrebbe finalmente offrire certezza e tutela ai forfettari coinvolti in errori non imputabili a loro.
Una misura che, se approvata, renderebbe il regime più equo e aderente alla realtà operativa dei professionisti. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.



