“Interviste spec(ch)iali”: Bilancio sulle considerazioni dei giornalisti interpellati



































Concluso il ciclo di interviste “specchiali” ai giornalisti del territorio, è ora tempo di tracciare una sorta di bilancio su quanto detto, auspicato e “denunciato” dagli intervistati.
Undici i giornalisti che, per una volta, hanno detto la loro dall’altra parte del “microfono”.
Chi in modo schietto, chi in maniera più diplomatica, esprimendo le proprie considerazioni in merito all’attività svolta, alla politica ed ai colleghi.
Va, tuttavia, specificato che all’appello qualcuno è mancato (per scelta propria o per scelta altrui) e non è stato possibile, quindi, conoscere i pensieri di tutti i giornalisti interpellati, in rappresentanza delle emittenti e delle testate operanti sul territorio.
Ad ogni modo non è dipeso dalla nostra volontà.
Tornando alle interviste effettuate, alcune sono risultate più lette rispetto ad altre, ma naturalmente non avrebbe senso stilare una graduatoria in merito.
Quello che emerge dalle valutazioni dei giornalisti “interrogati” è un ritratto del contesto politico/amministrativo del Vallo di Diano caratterizzato da una classe dirigente vecchia, poco propensa al confronto e abituata ai monologhi. Evidenziata anche la necessità di un ricambio generazionale.
In merito al modo di fare giornalismo nel Vallo, qualcuno ha parlato di una “editore dipendenza” troppo marcata, mentre la maggior parte degli intervistati, ha denunciato la scarsa attenzione prestata agli approfondimenti ed all’inchiesta. Alcuni hanno sottolineato, poi, le difficoltà di resistere a lungo termine, sia a causa della retribuzione media non di certo alta, che per gli scarsi, a volte, spazi di libertà ed indipendenza.
Tra le proposte formulate, quella di una società editrice creata dagli stessi giornalisti. Alcuni, poi, si sono sbilanciati, facendo i nomi dei colleghi che ritengono essere tra i più bravi.
Per la cronaca a trionfare, in questo caso, è stato Salvatore Medici con 3 citazioni. Qualche lettore, in base a dei commenti a margine delle interviste, forse si aspettava qualcosa in più, in termini di incisività e “cattiveria”. Altri hanno, invece, apprezzato l’originalità e la franchezza da parte di alcuni giornalisti.
In fondo come sosteneva l’economista francese, Georges Elgozy: “i buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori”.

Non può mancare, in conclusione, un grazie a tutti per la disponibilità dimostrata.

– Cono D’Elia – ondanews –











































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