
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne l’Arma dei Carabinieri ha organizzato una campagna di comunicazione e responsabilizzazione che mira a rafforzare la consapevolezza e l’impegno sul delicato tema.
Per l’occasione, il Comando Provinciale Carabinieri di Potenza si è illuminato di arancione in adesione alla campagna internazionale “Orange the World”, come segno concreto dell’importante impegno profuso dall’Istituzione.
Sul sito dell’Arma dei Carabinieri è stata dedicata un’intera sezione al “Codice Rosso”, che offre informazioni sul fenomeno e sugli strumenti di tutela delle vittime, mettendo a disposizione un test di autovalutazione, denominato “Violenzametro”, che rileva il livello di violenza subita in un rapporto di coppia. Il fenomeno della violenza di genere resta una delle priorità operative dell’Arma che, in un quadro normativo e sociale in continua evoluzione, ha sviluppato nel tempo una serie articolata di progetti e strutture finalizzate alla prevenzione, all’ascolto e al contrasto.
Testimonianza concreta del lavoro dei militari della provincia di Potenza sono anche i recenti risultati conseguiti a tutela delle vittime di violenza, assicurando alla giustizia uomini violenti e prevaricatori che hanno messo in pericolo l’incolumità di donne, anche in ambienti familiari e in presenza di minori.
In ambito nazionale nei primi nove mesi del 2025 gli arresti sono stati 6.673. Rivolgendo lo sguardo al futuro, l’Arma intende confermare il proprio contributo nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno, ben consapevole delle difficoltà di intercettare in anticipo, a differenza di molte altre fattispecie di reato, i singoli episodi delittuosi, posto che si manifestano nella loro gravità e vengono denunciati dopo molto tempo rispetto all’inizio delle condotte vessatorie, in una fase già critica per l’integrità fisica e la sicurezza delle vittime.
I Carabinieri sottolineano, inoltre, l’importanza di chiedere aiuto sin dai primi segnali di pericolo o timore, al Numero Unico di Emergenza 112 o ai presidi dell’Arma sul territorio e di farlo con la piena consapevolezza di essere sempre ascoltati da militari qualificati e adeguatamente formati per gestire tali delicate circostanze.



