Intervista alla dottoressa Maria Consiglia Viglione dello Studio Viglione Libretti & Partners di Sant’Arsenio in occasione della chiusura dell’anno 2021.

  • Dottoressa Viglione, come ha influito la pandemia sulla distribuzione dei redditi delle famiglie italiane? 

La pandemia da Covid-19 e la sospensione delle attività economiche e sociali stanno avendo importanti e drastiche conseguenze per tutte le nazioni colpite. In particolare, le conseguenze di questa crisi internazionale, la più grave dalla seconda guerra mondiale, non sono ancora quantificabili date le incognite sull’evoluzione epidemiologica ed hanno fatto emergere alcune fragilità del nostro Paese legate soprattutto all’economia e al mondo del lavoro. Si sono registrati tassi di crescita economica e livelli di produttività da anni inferiori a quelli delle altre grandi nazioni europee; un rapporto tra debito pubblico e Pil tra i più alti dell’area OCSE; si è dovuto registrare, inoltre, un incremento considerevole delle diseguaglianze di genere con un basso tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro ed anche un numero molto elevato di giovani che non studiano e non lavorano. Nella precedente fase di lockdown ed in questa di graduale riapertura, di particolare rilevanza politica è stata la questione dell’efficacia dei provvedimenti a supporto delle famiglie e dei lavoratori come la cassa integrazione in deroga e le altre misure di sostegno finanziate ed ampliate attraverso il Decreto “Cura Italia”. Bisogna dire che per l’Italia, ora, è importante sfruttare le misure ed i fondi nazionali ed europei per trasformare i costi del rilancio in investimenti per il futuro. Si spera in un piano di rilancio in grado di innescare importanti trasformazioni del sistema socioeconomico italiano tale da generare fiducia nel Paese sia internamente che in campo internazionale.

  • Quali sono stati gli strumenti più efficaci per il rilancio dell’economia predisposti dal nostro Governo?

Per far fronte all’emergenza Covid-19 sono state attuate numerose misure straordinarie dirette a prevenire ed arginare l’espansione e gli effetti sul sistema economico. Si è trattato di provvedimenti d’urgenza finalizzati a sostenere famiglie, lavoratori e imprese. Infatti tra marzo e dicembre del 2020 sono stati adottati una serie di Decreti, dal Decreto Cura Italia al Decreto Ristori-quater. In ragione del perdurare dell’emergenza epidemiologica e della conseguente necessità ed urgenza di introdurre nuove e più incisive misure a sostegno dei settori economici e lavorativi interessati dalle misure restrittive sono stati adottati nel corso di quest’anno il Decreto Sostegni e il Decreto Sostegni-bis. Tra i regimi di aiuto alle imprese per contrastare gli effetti della pandemia, particolare rilievo assumono quelli per la liquidità, per la patrimonializzazione e i contributi a fondo perduto a favore dei soggetti che hanno subito riduzioni di fatturato, sostegno all’export e all’internazionalizzazione. Con riferimento alle detrazioni fiscali, il medesimo Decreto Rilancio ha disposto l’incremento della detrazione per l’Ecobonus e Sismabonus al 110% per le spese sostenute a fronte di specifici interventi come efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico, installazione di fotovoltaici e di infrastrutture e di ricarica per veicoli elettrici, con fruizione in 5 rate annuali di pari importo o opzione per la trasformazione in credito d’imposta o sconto in fattura.

  • La proroga del Superbonus 110% come strumento vitale per l’economia. Quali sono le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022? 

Possiamo considerare il Superbonus al 110% come il simbolo della ripresa economica del Paese nel post-pandemia. Questo meccanismo fiscale è riuscito, infatti, nella doppia impresa di ridare vigore ad un settore in piena crisi, come quello dell’edilizia e a dare contezza a milioni di italiani su quanto sia importante oggi avere una casa più sicura e più efficiente dal punto di vista della dispersione energetica. Più volte il Governo è intervenuto su tale misura e basta citare la proroga al 2023 del Superbonus 110 per i condomini e sugli edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate anche se di proprietà di persone fisiche, la proroga fino al 2025 per condomini ed edifici composti da due a quattro unità immobiliari, ma con un’aliquota decrescente pari al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025 e, per quanto riguarda gli immobili di proprietà delle cooperative, la scadenza del Superbonus 110 viene allineata a quella degli ex IACP, ovvero il 31 dicembre 2023 sempre e quando alla data del 30 giugno 2023 sia stato effettuato il 60% delle spese. Per quanto concerne il Superbonus 110 per le unifamiliari e le villette la proroga al 31 dicembre 2022 non prevede più il vincolo legato al tetto Isee di 25mila euro. La scadenza delle detrazioni del Superbonus 110 per l’installazione di un sistema solare fotovoltaico è stata riallineata a quella degli altri lavori oggetto del superbonus. 

  •  Come funziona il Superbonus?

Il Superbonus 110 è una detrazione del 110% delle spese sostenute per l’efficientamento energetico e antisismico nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Per ottenere la detrazione del 110%, i lavori devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche. Se questo salto di 2 classi non è possibile, bisogna comunque ottenere il passaggio alla classe energetica più alta. Ad attestare il passaggio di classe è l’attestato di prestazione energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato che ha una validità temporale di 10 anni. La misura comprende i cosiddetti lavori trainati e trainanti e gli interventi possibili sono stati dettagliatamente individuati dal legislatore.  

  •  Come funzionano le detrazioni riconosciute dal Superbonus? 

Per i soggetti che scelgono la detrazione del Superbonus 110 nella dichiarazione dei redditi, la suddivisione della stessa cambia a seconda dell’anno in cui vengono sostenute le spese: detrazione in cinque rate di pari importo per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021; detrazione in quattro rate di pari importo per le spese effettuate nel 2022. Per le spese sostenute fa fede il principio di cassa, vuol dire che le spese si considerano sostenute nell’anno in cui sono state effettivamente pagate e non dipendono dalla data del bonifico. Diversa la situazione per i condomini, per cui l’importanza è la data del bonifico del condomino e non quella di versamento delle rate dei singoli condomini. La legge di bilancio 2022 ha prorogato anche lo sconto in fattura e la cessione del credito per il superbonus 110 fino al 31 dicembre 2025. Per gli altri bonus casa la proroga è fino al 31 dicembre 2024.

  • Sulla risposta delle Istituzioni europee all’epidemia da Covid, con riferimento alle misure finalizzate a controbilanciare gli effetti socio-economici della crisi, quali sono stati i benefici che il Pnrr ha apportato all’economia italiana?

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia è da considerare come il principale strumento di riforma, in quanto le linee d’investimento dovranno essere accompagnate da una strategia di riforme orientata a migliorare l’equità, l’efficienza e la competitività del Paese. L’Italia è la principale beneficiaria di questo programma di finanziamento comunitario con 191,5 miliardi di euro di fondi suddivisi tra sovvenzioni (69,9 miliardi) e prestiti (122,6 miliardi), che dovranno essere impegnati entro il 2023 e spesi entro il 2026. Le azioni messe in campo mirano non solo ad accrescere il potenziale di crescita, ma anche a ridurre le perduranti disparità regionali, intergenerazionali e di genere che frenano lo sviluppo dell’economia. Il PNRR ha in sé un’ambiziosa agenda di riforme per la Pubblica Amministrazione. Questa è a sua volta rafforzata dalla digitalizzazione dei processi e dei servizi, dal rafforzamento della capacità gestionale e dalla fornitura dell’assistenza tecnica necessaria alle amministrazioni centrali e locali, che sono fondamentali per promuovere un utilizzo rapido ed efficiente delle risorse pubbliche.

  • Alla luce di quanto esaminato, quali sono le previsioni per il nuovo anno?

La risalita del Pil italiano nel 2021 è stata più forte delle attese pari al +6,1%. Sulla base di tali dati si può ipotizzare un ulteriore incremento del Pil del +4,1% nel 2022. La vera sfida del nostro Paese sarà quella di sciogliere i nodi che hanno impedito la crescita economica dell’Italia nell’ultimo ventennio e creare una crescita strutturale dopo la fase di recupero, attraverso il raggiungimento degli obiettivi e dei target fissati dal PNRR e affrontare quelle incertezze, sia nazionali che derivanti da scenari politici e di mercato a livello internazionale, che possono compromettere la crescita. In questo contesto, l’internazionalizzazione ed in particolare l’apertura verso i mercati dei Paesi emergenti è una sfida per le imprese italiane, soprattutto per le piccole e medie imprese: in questo storico periodo nel quale la pandemia ha intaccato l’economia a livello mondiale la possibilità di aprirsi a mercati diversificati, alla ricerca di opportunità di sopravvivenza o di crescita aziendale, rappresenta un’opportunità da cogliere, in quanto i vantaggi offerti dall’internazionalizzazione sono numerosi. Bisogna considerare che, nell’attuale mercato globalizzato e sempre più digitalizzato, l’utilizzo delle strategie di marketing e delle nuove tecnologie, con la possibilità di accedere alle informazioni in tempo reale con una riduzione dei costi, offre alle PMI italiane la possibilità di produrre maggiori flussi di cassa che possono essere reinvestiti sull’innovazione aziendale. Siamo alla fine di un anno vissuto con infinite problematiche e voglio augurare quindi a tutti un sereno, felice e prospero anno nuovo lasciandoci alle spalle ogni brutto ricordo collegato al periodo pandemico e alla crisi economica tanto da riprendere con maggiore tranquillità la quotidiana vita.

 

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