Continuano le polemiche dopo il declassamento del reparto di Oculistica dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla. Il Movimento 5 Stelle del Vallo di Diano denuncia infatti “le gravi responsabilità della politica locale in merito alle ultime decisioni che hanno riguardato l’ospedale di Polla”.
“E’ inconcepibile – dichiarano in una nota i pentastellati – che solo oggi ci si accorge di un destino già ampiamente deciso nel 2015 per il tramite di un Decreto Ministeriale che non lasciava alcun dubbio sul declassamento del nosocomio pollese. Nel documento, infatti, gli ospedali di Polla e Sapri venivano chiaramente indicati come presidi di Pronto soccorso”.
“Cosa hanno fatto i nostri amministratori dal 2015 a oggi? – continua il documento – Perché non hanno fatto qualcosa quando ancora si poteva incidere sulle decisione e gli indirizzi che purtroppo ancora una volta, con il declassamento a unità operativa semplice del reparto di oculistica vedono penalizzati, e fortemente, i cittadini e il territorio valdianese? Perché non si fanno da parte e lasciano all’autodeterminazione degli stessi cittadini la gestione della cosa pubblica? Non è una provocazione, – concludono – siamo davvero convinti che conseguire risultati peggiori, in termini di perdita di competitività territoriale complessiva come negli ultimi 25 anni, sia difficile”.
– Mariarita Cupersito –
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Le vicende ospedaliere del “Luigi Curto” sono note, non meno del declino inesorabile del territorio del nostro Vallo di Diano. Le responsabilità politiche sono indubbie e vengono da lontano: basta dare uno sguardo al 1997 in poi e dare nome e cognome alla classifica dell’inettitudine. Qualche elefante è ancora in giro, tetragono ai tempi e ai mutamenti della società. Invero, è l’intero apparato politico-dirigenziale che si è dimostrato incapace di guardare lontano, di capire i cambiamenti, di guardare al di là del proprio naso. Ma le colpe sono da attribuire anche o soprattutto a noi cittadini, nessuno escluso, che non siamo riusciti a collocare in pensione questi professionisti politici incollati alle poltrone. E tuttavia fa specie che il movimento “grullino”, spoglio di ideologie se non di ideali (né destra né sinistra), invochi oggi “l’autodeterminazione degli stessi cittadini per la gestione della cosa pubblica”. Ecco, siamo alla orizzontalità politica della “rete”, è la realizzazione del passaggio dalla comunicazione di massa alla all’autocomunicazione di massa. Ci manca solo Giggino ‘o statista!