
Un pomeriggio all’insegna della sensibilizzazione e dell’informazione è quello vissuto a Polla in occasione dell’incontro “La vita in un controllo: prevenzione e cura”.
L’iniziativa, promossa dalla Consulta delle Donne Vallo di Diano, Tanagro e Alburni con il supporto del Consorzio Sociale Vallo di Diano – Tanagro – Alburni e il patrocinio dell’ASL Salerno rientra tra gli eventi dell’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e alla salute della donna.
Un momento di confronto e supporto reso ancora più significativo dalla testimonianza offerta da una donna, Monica Oriente: “Parlare di prevenzione è parlare di vita – ha raccontato – Avevo 20 anni quanto mi fu diagnosticato un tumore del sangue. Il mondo si fermò: paura, smarrimento. Ho passato un periodo tra Sapri e Roma. Dopo la guarigione, il tumore tornò. Mi sottoposi al trapianto di midollo osseo, persi i capelli e insieme ad essi una parte di me stessa. Dopi molti anni il tumore si è ripresentato due volte alla tiroide e al seno: 4 volte la vita mi ha fermata e 4 volte mi sono rialzata. Il cancro mi ha insegnato che la prevenzione non è solo una visita ma un atto di amore verso noi stessi e verso chi ci ama. La diagnosi precoce mi ha salvata la vita: non è solo fortuna, ma è coraggio di non rimandare. Le cicatrici sono segni di rinascita e quando guardo indietro non vedo solo dolore ma medici di grande qualità: le dottoresse Rescigno, Manilia, due figure che uniscono scienza e cuore. Mente e ascolto. E poi il dottore Pellegrino, che mi ha accompagnata con empatia: entra in punta di piedi nella vita dei pazienti ed è riuscito a farmi fiducia. Questi eventi mi hanno cambiata la vita, la prevenzione è per me missione: per questo racconto la mia storia e porto con me la caduta e le rinascite. Capisco che raccontare è un modo per salvare la vita. La prevenzione è cultura, empatia. Non abbiate paura, non aspettate che qualcosa non vada per muovervi”.
Una testimonianza importante che ha offerto numerosi spunti di riflessione alla presenza di una numerosa platea composta non solo da donne e amministratici ma anche uomini, sottolineando così il valore universale della prevenzione e del supporto.
Presenti inoltre diversi esponenti del mondo sanitario che hanno contribuito a fornire spunti e chiarimenti sulla tematica legata alla prevenzione del tumore al seno. Informazioni sono state fornite anche sul tumore alla cervice uterina collegata all’importanza del vaccino contro il papilloma virus.
“L’unica vera attività di prevenzione è lo screening perchè l’azienda sanitaria si fa carico seriamente della donna – ha affermato il direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini Andrea Manto – Tutti gli investimenti fatti in prevenzione sono meritori. È l’unico modo per non essere abbandonati, affidiamoci ad essi. L’Asl Salerno è oltre la soglia dei limiti nel campo degli screening e contribuisce a livello regionale nel raggiungimento dei LEA”.
È stato poi sottolineato il contributo della mammografia: “E’ un un esame di 10/15 minuti che salva la vita – ha affermato il dottore Alessio Volpe, dirigente di Radiologia dell’ospedale di Polla – il nostro ospedale offre un esame di primo e secondo livello, con una continua interlocuzione tra radiologi”.
Nel corso dell’evento è stata annunciata l’attivazione da parte della Consulta delle Donne di uno Sportello Rosa in tutti i Comuni del Vallo di Diano che forniranno informazioni e supporto tecnico per aderire agli screening.
Presente anche il dottore Tommaso Pellegrino, dirigente medico di Chirurgia Generale e Oncologica Breast Unit della “Federico II”: “Occorre sensibilizzare e coinvolgere – ha riferito – ma soprattutto sottolineare l’impegno dei nostri professionisti che si dedicano con disponibilità continua. Oggi dal tumore alla mammella si guarisce, abbiamo però tante forme avanzate e in questo c’è la sfida della ricerca e della medicina nel cronicizzare la malattia. La diagnosi precoce resta fondamentale e in questo la provincia di Salerno ha la partecipazione più alta grazie agli screening. Si è tuttavia abbassata l’età di insorgenza del tumore alla mammella e quindi va abbassata l’età dello screening. E’ stata fatta una proposta in Consiglio regionale ma purtroppo la Campania non è uscita dal Piano di Rientro rendendo impossibili nuovi investimenti. Certo è che occorre rivoluzionare, mettere la persona al centro e parlare di umanizzazione delle cure mettendo in campo nuove sfide, come l’onconutrizione e l’oncopsicologia”.
Per Pellegrino inoltre fondamentale è “il decoro dei luoghi di cura, non è accettabile fare chemioterapie in luoghi tetri, in ambulatori sporchi. Occorre rispettare le persone”.
Al tavolo dei relatori, moderato dalla Presidente della Consulta delle Amministratrici Rossella Isoldi, hanno preso parte anche il sindaco di Polla Massimo Loviso, il consigliere regionale Corrado Matera, il Presidente del Consorzio Michele Di Candia e il Direttore dell’ospedale di Polla Luigi Mandia.
Tra i relatori anche la dottoressa Annarita Roscigno, responsabile dell’Oncologia di Polla, che ha spiegato come il tumore alla mammella rimanga il più frequente nelle donne, oltre ad essere la prima causa di decesso. Tra i fattori di rischio spiccano età, familiarità, fattori dietetici, fattori ormonali.
“La prevenzione sul territorio vuol dire mettere insieme una rete e abbattere la mortalità – ha detto Michele Di Candia – occorre coinvolgere i medici di base, il Distretto 72 è primo per l’attività del tumore sull’intestino. Daremo tutto il supporto che serve come Consorzio”.





