L’emergenza cinghiali negli Alburni si fa sempre più forte tanto da spingere, pochi giorni or sono, il sindaco di Ottati Eduardo Doddato ad emanare l’ordinanza n.62/27 mediante cui disponeva, per un periodo massimo di 45 giorni, la cattura e l’abbattimento dei cinghiali presenti sul territorio da lui amministrato e, nella fattispecie, nelle zone ricadenti vicino al centro abitato. Una lotta agli ungulati che nasceva successivamente alla morte dovuta all’aggressione subita da un uomo a Cefalù da parte di un gruppo di cinghiali.

Molti i pareri contrastanti, tra cui quello del WWF, rappresentato dal delegato regionale Piernazario Antelmi, che ha diffidato Doddato, o quello del Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Angelo De Vita, secondo cui l’ordinanza di Ottati sarebbe stata solo una provocazione.

Ciononostante il Prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, ha convocato per martedì 25 agosto il sindaco Doddato, il Presidente della Provincia Canfora, le Forze dell’Ordine, il commissario dell’Ente Parco Amilcare Troiano, la Coldiretti, Confagricoltura e la Confederazione Italiana Agricoltori ad un incontro per discutere della problematica di cui il Comune di Ottati è investito a causa dell’emergenza cinghiali. A questo proposito il primo cittadino ha revocato la propria ordinanza di abbattimento degli ungulati, “non in autotutela – come precisa – ma perchè l’obiettivo è stato raggiunto“.

Non sono un cacciatore nè sono iscritto ad associazioni di cacciatori – precisa Doddato – ma il mio obiettivo era quello di far scoppiare l’emergenza, perchè effettivamente i cinghiali noi li abbiamo davanti casa. La formula dell’ordinanza aveva, a mio parere, una sua legittimità. Il Prefetto ha convocato l’incontro del 25 e io l’ho rispettato, revocando l’ordinanza, perchè ha saputo ascoltare“.

E’ fiducioso Doddato e la stessa fiducia la ripone anche nel nuovo governo regionale. “Confido in Vincenzo De Luca, che è un uomo del fare – dichiara il sindaco ottatese – affinchè si possa arginare il problema attraverso una serie di azioni ma, soprattutto, una politica del Parco nuova e diversa“.

– Chiara Di Miele – 


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