LA SVISTA – Intervista a Marco Nodari



































Entusiasmo, passione, gioia sono trasmessi dal musicista e cantautore Marco Nodari mentre comunica con il mondo attraverso le note.

Oltre a tanta passione vi sono anni di studio, impegno, tenacia.

Soprattutto vi è una dote che appartiene agli uomini grandi : l’umiltà.








Sono e cerco ogni giorno di essere il più vero ed umile possibile. Amo condividere e collaborare con altre persone per crescere, vivere nuove esperienze, cercando di dare il massimo ad ognuno, sincerità, amicizia“. Ed anche se spesso non si viene ripagati con la stessa moneta, Marco è così. Mettersi in gioco, confrontarsi, sfidarsi non è semplice. Occorre farlo solamente se alla base di tutto c’è una vera passione che diventa ragione di vita: la musica.

  • Ti sei avvicinato alla musica quando avevi appena 6 anni. Infatti, hai studiato chitarra e pianoforte. Cosa ti ha spinto verso questi studi così impegnativi?

Una passione, un’immensa Passione ed interesse verso questo mondo fatto di note. Ho iniziato con la chitarra, per poi cimentarmi con il pianoforte, prime tastiere…

  • Il fatto di applicarti tanto nello studio della musica, ti faceva sentire un po’ diverso dagli altri bambini che passavano i pomeriggi a giocare a pallone?  

Il pallone o altri sport non mi hanno mai “catturato”, nemmeno oggi seguo il calcio. Il mio tempo è dedicato alla musica, allo studio, unico svago la mia Harley Davidson.

  • Hai mai avuto in gioventù un momento di sconforto e pensato di lasciare il mondo della musica?

Sì, questo verso i tredici, quattordici anni, nell’adolescenza, prime uscite-libertà, e quelle 6-8 ore che dedicavo alla musica, mi tenevano lontano da tutto. A quell’epoca non avevo ancora un pianoforte mio perché a noleggio e ricordo che dissi ai miei genitori: basta, stop, portatelo via… cosa che fecero. Ma dopo una settimana era come se mi mancasse l’aria, una gran “sete”e li pregai di farmelo riportare e così fu. Sono stato davvero molto fortunato da questo lato, mi hanno sempre sostenuto ed appoggiato.

  • E’ stato importante fare la “gavetta” per arrivare ad una maturità artistica? Perché?

Lo studio costante e l’esperienza fanno la differenza, sempre. Certo che devono essere esperienze di un certo tipo, professionali, o non serve a nulla. E poi scegliere, per esser anche scelto, da buoni maestri: questo è fondamentale in quanto porta a sapere ed a capire meglio come muoversi, come e cosa produrre. Qualsiasi tipo di Cultura o disciplina, offre delle chiavi, spetta a te poi saperle o   meno utilizzare.

  • C’è ancora qualcosa che ti spinge alla ricerca musicale?

Tutto. E’ la mia vita, il mio sogno perenne che ogni giorno va alimentato.

  • Ricordi l’occasione in cui hai scritto la tua prima canzone? Quanti anni avevi?  

Credo avessi dodici o tredici anni, anche se dei “frammenti musicali” erano già nati un po’ di tempo prima. Avevo già un piccolo studio molto amatoriale, con un vecchio registratore a Bobine 4 tracce, dove iniziavo a far le mie prime sovra-incisioni ed a provare a cantare.

  • Hai collaborato presso la prestigiosa scuola CET fondata da Mogol come assistente sia ai corsi che ai vari docenti, tra i quali: Mango, Lucio Dalla, Mogol, Cheope, Stelvio Cipriani, Ornella Vanoni, Gianni Bella, Mario Lavezzi e molti altri. Cosa ti ha insegnato questa esperienza a contatto con alcuni dei “grandi” della musica? Hai qualche aneddoto da raccontarci?

Si, ho fatto uno dei primi corsi per compositori e, al termine di questo, passato brillantemente, mi è stato proposto di rimanere all’interno. Ci sono rimasto per altri otto anni come assistente, musicista, compositore, arrangiatore e cantante. Infatti con Mogol si eseguivano concerti in tutta Italia, Nazionale cantanti, Tv… ed in questi si proponevano naturalmente i grandi successi del Maestro. In queste occasioni, però, avevo anche la possibilità di presentare mie canzoni, duettare con i grandi nomi della musica leggera, quindi un’ottima esperienza. Un lavoro duro, che avveniva dopo una seria selezione del materiale; non è che cantavi o proponevi per simpatia davanti a ventimila o più persone… e questo fa crescere!

Gli aneddoti sarebbero molteplici, specie anche rispetto ai nomi che hai citato nella domanda. Dirò che mi è sempre piaciuta una cosa, che ho sempre fatto mia: il lavoro, lavoro, lavoro, che ogni giorno devi svolgere e che porta a migliorarti, e rimanere con tutta l’umiltà possibile. E questa è una caratteristica che ho notato in alcuni davvero grandi.

  • Hai mai scritto canzoni per bambini?

Ho delle cose nel cassetto che non ho ancora utilizzato, ma spero presto di farle ascoltare.

  • Hai una tua etichetta discografica ed editoriale “Canzoni Buone Come il Pane” che si occupa della produzione e distribuzione di musica on line in tutto il mondo. Quali sono gli “ingredienti” perché una canzone sia “buona come il pane”?    

In primis, quegli ingredienti che citavo poc’anzi: LAVORO, LAVORO, LAVORO… Studio, studio, studio, il non accontentarsi mai, l’essere aggiornati sempre su tutto, espandere gli orizzonti musicali, imparare ad ascoltare, conoscere, e con tutta l’umiltà del mondo, di un piccolo artigiano che “va a bottega ” ogni giorno, oltre alle mani aggiungerci il cuore e il tuo Essere, per cercare di creare qualcosa di buono.

Ognuno ha le proprie regole o ingredienti se vuoi, alcune come per il Pane, possono essere comuni e le stesse per tutti, poi serve il “guizzo-genio” per gli ingredienti finali, come avere una buona cottura, il Profumo… tutto questo, per far sì che la gente torni a prendere il “Pane” da te.

  • Quali passi corretti dovrebbe fare un giovane artista per farsi conoscere dal grande pubblico? Oggi, il mezzo “internet”, vedi myspace, è senz’altro un aiuto per chi vuole farsi conoscere, ma qual è il passo successivo per entrare nel mondo della musica, quello dei professionisti?

Essere dei professionisti!!! E ogni giorno lavorare per diventarlo o per mantenere questo Status. Senza lo studio ed il lavoro non si arriva da nessuna parte, questo non lo dico io, ma la Storia. Ciò che rimane e dura nel tempo ha sempre un perché, le cose fortuite e veloci hanno la stessa velocità anche nello sparire. Se hai le “basi” giuste, puoi cercar di competere o almeno di tentare, altrimenti perdi la battaglia in partenza e senza “conoscenza” di ciò che stai facendo; se anche ti si offrisse un’occasione, non la sapresti valutare, o meglio, ti potrebbero “circuire” con false promesse… ne vedo e sento ogni giorno purtroppo, ma ognuno ha le proprie responsabilità, facile dare colpe sempre ad altri.

  • Cosa ti fa “puntare” su un artista, dandogli fiducia attraverso la tua etichetta discografica?

La serietà, la preparazione, la professionalità e la dedizione che mette ogni giorno in quello che fa. Se in primis non ci crede lui fino in fondo, figuriamoci altri!

  • Quando componi, nasce prima il testo di una canzone o prima la musica?

Ho sempre lavorato creando prima la musica, questo perché non ti “lega” metricamente in fase compositiva, quindi il musicista può spaziare libero senza vincolo alcuno. Inoltre, non avendo un titolo e delle parole “pre-scritte”, sei ulteriormente libero di non soffermarti sul senso di un titolo, di un concetto o di una parola specifica; dopo tutto la musica credo sia l’Arte più libera in assoluto, dove un senso e un messaggio è nato con Lei, ce l’ha dentro anche se nascosto. Ma devo anche dire che è capitato in alcune occasioni di lavorare in senso opposto, queste sono anche “sfide” se vuoi, per mettersi “in gioco” e vedere se da splendide parole riuscivo a dargli una voce diversa da quella che non avesse già, un esempio è nel mio ultimo disco e la canzone s’intitola “Historia de una Historia”.

  • Una canzone deve farti volare nel cielo, ma allo stesso tempo farti ballare sulla terra. C’è una canzone o una musica, anche non tua, che ha questo effetto su di te?    

Moltissime, dalla dance, agli standard, al jazz o alla musica classica anche se non per forza devono farti ballare, ma credo forse… perché sarei un pessimo ballerino.

  • “Buonasera signorina” è una canzone dal sapore di un tempo, ma ha un ritmo coinvolgente che fa ballare sia il bambino di due anni , il giovane che l’anziano immerso nei suoi ricordi. Diventerà la “canzone dell’Estate 2012”?      

Questo non lo so. Gli “ingredienti” ho cercato di metterli “buoni”, spero. Ho lavorato molto su questo brano, perché, come sapete, ha oltre sessant’anni, innumerevoli versioni di grandissimi nomi, e dovevo trovare una “nuova chiave” altrimenti a che serve la copia della copia?

Ora c’è anche un’altra versione uscita in questi giorni che sta girando moltissimo nelle Tv Nazionali di Costa Rica, Messico ed altri paesi, con la collaborazione-featuring di un’Artista e Vj costaricense.

  • Perché l’asse Mantova-Buenos Aires?

Mantova, perché mi ha dato i natali. Buenos Aires, perché è una città dove sto lavorando e promozionando il mio lavoro oltre ad avere il mio management “Papilio Production” che si occupa della promozione, gestione concerti, produzioni; si sono occupati dell’organizzazione del tour in Argentina, Uuruguay e Costarica. Lì ho stampato il mio nuovo disco “BUONASERA SIGNORINA” ed ho siglato un contratto anche con Sony Music.

  • Cosa stai realizzando ora e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ora sto preparando nuovi brani e seguendo anche altre produzioni che non riguardano “Marco Nodari”, ma nella veste di Produttore per altri artisti, in vari settori musicali. Lavoro anche per la Rai Tv, componendo sonorizzazioni in alcuni programmi come Uno Mattina, Ulisse.

  • C’è una canzone che avresti voluto scrivere o musicare tu?

Chi non ne avrebbe? C’è talmente tanta Bellezza nel tempo e nell’aria…

  • Che rapporto hai con la musica classica?

Per addentrarsi nel futuro dobbiamo conoscere il nostro passato. Adoro, quando sono in viaggio, farmi trasportare da questa. Amo la musica classica, cito solo due anche se non solo per nazionalismo: Verdi, l’Immenso, Puccini, Non avremmo abbastanza tempo…

  • E’ difficile la vita del cantautore oggi?

Credo che oggi la risposta a questa domanda, a chiunque la si facesse, sarebbe simile: che ci salva nella musica… E’ un po’ sempre “il sogno”, quell’essere un po’ “fuori” e quella grande passione, che ti fa andare avanti sempre e comunque. Passione Vera, proprio nel senso più stretto e vero del termine.

  • Quando è avvenuto il debutto prescelto da “Canzoni buone come il pane” per la presentazione ufficiale dell’album, “Buonasera Signorina”?   E perché in Costa Rica?

E’ avvenuto quando negli Stati Uniti, prima Washington e poi New York, una mia canzone è stata scelta come sigla di alcune manifestazioni Italo-Americane, fra cui Miss Italia America a New York, oltre ad essere trasmessa nelle radio. Questo mi ha portato ad una serie di contatti e collaborazioni anche con altri stati-paesi, comunità italiane, ed inviti fra cui anche alcune Ambasciate dove ho tenuto degli spettacoli, una di queste il Costa Rica, ed essendo stata la prima, in ordine di tour, nel 2011 ho presentato il mio nuovo disco lì.

  • Piace molto la tua versione della canzone “Buonasera signorina”, cantata in Italia nel 1958 da Fred Buscaglione. Ora è uscita anche un’edizione cantata sia in italiano che in spagnolo. Com’è stato collaborare con Hanzell Carballo?

In una delle mie rappresentazioni, mi è stata presentata Hanzell Carballo ed è nata questa idea di collaborare ad una nuova versione italiano-spagnolo della canzone. E’ stato un piacere conoscerla e collaborare con lei.


Quando Marco Nodari parla di musica gli brillano gli occhi. Alle sue spalle ha tanta esperienza e davanti a sé tanti progetti per il futuro. Cortese e disponibile, utilizza la tecnologia e le strade del web per dialogare con i suoi fans, mostrando veramente la sua grandezza nel sapersi relazionare con serietà ed umiltà. L’album “Buonasera signorina”, che egli dedica alla comunità italiana in America, giunge in un momento che vede protagonista la sua maturità artistica e musicale, eppure Marco sente ancora vivo l’entusiasmo dei suoi primi anni della carriera. Ogni traguardo per lui è un nuovo inizio in un mondo circondato da note in cerca d’autore e da musica capace ancora di farti sognare, anche ricordando il passato.

E’ proprio vero: la musica è il suo mondo.


 NOTE SULL’ARTISTA

Marco Nodari vive a Mantova. Ha frequentato la scuola CET fondata da Mogol, al cui interno, in seguito, ha collaborato come assistente ai corsi e ai vari docenti, tra i quali: Mango, Lucio Dalla, Mogol, Cheope, Stelvio Cipriani per la musica da film, Ornella Vanoni, Gianni Bella, Mario Lavezzi.

Ha partecipato a trasmissioni televisive Rai-Mediaset e realizzato concerti con artisti quali Mango, Umberto Tozzi, Marco Masini ed altri. Dopo l’esperienza al fianco di Mogol, durata 8 anni, realizza come produttore altri progetti musicali: musica per il teatro, pubblicità, dance per il mercato estero, produzioni di dischi per altri artisti, oltre a maturare la sua esperienza come cantautore e artista.

Crea una propria etichetta discografica ed editoriale, “Canzoni Buone Come il Pane” che si occupa della produzione e distribuzione di musica on line in tutto il mondo con un catalogo di 700 brani.

Ha lavorato per la Rai Tv alla sonorizzazione di alcuni programmi di successo come “Ulisse” con Alberto e Piero Angela ed altri di tipo documentaristico. Ha collaborato come assistente di Stelvio Cipriani.

La sua canzone “”Bella Italiana”, brano che fa parte del disco “Buonasera signorina”, è stato scelto nel 2010 da vari siti Americani (ciaoamerica.net &others) diventando la sigla ufficiale di Miss Italia America e trasmesso dai Network U.S.A., latini e nel mondo.


 

– Paola Testaferrata –


 



































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