vallo di diano politica editoriale rocco colomboSe non ora, quando? Probabilmente fra cinque anni.
Per il momento il Vallo di Diano deve svolgere soltanto il ruolo di spettatore.
E se nel PD non c’è stata la capacità, la volontà, l’abilità, la forza, l’intelligenza di proporre o imporre la candidatura alle primarie dell’unico candidato che poteva avere possibilità di essere eletto, vale a dire il consigliere regionale Donato Pica, nel PDL che le primarie non le ha fatte e che avrebbe potuto, ipso facto, degnare il territorio di un rappresentante da eleggere alla Camera o al Senato, non si è pensato neanche di affidare una candidatura di bandiera proveniente dal Vallo di Diano. Dimostrazione chiara che ai due maggiori partiti il Vallo di Diano non interessa molto.
Ma se non interessa ai due maggiori partiti, evidentemente non interessa più di tanto neanche alle altre formazioni.
Nessun altro partito, infatti, da “Fratelli d’Italia” a Sel, a Rivoluzione Civile, al Grande Centro di Monti o al Movimento 5 Stelle, ha inteso investire nel Vallo di Diano, se non attraverso rappresentanze, sicuramente dignitose ed apprezzabili, ma senza possibilità alcuna di poter essere elette.
Il Vallo di Diano ridotto a semplice serbatoio di voti e ormai dei vari Domenico Pica, Enrico Quaranta, Giosy Roccamonte, Francesco Tempestini, Enzo Mattina, Francesco Auleta, Antonio Innamorato, Michele Pinto, Giuseppe Fronzuti, che il Vallo di Diano ha espresso negli anni ’70, 80, 90 e 2000, si è perso anche il più vago ricordo. Se non ora, quando? Probabilmente fra cinque anni. Chissà!

– Rocco Colombo – ondanews –

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